Varata la giunta provinciale
Follow @giowind
Venerdì scorso il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, ha presentato la lista dei dodici assessori che comporranno la nuova giunta provinciale.
La giunta non è definitiva. Entro un mese, certamente, ci sarà una sostituzione dovuta alla rinuncia di Luigi Gentile (PdL, in quota AN), attualmente assessore regionale e quindi incompatibile con l’amministrazione provinciale. Incerta anche la permanenza in giunta del deputato regionale Nino Bosco (PdL), anche se non ci sono motivi di incompatibilità.
Certi e già a lavoro i tre assessori UDC Carmelo Pace (Vicepresidente della Provincia), Luigi Argento e Gaetano Cani.
Per la prima giunta D’Orsi è dunque tempo di cominciare a lavorare, per frenare il lento declino della Provincia di Agrigento, ultima in molte classifiche di valutazione. Le risorse, umane ed economiche, in Provincia di Agrigento, non mancano. Probabilmente sono coordinate male quelle umane e gestite male quelle economiche. Il Presidente D’Orsi nei primi due mesi di mandato, pur governando solo, ha dato prova di saper ottimizzare le risorse e di voler razionalizzare l’amministrazione. Bene!
Un lavoro gravoso spetta anche ai partiti. Fondamentali per l’elezione plebiscitaria di Eugenio D’Orsi, hanno perso (un po’ tutti anche se per colpa di qualcuno) di fascino per il perdurare dell’indecisione nella proposta degli assessori. Il Presidente D’Orsi, ha giustamente atteso fin quando ha potuto, decidendo poi di procedere in attesa della ricomposizione di alcuni dissidi interni ai partiti.
Definite, nei prossimi giorni, le presidenze all’interno del Consiglio provinciale, toccherà ai partiti dare linee di indirizzo all’amministrazione. Grazie alla capillare presenza nel territorio e alla sintonia politica della quasi totalità delle amministrazioni comunali non credo sarà difficile individuare interventi d’emergenza e programmare iniziative a lunga termine. I partiti sono indispensabili per la composizione delle istanze locali e per la loro presentazione all’interno di amministrazioni superiori. Non è possibile infatti demandare tutto alle carte bollate e alla burocrazia, serve una forte capacità di mediazione tra interessi diversi che solo la Politica può compiere.
Emergenze, in Provincia, non ne mancano, problemi cioè che non possono essere ulteriormente rimandati, e che riguardano l’interesse della collettività.
Programmare è molto più difficile, anche perchè c’è il rischio che dopo una semina faticosa, la raccolta tocchi a un altro. Programmare è indispensabile se non vogliamo continuare a vivere e agire tra un’emergenza e l’altra, senza avere una meta da raggiungere e obbiettivi ben definiti.
Finita la querelle delle dichiarazioni di compiacimento, spenti i flash dei fotografi è tempo di rimboccarsi le maniche. Dei successi che, sono certo, non mancheranno darò conto, senza risparmiare critiche quando necessarie.




