9 novembre 1989: crollo del Muro di Berlino


Avevo appena 8 anni in quel 1989, un novembre non ancora molto freddo ad Agrigento, ma che ricordo perfettamente nonostante la tenera età e l’ignoranza sulle vicende politiche mondiali. La maestra (unica) delle elementari mi fece fare la mia prima rassegna stampa. Il compito era semplice, comprare tutti i quotidiani dei giorni successivi e raccogliere gli articoli sul crollo del muro di Berlino.

A contatto con la cronaca di quei giorni, con la storia di tante famiglie felicemente ricongiunte dopo anni di separazione, con un evento che riempiva pagine e pagine di giornali capì che stavo partecipando, seppur indirettamente, a qualcosa che avrebbe cambiato la storia ed i destini del mondo. Il come e il pechè non lo capivo, comunismo e cortina di ferro erano concetti che non conoscevo. Avevo però sentito il peso della Guerra Fredda nei racconti dei nonni, che di quei comunisti conoscevano i crimini.

A corredo di questi miei ricordi una analisi di ciò che don Luigi Sturzo scrisse su marxismo e socialismo: Il comunismo è morto per aver ucciso la libertà, di Gianfranco Morra, su Rinascimento Popolare n. 5 2004.

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