Congresso cittadino, il mio intervento

Care Amiche, Gentili Amici,

l’appuntamento di oggi è di vitale importanza per una democrazia e per la democrazia italiana. Con questo incontro stiamo, infatti, mettendo in atto l’articolo 49 della Costituzione che recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Del metodo democratico di selezione della classe dirigente e di determinazione della politica nazionale il nostro partito non ha fatto, e mai farà, a meno. Saluto quindi i nostri autorevoli rappresentanti nelle istituzioni nazionali, regionali e locali, che portano avanti le nostre istanze e che aspettano da noi quelle linee di indirizzo utili a determinare la politica e la vita della Nazione.

L’incontro di oggi è però di vitale importanza anche per la vita politica della nostra Agrigento, non solo quindi della vita dell’UDC ad Agrigento, ma per tutti i cittadini di Agrigento. La riflessione che conduciamo oggi non è ad esclusivo vantaggio del popolo che si riconosce negli ideali e nei valori rappresentati dallo scudocrociato che abbiamo difeso, correndo il rischio di scomparire dalla scena politica nazionale. La riflessione politica di oggi porterà certamente beneficio alla vita politica di tutta la città perchè rappresenta l’essenza del confronto democratico, contro ogni qualunquismo o beppegrillismo che vorrebbe cancellare le istituzioni rappresentative per le quali molti nostri genitori, nonni hanno versato il sangue e alle quali tanti altri hanno dato la vita.

In vista di questo confronto mi permetto quindi di suggerire alcune linee di intervento che riguardano specificamente il nostro lavoro politico nella città di Agrigento, ma che certamente possono essere estese ad aree più vaste.

Una brevissima premessa. Cinqunt’anni di vita repubblicana, governata dalla Democrazia Cristiana ci hanno consegnato un Paese rinato dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale che ha permesso a tutti, al di la di ogni condizione sociale, di avere accesso all’istruzione, al lavoro, agli strumenti di solidarietà sociale. Tutto questo è stato possibile perchè era chiaro il progetto di stato da portare avanti. Quello che manca oggi è un obbiettivo chiaro da perseguire, tanto per lo Stato centrale, quanto per la nostra città di Agrigento. Dobbiamo allora ragionare sul dove arrivare ed insieme decidere il percorso.

Tale dualità di azione, base che propone e rappresentanza politica che agisce, ci permette di avere fiducia negli amministratori i quali rendono concreti i progetti e risolvono i problemi che qui vengono sollevati.

Come agire in concreto? Cardine fondamentale della mia proposta è l’assunzione di responsabilità da parte di tutti noi. Tutti e ciascuno dobbiamo concorrere, pur nella diversità delle funzioni e dei ruoli. La vita politica cittadina e nazionale è strattamente legata a quanto ciascuno riesce a fare. Cercare consensi, incontrare elettori, non è strumentale esclusivamente all’elezione del singolo, ma è un credito che, in vari modi, può essere speso nelle istituzioni democratiche per far valere la nostra voce.

Una voce che qualcuno ha cercato di rendere muta, ma che è riuscita, seppur flebilmente, a restare attiva. Lascio a quanti vivono la politica nazionale in prima persona la spiegazione dell’attuale scenario politico nazionale. Mi addentro volentieri nella politica cittadina.

Abbiamo un sindaco che per formazione ed esperienza politica è molto vicino a noi e che gli elettori hanno messo a capo della città. Un sindaco salvagente, nel senso che galleggia, ma non ha la forza propulsiva necessaria per cambiare le sorti della città. Questo perchè, a mio parere, gli è venuto meno l’appoggio di una base con la quale confrontarsi, così come l’aiuto di un partito che possa sostenerlo anche in quelle scelte che potrebbero non trovare subito il favore della maggioranza. Abbiamo un sindaco attento alle emergenze ma senza una direzione da percorrere. Il rischio concreto è che, nei prossimi anni, le cose rimangano esattamente come oggi, senza un progetto e con l’amministrazione che si occupa solo di denunciare inadempienze e disservizi, o a presenziare ad eventi. Agrigento così è destinata ad un declino peggiore di quello attuale.

Noi però stiamo cercando di agire. Nelle passate elezioni comunali abbiamo messo in campo risorse nuove, senza dimenticare quanti hanno accumulato esperienza e ai quali ancora chiediamo collaborazione.

Le ultime elezioni politiche, con il successo della Lega, dimostrano che si può vincere senza grandi mezzi di comunicazione ma con tre assi nella manica:

  1. presenza costante e attiva nel territorio;

  2. efficienza delle amministrazioni nel dare risposte alla ciitadinanza (tutta, indipendentemente dalle preferenze elettorali);

  3. grande partecipazione della base.

Se per il primo e il terzo punto le strade da percorrere possono essere ben identificabili – e l’UDC cittadino certamente le sta percorrendo perchè connaturali alla sua radice e identità di partito popolare -, il secondo punto presuppone la collaborazione sinergica di amministrazioni ed elettori.

Le amministrazioni devono, infatti, essere in grado di svolgere la propria funzione, spesso resa ardua dalla mancanza cronica di risorse economiche. L’elettorato, dal canto suo, deve liberarsi dai vincoli degli interessi particolari per imparare a discernere quali amministratori possono lavorare efficacemente per il bene di tutti.

Sono certo che le personalità messe in campo dal nostro partito negli ultimi anni possono rispondere alla necessità di buone amministrazioni. Il tempo che ci si apre dinanzi deve essere utilizzato affichè l’elettorato possa avere gli strumenti opportuni per giudicare quali amministratori scegliere e accordare la preferenza ad un partito, l’UDC, che per presenza nel territorio, partecipazione della base e efficienza delle amministrazioni, non ha nulla da invidiare ad altri partiti.

Tornare dunque in quei luoghi – sezioni, segreterie, circoli – che per cinquant’anni hanno rappresentato la forza della DC. Ma anche riproporre una nuova partecipazione culturale, con la diffusione di quotidiani, l’organizzazione di incontri, che possano rianimare culturalmente l’elettorato di centro.

Non si tratta esclusivamente della nostra sopravvivenza politica, ma della rappresentanza di una parte di società italiana che non si riconosce in un bipartitismo forzato e, in fondo, fasullo. Forti della nostra storia da tramandare ai giovani possiamo essere certi che non mancheranno i consensi, seppur a costo di un faticoso lavoro.

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  1. giowind.eu » Blog Archive » Rinnovati i vertici UDC ad Agrigento — 10 ottobre 2008 @ 22:59

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