Mattarella nuovo Segretario generale della Regione Siciliana

Nello Musumeci, neo eletto Presidente della Regione Siciliana, avrebbe scelto Maria Mattarella, quale nuovo Segretario generale della Regione Siciliana, ruolo apicale della burocrazia regionale finora ricoperto da Patrizia Monterosso, dirigente esterno, ma che nei ruoli della Regione ha trascorso la sua carriere, fino alla nomina a Segretario generale.

Dopo la paventata nomina di Massimo Russo, magistrato che avrebbe dovuto chiedere l’assenso del CSM, la figura di Maria Mattarella credo possa segnare una decisiva svolta nel segno del rilancio dell’apparato burocratico. Senza negare che la macchina amministrativa regionale abbia bisogno di una profonda ristrutturazione che possa coniugare celerità e misurazione delle performance, bisogna comunque segnare una profonda discontinuità con la rivoluzione crocettiana che, in più di una occasione, ha chiesto lo scalpo dei dipendenti regionali, senza però riuscire a modificare processi e promuovere semplificazioni.

La scelta di un dirigente interno, dunque, potrebbe essere l’occasione per una alleanza benefica tra ruolo di indirizzo politico e gestione amministrativa che possa trasformare l’elefantiaca amministrazione regionale in uno strumento per lo sviluppo del territorio e dell’economia. Un’alleanza non frutto di un reciproco interesse di mantenimento dei ruoli, un dirigente esterno comunque dipende dal continuo assenso politico per la propria permanenza, ma un’alleanza nel segno del miglior interesse della gestione dei budget e del rispetto dei tempi.

La Mattarella è, inoltre, un dirigente di riconosciuta qualità professionale che, a supporto di un governo squisitamente politico, potrebbe certamente suggerire gli opportuni miglioramenti legislativi per il raggiungimento degli obbiettivi programmatici, in verità poco discussi in campagna elettorale, ma ch necessariamente dovranno venir fuori per rispondere alle numerose situazioni incancrenitesi nel tempo e alle emergenti urgenze.

La burocrazia regionale necessita di un profondo ripensamento, ma il processo di trasformazione non può che essere endogeno ed essere condiviso da ognuno dei funzionari regionali. Ogni progetto imposto dall’esterno o contro la stessa macchina amministrativa rischia di fallire miseramente, come già avvenuto.

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Giovanni Nocera

Sono Giovanni: marito di Chiara e padre di due splendidi bimbi. Siciliano a Roma.

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