Il fronte alternativo a Sciacca


Ricevo e volentieri pubblico:

A Sciacca in vista delle prossime amministrative si va delineando una grande intesa che il 6 e 7 giugno si presenterà al giudizio degli elettori dietro il nome di un unico candidato Sindaco che porterà le insegne di UDC, MPA, PD, e diverse liste civiche tra le quali quella del PDL composta dagli amici dell’Onorevole Cimino che ha come riferimento l’ex Ministro Miccichè.

L’intesa che a giorni dovrà trovare il nome del candidato sindaco “di tutti” potrebbe apparire azzardata, ma Sciacca si sa, è Il laboratorio politico per eccellenza e non c’è elezione amministrativa che si svolga senza un esperimento che non deludendo le aspettative, il più delle volte risulta non soltanto vincente, ma da il “LA” a nuovi capitoli della politica non soltanto locale ma anche nazionale.

L’accorpamento di diverse identità partitiche in alternativa alle attuali non deve sorprendere, per il fatto che la vicinanza dell’UDC al PD risulta essere ben nota dai tempi delle elezioni politiche dello scorso anno che hanno posto all’opposizione del governo Berlusconi le due forze. Per quanto riguarda il partito del Governatore della nostra Regione sono ormai sotto gli occhi di tutti le difficoltà in campo Nazionale e Regionale a mantenere un rapporto di fiducia e rispetto tra PDL ed MPA, che vede gli autonomisti in perenne stress per le pressioni sempre più esasperate rivolte a loro dai Berlusconiani a Roma e dagli Alfaniani a Palermo. Ed è proprio dentro il PDL stesso che si consumano i dissapori più significativi, dove Miccichè, senza logiche democratiche è stato depredato della segreteria regionale del suo partito andata alla corrente alfaniana, ed in connubio con i consiglieri ciminiani che mai hanno dimostrato simpatie per il modo di amministrare del Sindaco pidiellino uscente, hanno consumato la divisione netta di vedute che ha portato a dimostrare anche a Sciacca che Miccichè spesso e volentieri, come anche le cronache raccontano, va più d’accordo con Lombardo e Mannino che con Alfano e Scalia. La proprosta di rinnovamento risulta essere ampiamente accettata anche da diverse forze di aggregazione civica che, come è innegabile che sia, forniscono l’apporto di idee alla base di una buona proposta in ambito amministrativo locale.

Non dobbiamo dimenticare che l’attuale Sindaco, 5 anni fa, ha vinto con una coalizione composta da PDL, IdV, PSE e fino a due anni fa anche l’UDC che sotto la guida dell’Onorevole Mannino non ha condiviso l’impostazione del modo di pensare alla città e ai bisogni dei cittadini. Quindi nella cittadina termale un insieme di forze la cui unione risulta essere sancita da accordi politici e amministrativi allo stesso tempo, non risulta essere una novità posto il fatto che la proposta rappresenta la fotografia di una situazione di più ampio raggio.

La nuova coalizione che si propone in alternativa a quella uscente vede l’UDC al centro dei giochi, non nel senso di fare l’ago della bilancia, ma come a dirigere un coro di voci che a prescindere dalle diverse tonalità intende interpretare la stessa melodia che in termini politici significa condividere un programma che ponga al centro “il cittadino” e veda come mezzo di soddisfazione collettiva una macchina amministrativa efficiente che pensi allo sviluppo e alla ripresa economica con l’ottica e la mentalità di chi accoglie e concretizza i suggerimenti che provengono dal basso. Dove si manifesti in piazza non solo a favore dei grandi investimenti privati, ma anche per le Terme o per l’ospedale! Dove si cerchi di unire le associazioni delle varie categorie produttive al posto di frammentarle! Dove si cerchi di fare ogni sforzo pur di garantire un futuro migliore alle nuove generazioni ed un presente sostenibile a chi ne ha più di bisogno! Dove si dia un’alternativa ai giovani per farli schiodare dalla sedentarietà fisica e mentale al fine di stimolare la partecipazione allo sport e alle attività culturali che sono il termometro del benessere sociale, ma che per troppo tempo a Sciacca sono state spesso poco attenzionate! Dove si parli di turismo non come utopia ma come qualcosa che deve essere interpretato e realizzato con la modestia di chi sa che ancora è tutto come un puzzle da comporre! Dove il lavoro, l’imprenditoria e le nuove idee devono avere la priorità assoluta su tutto ed in particolare sulle vecchie logiche del clientelismo! E dove si dia davvero più voce ai giovani che il futuro hanno il diritto e l’onere di conquistarlo alla pari di come hanno potuto fare le vecchie generazioni!

Per questi motivi credo che un cambiamento può avvenire, ed è per questi motivi che il cambiamento deve avvenire!!!

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