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	<title>Giovanni Nocera &#187; Approfondimenti</title>
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	<description>popolare, cattolico, liberale, siciliano</description>
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		<title>Agrigento: un voto utile</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 22:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[comunali 2012]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad Agrigento si respira già aria di campagna elettorale. Sono un paio i candidati a sindaco. Altri ne seguiranno. Molti di più saranno i candidati al Consiglio Comunale. Un conto provvisorio mi fa pensare ad almeno 15-20 liste. E lo sbarramento al 5% non credo sarà un deterrente alla presentazione di liste civiche o liste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad Agrigento si respira già aria di campagna elettorale. </p>
<p>Sono un paio i candidati a sindaco. Altri ne seguiranno. </p>
<p>Molti di più saranno i candidati al Consiglio Comunale. Un conto provvisorio mi fa pensare ad almeno 15-20 liste. E lo sbarramento al 5% non credo sarà un deterrente alla presentazione di liste civiche o liste di micro partiti. I candidati al Consiglio Comunale arriveranno, e probabilmente supereranno, quota 500. Spero di essere smentito dai fatti, ma dubito che data la situazione economica attuale e la dilagante disoccupazione, molti non tenteranno la sistemazione per 5 anni. </p>
<p>In questo quadro di piccoli interessi particolari, credo sia urgente un appello al voto utile per la città di Agrigento. Se in città ciascuno prendesse coscienza dell&#8217;importanza del voto per il bene comune, invece che per soddisfare interessi particolari, si potrebbe immaginare un futuro migliore per tutti. </p>
<p>Sento tanti indignarsi per nomine, cambi di casacca, decisioni. Tutti indignati contro un &#8216;nemico pubblico&#8217; che non è imposto da nessuno. È il frutto delle nostre libere scelte nella cabina elettorale. Facile indignarsi e fomentare l&#8217;indignazione, più difficile parlare liberamente e da uomini liberi spezzare cordate e vincoli di potere. </p>
<p>Un voto utile per Agrigento e per gli agrigentini!!!
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		<title>Il discorso del Presidente Monti al Senato della Repubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 14:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<description><![CDATA[MONTI Mario, presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell&#8217;economia e delle finanze ad interim. Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, è con grande emozione che mi rivolgo a voi come primo atto del percorso rivolto ad ottenere la fiducia del Parlamento al Governo ieri costituito. L&#8217;emozione è accresciuta dal fatto che prendo oggi la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MONTI Mario, presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell&#8217;economia e delle finanze ad interim.</p>
<p>Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, è con grande emozione che mi rivolgo a voi come primo atto del percorso rivolto ad ottenere la fiducia del Parlamento al Governo ieri costituito. L&#8217;emozione è accresciuta dal fatto che prendo oggi la parola per la prima volta in quest&#8217;Aula, nella quale mi avete riservato qualche giorno fa un&#8217;accoglienza che mi ha commosso. Sono onorato di entrare a far parte del Senato della Repubblica.</p>
<p>Desidero rivolgere un saluto deferente al Capo dello Stato, presidente Napolitano; che con grande saggezza, perizia e senso dello Stato ha saputo risolvere una situazione difficile in tempi ristrettissimi, nell&#8217;interesse del Paese e di tutti i cittadini. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, CN-Io Sud-FS, IdV e Misto-MPA-AS e dei senatori Colombo, Astore e Del Pennino). Vorrei anche rinnovargli la mia gratitudine per la fiducia accordata alla mia persona, per il sostegno e la partecipazione che mi ha costantemente assicurato nei miei sforzi per comporre un Governo che potesse soddisfare le richieste delle forze politiche e, al contempo, dare risposte efficaci alle gravi sfide che il nostro Paese ha di fronte a sé.</p>
<p>Rivolgo il mio saluto ai Presidenti emeriti della Repubblica, ai senatori a vita e a tutti i senatori.</p>
<p>Mi auguro di poter stabilire con ciascuno di voi anche un rapporto personale come vostro collega, sia pure l&#8217;ultimo arrivato. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, CN-Io Sud-FS, IdV e Misto-MPA-AS e dei senatori Colombo, Astore e Del Pennino).<span id="more-100225"></span></p>
<p>Il Parlamento è il cuore pulsante di ogni politica di Governo, lo snodo decisivo per il rilancio e il riscatto della vita democratica. Al Parlamento vanno riconosciute e rafforzate, attraverso l&#8217;azione quotidiana di ciascuno di noi, dignità, credibilità e autorevolezza. Da parte mia, da parte nostra, vi sarà sempre una chiara difesa del ruolo di entrambe le Camere quali protagoniste del pubblico dibattito.</p>
<p>Un ringraziamento specifico e molto sentito desidero, infine, esprimere al vostro, al nostro, Presidente. Il presidente Schifani (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, CN-Io Sud-FS, IdV, Misto-MPA-AS, dei senatori Colombo, Astore, Del Pennino e dai banchi del Governo) ha voluto accogliermi, fin dal primo istante di questa mia missione &#8211; come potete immaginare, non semplicissima &#8211; svoltasi, in gran parte, a Palazzo Giustiniani, con una generosità e una cordialità che non potrò dimenticare. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).</p>
<p>Rivolgo, infine, un pensiero rispettoso e cordiale al presidente, onorevole dottor Silvio Berlusconi (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, CN-Io Sud-FS, Misto-MPA-AS e dei senatori Colombo, Astore, Del Penninoe dai banchi del Governo), mio predecessore, del quale mi fa piacere riconoscere l&#8217;impegno nel facilitare in questi giorni la mia successione nell&#8217;incarico.</p>
<p>Il Governo riconosce di essere nato per affrontare in spirito costruttivo e unitario una situazione di seria emergenza. Vorrei usare questa espressione: Governo di impegno nazionale. Governo di impegno nazionale significa assumere su di sé il compito di rinsaldare le relazioni civili e istituzionali, fondandole sul senso dello Stato. È il senso dello Stato, è la forza delle istituzioni, che evitano la degenerazione del senso di famiglia in familismo, dell&#8217;appartenenza alla comunità di origine in localismo, del senso del partito in settarismo. Ed io ho inteso, fin dal primo momento, il mio servizio allo Stato non certo con la supponenza di chi, considerato tecnico, venga per dimostrare un&#8217;asserita superiorità della tecnica rispetto alla politica; al contrario, spero che il mio Governo e io potremo, nel periodo che ci è messo a disposizione, contribuire, in modo rispettoso e con umiltà, a riconciliare maggiormente &#8211; permettetemi di usare questa espressione &#8211; i cittadini e le istituzioni, i cittadini alla politica. (Prolungati applausi dai Gruppi PdL, PD, CN-Io Sud-FS, IdV, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, Misto-MPA-AS, dei senatori Colombo, Astore, Del Pennino e dai banchi del Governo).</p>
<p>Io vorrei, noi vorremmo, aiutarvi tutti a superare una fase di dibattito, che fa naturalmente parte della vita democratica, molto, molto, acceso, e consentirci di prendere insieme, senza alcuna confusione delle responsabilità, provvedimenti all&#8217;altezza della situazione difficile che il Paese attraversa, ma con la fiducia che la politica che voi rappresentate sia sempre più riconosciuta, e di nuovo riconosciuta, come il motore del progresso del Paese.</p>
<p>Le difficoltà del momento attuale. L&#8217;Europa sta vivendo i giorni più difficili dagli anni del secondo dopoguerra. Il progetto che dobbiamo alla lungimiranza di grandi uomini politici, quali furono Konrad Adenauer, Jean Monnet, Robert Schuman e &#8211; sottolineo in modo particolare &#8211; Alcide De Gasperi (Applausi dai Gruppi PdL, PD, CN-Io Sud-FS, IdV, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, Misto-MPA-AS, dei senatori Colombo, Astore e Del Pennino) e che per sessant&#8217;anni abbiamo perseguito, passo dopo passo, dal Trattato di Roma &#8211; non a caso di Roma &#8211; all&#8217;atto unico, ai Trattati di Maastricht e di Lisbona, è sottoposto alla prova più grave dalla sua fondazione.</p>
<p>Un fallimento non sarebbe solo deleterio per noi europei. Farebbe venire meno la prospettiva di un mondo più equilibrato in cui l&#8217;Europa possa meglio trasmettere i suoi valori ed esercitare il ruolo che ad essa compete, in un mondo sempre più bisognoso di una governance multilaterale efficace.</p>
<p>Non illudiamoci, onorevoli senatori, che il progetto europeo possa sopravvivere se dovesse fallire l&#8217;Unione Monetaria. La fine dell&#8217;euro disgregherebbe il mercato unico, le sue regole, le sue istituzioni. Ci riporterebbe là dove l&#8217;Europa era negli anni cinquanta.</p>
<p>La gestione della crisi ha risentito di un difetto di governance e, in prospettiva, dovrà essere superata con azioni a livello europeo. Ma solo se riusciremo ad evitare che qualcuno, con maggiore o minore fondamento, ci consideri l&#8217;anello debole dell&#8217;Europa, potremo ricominciare a contribuire a pieno titolo all&#8217;elaborazione di queste riforme europee. Altrimenti ci ritroveremo soci di un progetto che non avremo contribuito ad elaborare, ideato da Paesi che, pur avendo a cuore il futuro dell&#8217;Europa, hanno a cuore anche i lori interessi nazionali, tra i quali non c&#8217;è necessariamente una Italia forte.</p>
<p>Il futuro dell&#8217;euro dipende anche da ciò che farà l&#8217;Italia nelle prossime settimane, anche e non solo, ma anche. Gli investitori internazionali detengono quasi metà del nostro debito pubblico. Dobbiamo convincerli che abbiamo imboccato la strada di una riduzione graduale ma durevole del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. Quel rapporto è oggi al medesimo livello al quale era vent&#8217;anni fa ed è il terzo più elevato tra i Paesi dell&#8217;OCSE. Per raggiungere questo obiettivo intendiamo far leva su tre pilastri: rigore di bilancio, crescita ed equità.</p>
<p>Nel ventennio trascorso l&#8217;Italia ha fatto molto per riportare in equilibrio i conti pubblici, sebbene alzando l&#8217;imposizione fiscale su lavoratori dipendenti e imprese, più che riducendo in modo permanente la spesa pubblica corrente. Tuttavia, quegli sforzi sono stati frustrati dalla mancanza di crescita. L&#8217;assenza di crescita ha annullato i sacrifici fatti. Dobbiamo porci obiettivi ambiziosi sul pareggio di bilancio, sulla discesa del rapporto tra debito e PIL. Ma non saremo credibili, neppure nel perseguimento e nel mantenimento di questi obiettivi, se non ricominceremo a crescere.</p>
<p>Ciò che occorre fare per ricominciare a crescere è noto da tempo. Gli studi dei migliori centri di ricerca italiani avevano individuato le misure necessarie molto prima che esse venissero recepite nei documenti che in questi mesi abbiamo ricevuto dalle istituzioni europee. Non c&#8217;è nessuna originalità europea nell&#8217;aver individuato ciò che l&#8217;Italia deve fare per crescere di più. È un problema del sistema italiano riuscire a decidere e poi ad attuare quanto noi italiani sapevamo bene fosse necessario per la nostra crescita.</p>
<p>Non vediamo i vincoli europei come imposizioni. Anzitutto permettetemi di dire, e me lo sentirete affermare spesso, che non c&#8217;è un loro e un noi. L&#8217;Europa siamo noi. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, CN-Io Sud-FS, IdV, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI e Per il Terzo Polo:ApI-FLI e dai banchi del Governo).</p>
<p>Quelli che poi ci vengono in un turbinio di messaggi, di lettere e di deliberazioni dalle istituzioni europee sono per lo più provvedimenti rivolti a rendere meno ingessata l&#8217;economia, a facilitare la nascita di nuove imprese e poi indurne la crescita, migliorare l&#8217;efficienza dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, favorire l&#8217;ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e delle donne, le due grandi risorse sprecate del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, IdV, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI e Per il Terzo Polo:ApI-FLI edai banchi del Governo).</p>
<p>L&#8217;obiezione che spesso si oppone a queste misure è che esse servono, certo, ma nel breve periodo fanno poco per la crescita. È un&#8217;obiezione dietro la quale spesso si maschera &#8211; riconosciamolo &#8211; chi queste misure non vuole, non tanto perché non hanno effetti sulla crescita nel breve periodo (che è vero che non hanno), ma perché si teme che queste misure ledano gli interessi di qualcuno. Ma, evidentemente, più tardi si comincia, più tardi arriveranno i benefìci delle riforme. Ma, soprattutto, le scelte degli investitori che acquistano i nostri titoli pubblici sono guidate sì da convenienze finanziarie immediate, ma &#8211; mettiamocelo in testa &#8211; sono guidate anche dalle loro aspettative su come sarà l&#8217;Italia fra dieci o vent&#8217;anni, quando scadranno i titoli che acquistano oggi.</p>
<p>Quindi, non c&#8217;è iato la tra le cose che dobbiamo o fare oggi o avviare oggi, anche se avranno effetti lontani, perché anche gli investitori, che ci premiano o ci puniscono, agiscono oggi, ma guardano anche agli effetti lontani.</p>
<p>Riforme che hanno effetti anche graduali sulla crescita, influendo sulle aspettative degli investitori, possono riflettersi in una riduzione immediata dei tassi di interesse, con conseguenze positive sulla crescita stessa. I sacrifici necessari per ridurre il debito e per far ripartire la crescita dovranno essere equi. Maggiore sarà l&#8217;equità, più accettabili saranno quei provvedimenti e più ampia &#8211; mi auguro &#8211; sarà la maggioranza che in Parlamento riterrà di poterli sostenere. Equità significa chiedersi quale sia l&#8217;effetto delle riforme non solo sulle componenti relativamente forti della società, quelle che hanno la forza di associarsi, ma anche sui giovani e sulle donne. Dobbiamo renderci conto che, se falliremo e se non troveremo la necessaria unità di intenti, la spontanea evoluzione della crisi finanziaria ci sottoporrà tutti, ma soprattutto le fasce più deboli della popolazione, a condizioni ben più dure.</p>
<p>La crisi che stiamo vivendo è internazionale; questo è ovvio, ma conviene ripeterlo ogni volta, anche ad evitare demonizzazioni. È internazionale, lo sto dicendo a tutti. Ma l&#8217;Italia ne ha risentito in maniera particolare. Secondo la Commissione europea, al termine del prossimo anno il prodotto interno lordo dell&#8217;Italia sarebbe ancora quattro punti e mezzo al di sotto del livello raggiunto prima della crisi. Per la stessa data, l&#8217;area dell&#8217;euro nel suo complesso avrebbe invece recuperato la perdita di prodotto dovuta alla crisi. Francia e Germania raggiungerebbero il traguardo di riportarsi al livello precrisi nell&#8217;anno in corso. La relativa debolezza della nostra economia precede l&#8217;avvio della crisi.</p>
<p>Tra il 2001 e il 2007 il prodotto italiano è cresciuto di 6,7 punti percentuali, contro i 12 della media dell&#8217;area dell&#8217;euro, i 10,8 della Francia e gli 8,3 della Germania. I risultati sono deludenti al Nord come al Sud. E non vi propongo un paragone con la Cina o con altri Paesi emergenti, ma con i nostri colleghi ed amici stretti della zona euro. La crisi ha colpito più duramente i giovani. Ad esempio, nei 15 Paesi che componevano l&#8217;Unione europea fino al 2004, tra il 2007 e il 2010 il tasso di disoccupazione nella classe di età 15-24 anni è aumentato di cinque punti percentuali, in Italia di 7,6 punti percentuali.</p>
<p>Il nostro Paese rimane caratterizzato da profonde disparità territoriali. Il lungo periodo di bassa crescita e la crisi le hanno accentuate. Esiste una questione meridionale: infrastrutture, disoccupazione, innovazione, rispetto della legalità (Applausi dal Gruppo PD). I problemi nel Mezzogiorno vanno affrontati non nella logica del chiedere di più, ma di una razionale modulazione delle risorse.</p>
<p>Esiste anche una questione settentrionale: costo della vita, delocalizzazione, nuove povertà, bassa natalità. (Applausi del senatore Valditara).</p>
<p>Il riequilibrio di bilancio, le riforme strutturali e la coesione territoriale richiedono piena e leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali.</p>
<p>Occorre riconoscere il valore costituzionale delle autonomie speciali, nel duplice binario della responsabilità e della reciprocità. (Applausi dei senatori Fosson, Peterlini e Garavaglia Mariapia).</p>
<p>In quest&#8217;ottica, per rispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali che, devo dire, ho ascoltato con molta attenzione&#8230;</p>
<p>CASTELLI (LNP). Ragazzi, un po&#8217; di entusiasmo, applaudite! (Commenti dai banchi del Gruppo PD).</p>
<p>PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.</p>
<p>MONTI Mario, presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell&#8217;economia e delle finanze ad interim. Se dovete fare una scelta &#8211; mi permetto di rivolgermi a tutti &#8211; ascoltate, non applaudite! (Applausi dai Gruppi PdL, CN-Io Sud-FS, PD, IdV, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI e Per il Terzo Polo:ApI-FLI).</p>
<p>Non ripeterò l&#8217;importanza del valore costituzionale delle autonomie speciali, perché altrimenti arrivano di nuovo applausi; l&#8217;ho già detto e lo avete ascoltato.</p>
<p>In quest&#8217;ottica &#8211; come stavo dicendo &#8211; perrispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali nel corso delle consultazioni, ho deciso di assumere direttamente in questa prima fase le competenze relative agli affari regionali. Spero in questo modo di manifestare una consapevolezza condivisa circa il fatto che il lavoro comune con le autonomie territoriali debba proseguire e rafforzarsi, nonostante le difficoltà dell&#8217;agenda economica. In tale prospettiva si dovrà operare senza indugio per un uso efficace dei fondi strutturali dell&#8217;Unione europea.</p>
<p>Sono consapevole che sarebbe un&#8217;ambizione eccessiva da parte mia e da parte nostra pretendere di risolvere in un arco di tempo limitato, qual è quello che ci separa dalla fine di questa legislatura, problemi che hanno origini profonde e che sono radicati in consuetudini e comportamenti consolidati. Ciò che si prefiggiamo di fare è impostare il lavoro, mettere a punto gli strumenti che permettano ai Governi che ci succederanno di proseguire un processo di cambiamento duraturo.</p>
<p>Per questo il programma che vi sottopongo oggi si compone di due parti, che hanno obiettivi ed orizzonti temporali diversi. Da un lato, vi è una serie di provvedimenti per affrontare l&#8217;emergenza, assicurare la sostenibilità della finanza pubblica, restituire fiducia nelle capacità del nostro Paese di reagire e sostenere una crescita duratura ed equilibrata. Dall&#8217;altro lato, si tratta di delineare con iniziative concrete un progetto per modernizzare le strutture economiche e sociali, in modo da ampliare le opportunità per le imprese, i giovani, le donne e tutti i cittadini, in un quadro di ritrovata coesione sociale e territoriale.</p>
<p>In considerazione dell&#8217;urgenza con la quale abbiamo dovuto operare per la formazione di questo Governo &#8211; ed in questo senso voglio ringraziare le diverse forze politiche che, nei miei confronti, figura estranea al vostro mondo, si sono gentilmente e con sollecitudine apprestate all&#8217;ascolto e all&#8217;offerta di contributi dei quali ho cercato di tenere conto &#8211; quello che intendo fare oggi è semplicemente presentarvi gli aspetti essenziali dell&#8217;azione che intendiamo svolgere. Se otterremo la fiducia del Parlamento, ciascun Ministro esporrà alle Commissioni parlamentari competenti le politiche attraverso le quali, nei singoli settori, queste azioni verranno avviate.</p>
<p>È in discussione in Parlamento una proposta di legge costituzionale per introdurre un vincolo di bilancio in pareggio per le amministrazioni pubbliche, in coerenza con gli impegni presi nell&#8217;ambito dell&#8217;Eurogruppo.</p>
<p>L&#8217;adozione di una regola di questo tipo può contribuire a mantenere nel tempo il pareggio di bilancio programmato per il 2013, evitando che i risultati conseguiti con intense azioni di risanamento vengano erosi negli anni successivi, come è accaduto in passato. Affinché il vincolo sia efficace, dovranno essere chiarite le responsabilità dei singoli livelli di Governo.</p>
<p>A questo proposito ed anche in considerazione della complessità della regola, ad esempio l&#8217;aggiustamento per il ciclo, sarà opportuno studiare l&#8217;esperienza di alcuni Paesi europei che hanno affidato ad autorità indipendenti la valutazione del rispetto sostanziale della regola, dato che in questa materia la credibilità nei confronti di noi stessi e del mondo è un requisito essenziale. Sarà anche necessario attuare rapidamente l&#8217;armonizzazione dei bilanci delle amministrazioni pubbliche. Opportunamente la proposta di legge in discussione in Parlamento già prevede l&#8217;assegnazione allo Stato della potestà legislativa esclusiva in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici. Nell&#8217;immediato daremo piena attuazione alle manovre varate nel corso dell&#8217;estate, completandole attraverso interventi in linea con la lettera di intenti inviata alle autorità europee.</p>
<p>Nel corso delle prossime settimane valuteremo la necessità di ulteriori correttivi. Una parte significativa della correzione dei saldi programmata durante l&#8217;estate è attesa dall&#8217;attuazione della riforma dei sistemi fiscale ed assistenziale. Dovremmo pervenire al più presto ad una definizione di tale riforma e ad una valutazione prudenziale dei suoi effetti. Dovranno inoltre essere identificati gli interventi, volti a colmare l&#8217;eventuale divario rispetto a quelli indicati nella manovra di bilancio.</p>
<p>Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere richiesti ai cittadini sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi. I soggetti che ricoprono cariche elettive, i dirigenti designati politicamente nelle società di diritto privato, finanziate con risorse pubbliche, più in generale quanti rappresentano le istituzioni ad ogni livello politico ed amministrativo, dovranno agire con sobrietà ed attenzione al contenimento dei costi, dando un segnale concreto ed immediato. Si dovranno rafforzare gli interventi effettuati con le ultime manovre di finanza pubblica, con l&#8217;obiettivo di allinearci rapidamente alle best practices europee.</p>
<p>Per quanto di mia diretta competenza, avvierò immediatamente una spending review del Fondo unico della Presidenza del Consiglio. Ritengo inoltre necessario ridurre le sovrapposizioni tra i livelli decisionali e favorire la gestione integrata dei servizi per gli Enti locali di minori dimensioni. Il riordino delle competenze delle Province può essere disposto con legge ordinaria. La prevista specifica modifica della Costituzione potrà completare il processo, consentendone la completa eliminazione, così come prevedono gli impegni presi con l&#8217;Europa. (Applausi).</p>
<p>Per garantire la natura strutturale della riduzione delle spese dei Ministeri, decisa con la legge di stabilità, andrà definito rapidamente il programma per la riorganizzazione della spesa, previsto dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda l&#8217;integrazione operativa delle agenzie fiscali, la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell&#8217;amministrazione dello Stato, il coordinamento delle attività delle forze dell&#8217;ordine, l&#8217;accorpamento degli enti della previdenza pubblica, la razionalizzazione dell&#8217;organizzazione giudiziaria.</p>
<p>Gli interventi saranno coordinati con la spending review in corso, che intendo rafforzare e rendere particolarmente incisiva con la precisa individuazione di tempi e responsabilità. Negli scorsi anni la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi, che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali shock negativi. Già adesso l&#8217;età di pensionamento, nel caso di vecchiaia, tenendo conto delle cosiddette finestre, è superiore a quella dei lavoratori tedeschi e francesi.</p>
<p>Il nostro sistema pensionistico rimane però caratterizzato da ampie disparità di trattamento tra diverse generazioni e categorie di lavoratori, nonché da aree ingiustificate di privilegio.</p>
<p>Il rispetto delle regole e delle istituzioni e la lotta all&#8217;illegalità riceveranno attenzione prioritaria da questo Governo. Per riacquistare fiducia nel futuro dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni che caratterizzano uno Stato di diritto, quindi si procederà alla lotta all&#8217;evasione fiscale e all&#8217;illegalità, non solo per aumentare il gettito (il che non guasta), ma anche per abbattere le aliquote: questo può essere fatto con efficacia prestando particolare attenzione al monitoraggio della ricchezza accumulata (ho detto monitoraggio della ricchezza accumulata) e non solo ai redditi prodotti.</p>
<p>L&#8217;evasione fiscale continua a essere un fenomeno rilevante: il valore aggiunto sommerso è quantificato nelle statistiche ufficiali in quasi un quinto del prodotto. Interventi incisivi in questo campo possono ridurre il peso dell&#8217;aggiustamento sui contribuenti che rispettano le norme. Occorre ulteriormente abbassare la soglia per l&#8217;uso del contante, favorire un maggior uso della moneta elettronica, accelerare la condivisione delle informazioni tra le diverse amministrazioni, potenziare e rendere operativi gli strumenti di misurazione induttiva del reddito e migliorare la qualità degli accertamenti.</p>
<p>Il decreto legislativo n. 23 del 14 marzo 2011 prevede per il 2014 l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;imposta municipale che assorbirà l&#8217;attuale ICI, escludendo tuttavia la prima casa e l&#8217;IRPEF sui redditi fondiari da immobili non locati, comprese le relative addizionali. In questa cornice intendiamo riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare: tra i principali Paesi europei, l&#8217;Italia è caratterizzata da un&#8217;imposizione sulla proprietà immobiliare che risulta al confronto particolarmente bassa. L&#8217;esenzione dall&#8217;ICI delle abitazioni principali costituisce, sempre nel confronto internazionale, una peculiarità &#8211; se non vogliamo chiamarla anomalia &#8211; del nostro ordinamento tributario.</p>
<p>Il primo elenco di cespiti immobiliari da avviare a dismissione sarà definito nei tempi previsti dalla legge di stabilità, cioè entro il 30 aprile 2012. La lettera d&#8217;intenti inviata alla Commissione europea prevede proventi di almeno 5 miliardi all&#8217;anno nel prossimo triennio. A tale scopo verrà definito un calendario puntuale per i successivi passi del piano di dismissioni e di valorizzazione del patrimonio pubblico. Tuttavia, è necessario volgere tutte le politiche pubbliche, a livello macroeconomico e microeconomico, a sostegno della crescita, sia pure nei limiti determinati dal vincolo di bilancio.</p>
<p>La pressione fiscale in Italia è elevata nel confronto storico e in quello internazionale (nel testo scritto che avrete a disposizione si danno ulteriori elementi). Nel tempo e via via che si manifesteranno gli effetti della spending review sarà possibile programmare una graduale riduzione della pressione fiscale; tuttavia anche prima, a parità di gettito, la composizione del prelievo fiscale può essere modificata in modo da renderla più favorevole alla crescita. Coerentemente con il disegno della delega fiscale e della clausola di salvaguardia che la accompagna, una riduzione del peso delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e sull&#8217;attività produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprietà, sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico. (Applausi dai Gruppi PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI e IdV).</p>
<p>Dal lato della spesa, un impulso all&#8217;attività economica potrà derivare da un aumento del coinvolgimento dei capitali privati nella realizzazione di infrastrutture. Gli incentivi fiscali stabiliti con legge di stabilità sono un primo passo, ma è anche necessario intervenire sulla regolamentazione del project financing, in modo da ridurre il rischio associato alle procedure amministrative. Occorre inoltre operare per raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea con l&#8217;agenda digitale. Ho quasi concluso.</p>
<p>Con il consenso delle parti sociali dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro, per allontanarci da un mercato duale dove alcuni sono fin troppo tutelati mentre altri sono totalmente privi di tutele e assicurazioni in caso di disoccupazione. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, IdV e Misto).</p>
<p>Le riforme in questo campo dovranno avere il duplice scopo di rendere più equo il nostro sistema di tutela del lavoro e di sicurezza sociale e anche di facilitare la crescita della produttività, tenendo conto dell&#8217;eterogeneità che contraddistingue in particolare l&#8217;economia italiana. In ogni caso, il nuovo ordinamento che andrà disegnato verrà applicato ai nuovi rapporti di lavoro per offrire loro una disciplina veramente universale, mentre non verranno modificati i rapporti di lavori regolari e stabili in essere. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).</p>
<p>Intendiamo perseguire lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, come ci viene chiesto dalle autorità europee e come già le parti sociali hanno iniziato a fare, che va accompagnato da una disciplina coerente del sostegno alle persone senza impiego volta a facilitare la mobilità e il reinserimento nel mercato del lavoro, superando l&#8217;attuale segmentazione. Più mobilità tra impresa e settori è condizione essenziale per assecondare la trasformazione dell&#8217;economia italiana e sospingerne la crescita.</p>
<p>È necessario colmare il fossato che si è creato tra le garanzie e i vantaggi offerti dal ricorso ai contratti a termine e ai contratti a tempo indeterminato, superando i rischi e le incertezze che scoraggiano le imprese a ricorrere a questi ultimi. Tenendo conto dei vincoli di bilancio occorre avviare una riforma sistematica degli ammortizzatori sociali, volta a garantire a ogni lavoratore che non sarà privo di copertura rispetto ai rischi di perdita temporanea del posto di lavoro. Abbiamo da affrontare una crisi, abbiamo da affrontare delle trasformazioni strutturali, ma è nostro dovere cercare di evitare le angosce che accompagnano questi processi. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, IdV e Misto).</p>
<p>È necessario, infine, mantenere una pressione costante nell&#8217;azione di contrasto e di prevenzione del lavoro sommerso. Uno dei fattori che distinguono l&#8217;Italia nel contesto europeo è la maggiore difficoltà di inserimento o di permanenza in condizioni di occupazione delle donne. Assicurare la piena inclusione delle donne in ogni ambito della vita lavorativa ma anche sociale e civile del Paese è una questione indifferibile.</p>
<p>È necessario affrontare le questioni che riguardano la conciliazione della vita familiare con il lavoro, la promozione della natalità e la condivisione delle responsabilità legate alla maternità da parte di entrambi i genitori, (applausi dei senatori Carloni e Peterlini), nonché studiare l&#8217;opportunità di una tassazione preferenziale per le donne.</p>
<p>C&#8217;è poi un problema legato all&#8217;invecchiamento della popolazione che si traduce in oneri crescenti per le famiglie; andrà quindi prestata attenzioni ai servizi di cura agli anziani, oggi una preoccupazione sempre più urgente nelle famiglie in un momento in cui affrontano difficoltà crescenti. (Applausi dal Gruppo PD).</p>
<p>Infine un&#8217;attenzione particolare andrà assicurata alle prospettive per i giovani; dico &#8220;infine&#8221; nel senso di finalità di tutta la nostra azione. Questa sarà una delle priorità di azione di questo Governo, nella convinzione che ciò che restringe le opportunità per i giovani si traduce poi in minori opportunità di crescita e di mobilità sociale per l&#8217;intero Paese. Dobbiamo porci l&#8217;obiettivo di eliminare tutti quei vincoli che oggi impediscono ai giovani di strutturare le proprie potenzialità in base al merito individuale indipendentemente dalla situazione sociale di partenza. Per questo ritengo importante inserire nell&#8217;azione di Governo misure che valorizzino le capacità individuali e eliminino ogni forma di cooptazione. L&#8217;Italia ha bisogno di investire sui suoi talenti; deve essere lei orgogliosa dei suoi talenti e non trasformarsi in un&#8217;entità di cui i suoi talenti non sempre sono orgogliosi. Per questo la mobilità è la nostra migliore alleata, mobilità sociale ma anche geografica, non solo all&#8217;interno del nostro Paese ma anche e soprattutto nel più ampio orizzonte del mercato del lavoro europeo e globale.</p>
<p>L&#8217;ultimo punto che desidero brevemente presentarvi &#8211; ed è una caratteristica spero distintiva del nostro Esecutivo, se consentirete al nostro, o vostro, Governo di nascere, è quella delle politiche micro-economiche per la crescita.</p>
<p>Un ritorno credibile a più alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte a innalzare il capitale umano e fisico e la produttività dei fattori. La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sarà necessario mirare all&#8217;accrescimento dei livelli d&#8217;istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani. Vi contribuiranno interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall&#8217;INVALSI, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti. Nell&#8217;università, varati i decreti attuativi della legge di riforma approvata lo scorso anno, è ora necessario dare rapida e rigorosa attuazione ai meccanismi d&#8217;incentivazione basati sulla valutazione, previsti dalla riforma. Gli investimenti in infrastrutture, di cui tante volte e giustamente abbiamo parlato e si è parlato negli corso degli anni, sono fattori rilevanti per accrescere la produttività totale dell&#8217;economia.</p>
<p>A questo scopo, abbiamo per la prima volta valorizzato in modo organico nella struttura del Governo la politica, anzi, le politiche di sviluppo dell&#8217;economia reale, con l&#8217;attribuzione ad un unico Ministro delle competenze sullo sviluppo economico e sulle infrastrutture ed i trasporti. Questo vuole indicare quasi visivamente e in termini di organigramma del Governo che pari attenzione e centralità vanno attribuite a ciò che mantiene il Paese stabile, la disciplina finanziaria, e a ciò che ad esso consente di crescere e, quindi, di restare stabile a lungo termine, cioè appunto la crescita.</p>
<p>Occorre anche rimuovere gli ostacoli strutturali alla crescita, affrontando resistenze e chiusure corporative. In tal senso, è necessario un disegno organico, volto a ridurre gli oneri ed il rischio associato alle procedure amministrative, nonché a stimolare la concorrenza, con particolare riferimento al riordino della disciplina delle professioni regolamentate, anche dando attuazione a quanto previsto nella legge di stabilità in materia di tariffe minime.</p>
<p>Intendiamo anche rafforzare gli strumenti d&#8217;intervento dell&#8217;Autorità garante della concorrenza e del mercato in caso di disposizioni legislative o amministrative, statali o locali, che abbiano effetti distorsivi della concorrenza, accrescere la qualità dei servizi pubblici, nel quadro di un&#8217;azione volta a ridurre il deficit di concorrenza a livello locale, ridurre i tempi della giustizia civile, in modo tale da colmare il divario con gli altri Paesi, anche attraverso la riduzione delle sedi giudiziarie, e rimuovere gli ostacoli alla crescita delle dimensioni delle imprese, anche attraverso la delega fiscale.</p>
<p>Un innalzamento significativo del tasso di crescita è condizione essenziale non solo del riequilibrio finanziario, ma anche del progresso civile e sociale. In tal senso, una strategia di rilancio della crescita non può prescindere da un&#8217;azione determinata ed efficace di contrasto alla criminalità organizzata e a tutte le mafie, che vada a colpire gli interessi economici delle organizzazioni e le loro infiltrazioni nell&#8217;economia legale. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, CN-Io Sud-FS, IdV e Misto).</p>
<p>Il risanamento della finanza pubblica ed il rilancio della crescita contribuiranno a rafforzare la posizione dell&#8217;Italia in Europa e, più in generale, la nostra politica estera: vocazione europeistica, solidarietà atlantica, rapporti con i nostri partners strategici, apertura dei mercati, sicurezza nazionale ed internazionale rimarranno i cardini di tale politica. Voglio qui ricordare i nostri militari impegnati in missioni all&#8217;estero, le Forze Armate ed i rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, che sono in prima linea nella difesa dei nostri valori e della democrazia. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, CN-Io Sud-FS, IdV e Misto e dai banchi del Governo).</p>
<p>L&#8217;Italia ha bisogno di una politica estera coerente con i nostri impegni e di una ripresa d&#8217;iniziativa nelle aree dove vi siano significativi interessi nazionali.</p>
<p>Dimenticavo di dirvi, a proposito di militari impegnati in missioni all&#8217;estero, che se non vedete ancora in questi banchi il nostro collega Ministro della difesa, è perché l&#8217;altra sera l&#8217;ho svegliato alle tre di notte in Afghanistan, pensando che fosse a Bruxelles dove si trova la sua sede ordinaria di lavoro. Ho notato prima una certa esitazione e poi grande entusiasmo nell&#8217;accettazione della proposta. (Applausi dai Gruppi PdL e PD). Ecco un esempio di militare impegnato all&#8217;estero che sta facendo i salti mortali per arrivare a giurare nelle mani del Capo dello Stato nelle prossime ore. Scusate quindi la sua assenza.</p>
<p>La gravità della situazione attuale richiede una risposta pronta e decisa nella creazione di condizioni favorevoli alla crescita nel perseguimento del pareggio di bilancio, con interventi strutturali e con un&#8217;equa distribuzione dei sacrifici.</p>
<p>Il tentativo che ci proponiamo di compiere, onorevoli senatori, e che vi chiedo di sostenere è difficilissimo; altrimenti ho il sospetto che non mi troverei qui oggi. I margini di successo sono tanto più ridotti, come ha rilevato il Presidente della Repubblica, dopo anni di contrapposizione e di scontri nella politica nazionale. Se sapremo cogliere insieme questa opportunità per avviare un confronto costruttivo su scelte e obiettivi di fondo avremo occasione di riscattare il Paese e potremo ristabilire la fiducia nelle sue istituzioni. Vi ringrazio. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI, CN-Io Sud-FS, IdV e Per il Terzo Polo:ApI-FLI e dai banchi del Governo. Congratulazioni.)
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		<title>Ministeri al Nord, noi rivogliamo le banche con i nostri risparmi al Sud #banchealsud</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 22:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Al raduno leghista di Pontida, Umberto Bossi, ha reclamato alcuni ministeri al Nord. Non ho intenzione di seguire la Lega in questa stupida e dispendiosa (per il bilancio dello stato) iniziativa, chiedendo anche ministeri al Sud. Nel Sud c&#8217;è già troppo stato e poca imprenditoria.</p>
<p>Si portassero al Nord tutti i ministeri, ed anche la Presidenza della Repubblica, magari diventeranno meno secessionisti. Però voglio che rientrino al Sud le sedi delle banche, soprattutto quelle banche che erano più vicino al territorio, come le casse rurali o le popolari, e che sono state comprate dai grandi istituti del Nord.</p>
<p>Il Meridione è terra di risparmiatori, grazie anche al minor costo della vita. E proprio il patrimonio di risparmi nelle banche locali ha fatto gola ai grandi istituti del Nord, che effettuano raccolta al Sud e favoriscono gli investimenti (all&#8217;estero) delle imprese del Nord. Non si spiega altrimenti il <a href="http://www.livesicilia.it/2011/06/18/i-tassi-delle-banche-restano-troppo-alti" target="_blank">dato dell&#8217;Osservatorio regionale per il monitoraggio dei servizi e dei prodotti bancari</a></p>
<blockquote><p>I dati dell’Osservatorio regionale – dice l’assessore Armao – mostrano che i tassi praticati dalle banche in Sicilia restano superiori a quelli del resto del Paese, mentre il drenaggio di fondi, provenienti dai depositi, verso altre regioni d’Italia si e’ fortemente attenuato. Ma ancora rimane il problema del maggior costo del denaro per le famiglie e le imprese e l’eccesso di garanzie richieste dalle banche.</p></blockquote>
<p>Drenaggio di risorse che è costantemente avvenuto in questi anni ed ha avuto effetti negativi sull&#8217;accesso al credito delle imprese locali. <a href="http://www.giovanninocera.it/category/banca-ladrona/" target="_blank">Ripetutamente in questi mesi abbiamo lanciato l&#8217;urlo BANCA LADRONA, contro le banche del nord che opprimono l&#8217;econimia del SUD</a>.</p>
<p>Non voglio una Banca del Sud, voglio che le risorse raccolte al Sud siano preferenzialmente investiti nel nostro territorio. Una distribuzione &#8220;federalista&#8221; tanto cara alla lega!</p>
<p>Al <a href="http://www.raffaelelombardo.it/" target="_blank">Presidente Lombardo</a> l&#8217;onere di far valere le prerogative dello Statuto Autonomistico, per il recupero delle imposte, pretendendo la sede legale delle banche nel territorio della Regione Siciliana.</p>
<p>Ai cittadini il compito di scegliere le banche che investono nel territorio. E&#8217; un investimento nel nostro futuro, nel nostro domani.
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		<title>Confronti referendari: rigassificatore contro nucleare.</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 23:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comune di Agrigento]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2009 ad Agrigento si tenne una consultazione popolare, ben diversa dal referendum (basti ricordare il concerto promozionale ad urne aperte), che portò al voto meno di 7000 elettori agrigentini, chiamati  a consultazione dall&#8217;Amministrazione municipale per sapere se la stessa dovesse continuare la battaglia legale contro il rigassificatore di Porto Empedocle.</p>
<p>Per poter cantare vittoria, con una percentuale di votanti al di sotto del 15% degli aventi diritto, si comparava il dato con l&#8217;affluenza alle urne di tornate referendarie precedenti. In un contesto come quello agrigentino, si diceva, il dato non può che essere un successo.</p>
<p>Oggi però c&#8217;è un nuovo termine di paragone. 25.935 elettori si sono recati al seggio, il 55% degli aventi diritto. Stesso contesto, stesse motivazioni &#8211; lotta di popolo contro i poteri forti [<a href="http://busetta.blogspot.com/2011/06/referendum-sconfitte-le-lobby-e-i-loro.html" target="_blank">link1</a>][<a href="http://www.giovanninocera.it/wp-content/uploads/2011/06/riflessioni_sul_voto_-_comitato_del_no.pdf" target="_blank">link2</a>], ma stavolta l&#8217;esito è notevolmente diverso.</p>
<p>Stranamente trovi a festeggiare gli stessi che brindavano 2 anni addietro per il 15%&#8230;</p>
<p>Ora qualcuno dovrebbe prendere atto che gli agrigentini votano quando vogliono, anche senza logiche di partito, come dimostrano i dati dell&#8217;ultimo referendum, e conseguentemente dovrebbe dichiarare cappotto per quei 7 giorni di consultazione popolare.</p>
<p>Naturalmente, anche stavolta, nessuna voce si sentirà, se non quelle di chi festeggia sempre, col 15 o con il 55.</p>
<p>Infine si potrebbe dedurre che gli agrigentini vogliono il rigassificatore, altrimenti, come per il nucleare, sarebbero andati a votare.</p>
<p>&nbsp;
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		<title>Per i miei amici cattolici</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 22:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del recente referendum, e specialmente a proposito dei quesiti sull’acqua, si può parlare di una mobilitazione del mondo cattolico in quanto tale e dell’espressione di una posizione, se non comune, certamente maggioritaria e globale. Era da tempo che questo non avveniva. Forse nemmeno ai tempi dei referendum contro divorzio e aborto si era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del recente referendum, e specialmente a proposito dei quesiti sull’acqua, si può parlare di una mobilitazione del mondo cattolico in quanto tale e dell’espressione di una posizione, se non comune, certamente maggioritaria e globale. Era da tempo che questo non avveniva. Forse nemmeno ai tempi dei referendum contro divorzio e aborto si era vista una militanza di questo genere. Dichiarazioni di vescovi e di uffici pastorali delle diocesi, proclami di associazioni cattoliche, volantinaggi davanti alle chiese, manifesti con l’invito ad andare a votare posti sotto gli altari, militanza attiva di ordini religiosi, compatta presa di posizione delle riviste cattoliche, specialmente quelle missionarie, catene di messaggi in rete, indicazioni molto precise per gli studenti delle scuole  cattoliche. Davanti al test referendario sembra che il mondo cattolico abbia ritrovato l’unità perduta. Ci sono state certamente voci dissonanti, anche importanti e autorevoli, ma non si può non vedere una diffusa tendenza di fondo a condividere alcuni schemi mentali per affrontare il problema acqua.</p>
<p>Il fatto è che questi schemi destano molte perplessità e l’“unità ritrovata”, che a prima vista sembra una forza – il raggiungimento del quorum non sarebbe stato possibile senza le parrocchie – evidenzia anche molti aspetti di debolezza. Sorge infatti la domanda: con queste categorie di pensiero e di azione, con la strumentazione messa in campo in questa occasione, i cattolici sono in grado di affrontare i problemi di oggi per dire qualcosa di proprio, di originale, di vero e di utile? Oppure vano a rimorchio di altri?</p>
<p>Solitamente, quando la Chiesa entra in questioni politiche viene accusata di integralismo. Ricordo che quando il cardinale Ruini suggerì di recarsi a votare in occasione del referendum sulla legge 40 sulla fecondazione assistita ci fu una levata di scudi contro questa “ingerenza”. Levata di scudi non solo da parte di ambienti laici, ma anche e forse soprattutto da parte di ambienti cattolici contrari alla guida del magistero nelle questioni pubbliche e favorevoli alla totale libertà di coscienza individuale in campo sociale e politico. Sul recente referendum, invece, niente di tutto questo. Non si è letto su nessun giornale “progressista” la minima accusa ai numerosi esponenti ecclesiastici che hanno invitato apertamente ad andare a votare e a votare in un certo modo. A mettere in evidenza questa contraddizione è stata anche Radio Radicale, che si è chiesta il motivo per questo opposto atteggiamento e ha affermato che forse sarebbe meglio valutare ciò che si dice e non chi lo dice.</p>
<p>Durante al campagna referendaria c’è stata anche un’altra forma di integralismo, legata all’ampio abuso di citazioni bibliche ed evangeliche adoperate in modo avventuroso. Si è sentito di tutto, purtroppo; è stata perfino utilizzata la richiesta di Gesù sulla croce – “ho sete!” – per sostenere l’esigenza di andare a votare. Dove sono finiti gli esperti, di solito così attenti a distinguere i piani, a rimandare alle diverse competenze, ad evitare interpretazioni letterali? Durante la campagna referendaria ci sono stati diversi convegni di esperti di questo genere, dai quali però sono usciti slogan più che attente riflessioni rispettose della complessità, anche tecnica, del problema. Un aspetto tipico di questo integralismo metodologico è stata l’enunciazione di principi astratti ed assoluti – “l’acqua bene comune”, “l’acqua diritto universale”, “l’acqua bene primario creato da Dio” &#8211; dai quali si sono dedotti impropriamente immediati comportamenti elettorali.</p>
<p>Questo metodo, che potremmo chiamare di “integralismo progressista” e che non aiuta a comprendere né la concretezza delle problematiche storiche né la fecondità orientativa del Vangelo, è stato purtroppo ampiamente applicato anche alla Dottrina sociale della Chiesa. Ora è stata citata una frase del<em>Compendio</em> ora una della <em>Caritas in veritate</em>, ma in modo molto discutibile e fuori del contesto. Non è stata tenuta presenta la connessione reciproca tra i principi della Dottrina sociale della Chiesa, per esempio tra quello della destinazione universale dei beni e quello della sussidiarietà. Si sono trascurati interi capitoli delle recenti encicliche. Non si è distinto tra beni pubblici, beni collettivi, beni comuni. Non si è chiarito che un bene può essere pubblico e non gestito dallo Stato. Si è confuso il problema dell’acqua in Italia con quello dell’acqua in Africa. Questi approcci approssimativi e queste incertezze di metodo devono indurci ad una seria riflessione su come viene insegnata la Dottrina sociale della Chiesa, se nella sua integralità e originalità di messaggio oppure in modo funzionale a posizioni ideologiche previe. Come è possibile che tutto lo sforzo delle istituzioni educative cattoliche, anche di alto livello, produca poi risultati così deludenti quando bisogna orientare il popolo cristiano a delle scelte pubbliche alla luce degli insegnamenti ricevuti? Queste semplificazioni e perfino distorsioni si pagheranno in futuro: se non applico il principio di sussidiarietà al tema dell’acqua, mortificando la società civile, come potrò poi far valere quello stesso principio per chiedere la libertà di educazione? Ed infatti sulla libertà di educazione non è ipotizzabile un coinvolgimento del mondo cattolico nemmeno lontanamente paragonabile a quello ottenuto sull’acqua.</p>
<p>Molti esponenti cattolici hanno chiamato “profetico” l’impegno a favore del referendum sull’acqua. Si tratta di una concezione piuttosto strampalata di profezia, che si ispira ad uno strumentalizzato San Francesco e ad una interpretazione riduttiva del Cantico di Frate Sole appiattito sulla problematica della gestione dell’acqua. Se il messaggio profetico francescano, o addirittura cristiano, è ridotto a questo, non ne consegue un appiattimento della nostra vita religiosa, con conseguenze negative anche di ordine spirituale? Che profetismo a buon mercato è quello che si esprime con una crocetta in cabina elettorale? Che profetismo è quello che combatte per un diritto all’acqua che nessuno nega, nemmeno quelli che a votare non ci sono andati; che distoglie lo sguardo dalle molteplici colpevoli rendite di posizione sulla distribuzione dell’acqua; che nasconde i problemi concreti sotto il manto dei richiami alle belle frasi evangeliche; che trasforma una questione opinabile, legata alle diverse situazioni concrete e oggetto di umana deliberazione, in una specie di imperativo etico? Dobbiamo porci il problema: perché una così diffusa mobilitazione per una questione pratica e oggetto di volta in volta di deliberazione, ed invece una scarsissima o addirittura inesistente mobilitazione per la vita? Non c’è un preoccupante sbilanciamento? Dedicassero le nostre riviste, comprese quelle missionarie, alla vita almeno un centesimo dell’attenzione rivolta all’acqua…</p>
<p>Molti cattolici saranno contenti di aver contribuito ad evitare una inesistente “privatizzazione” dell’acqua. Trasformare il quesito referendario nel dilemma “privatizzazione sì privatizzazione no” è un vero e proprio non senso. Però molti cattolici penseranno di avere “vinto” o di aver contribuito a far vincere la causa giusta. In realtà hanno fatto vincere il vento del mondo, e ad un prezzo piuttosto alto. Una minore ingenuità, a questo proposito, sarebbe stata molto utile. Può capitare che uno pensi di andare a votare per l’acqua e invece voti per il divorzio breve. Ogni appuntamento referendario ha anche una ricaduta sul quadro politico. Si vota sull’acqua ma le ripercussioni politiche aprono (o chiudono) altre porte. Può capitare che uno pensi di andare a votare per l’acqua insieme ad associazioni che promuovono i diritti umani. Poi però si accorge che quelle associazioni che promuovono i diritti umani e votano con lui per l’acqua sono anche a favore dell’aborto, lo sostengono teoricamente e lo promuovono praticamente. Il voto sull’acqua non è stato solo un voto sull’acqua. Di quel voto altri ne approfitteranno per fare cose che ai cattolici non dovrebbero andar bene.</p>
<p>Mi auguro che possa continuare una approfondita discussione sulle posizioni assunte dal cosiddetto mondo cattolico in occasione del recente referendum, sulle categorie di pensiero che orientano il discernimento. A mio avviso non c’è molto da festeggiare. Sono emerse infatti discrepanze, scollamenti, incertezze sugli obiettivi da raggiungere e sulla strada da percorrere.</p>
<h3>IL VOTO SULL&#8217;ACQUA NON E&#8217; STATO SOLO UN VOTO SULL&#8217;ACQUA: DEBOLEZZE E INCERTEZZE DEL MONDO CATTOLICO</h3>
<p><strong>+ S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi</strong></p>
<p>Arcivescovo di Trieste</p>
<p><a href="http://www.vanthuanobservatory.org/" target="_blank">Presidente dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân</a></p>
<p>&nbsp;
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		<title>Energia nucleare e scorie nell&#8217;avanzatissima Svezia</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 14:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una lotta tra sindaci, non come quella promossa dall&#8217;oscurantista Zambuto contro il collega innovatore Firetto per il rigassificatore, ma una lotta per contendersi un deposito definitivo di scorie nucleari. Si, avete letto bene, scorie nucleari.</p>
<p>Succede in Svezia e lo racconta il servizio tramesso da SuperQuark, il programma di Piero Angela. Guardando il video numerose sono state le considerazioni: l&#8217;influenza che un&#8217;autorità di sicurezza veramente indipendente ha sulla popolazione; la lungimiranza di una classe politica che pone vincoli economici, pur assecondando le spinte emotive; insomma un servizio da vedere e buone pratiche da esportare.</p>
<p>Ed immaginando un dibattito sull&#8217;opportunità di installare un simile deposito nel mio territorio mi sono venuti in mente i ragazzi del comitato contrario al rigassificatore di Porto Empedocle. Ripetutamente, in diversi incontri, un&#8217;argomentazione fondamentale era basata su un inciso tratto dal libro di Piero Angela, nel quale scriveva che un incidente era &#8220;improbabile, ma non impossibile&#8221;. Su quell&#8217;<em>impossibile</em> si è costruita una serie congetture, per lo più allarmistiche, che hanno infervorato i promotori del comitato contrario all&#8217;impianto.</p>
<p>Immagino che se lo stesso problema si porebbe per un deposito di scorie nucleari, gli stessi che hanno considerato l&#8217;inciso di Piero Angela, sarebbe pronti a scaricarlo per più allarmistici oracoli.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/2usYuvFZHMI" width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2usYuvFZHMI" /></object>
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		<title>La guerra sbagliata del pacifista nemico di Israele &#124; l&#8217;Occidentale</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 23:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi dobbiamo provare pietà per come lo hanno ucciso, ma Arrigoni non aveva pietà per Gilad Shalit, il giovane israeliano ostaggio da oltre 1700 giorni dei carcerieri di Hamas, e diceva che gli appelli per Shalit «intasano l’etere» , moleste e ripetitive invocazioni per salvare una vita. viaLa guerra sbagliata del pacifista nemico di Israele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi dobbiamo provare pietà per come lo hanno ucciso, ma Arrigoni non aveva pietà per Gilad Shalit, il giovane israeliano ostaggio da oltre 1700 giorni dei carcerieri di Hamas, e diceva che gli appelli per Shalit «intasano l’etere» , moleste e ripetitive invocazioni per salvare una vita.</p>
<p>via<a href="http://www.loccidentale.it/node/104643">La guerra sbagliata del pacifista nemico di Israele | l&#8217;Occidentale</a>.
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		<title>Il Presidente Lombardo gestisca autonomamente la questione immigrati</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 19:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho seguito una intervista del Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo che lamenta la situazione nelle campagne di Mineo, dovuta agli immigrati che girano per i campi e poi si perdono. Mi è tornato in mente il Titolo IV dello Statuto della Regione siciliana: TITOLO IV &#8211; Polizia Art. 31 Al mantenimento dell&#8217;ordine pubblico provvede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito una intervista del <a title="il blog di Raffaele Lombardo" href="http://www.raffaelelombardo.it/2011/03/23/faremo-muro-perche-lo-scempio-di-lampedusa-di-birgi-e-della-sicilia-venga-interrotto/" target="_blank">Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo</a> che lamenta la situazione nelle campagne di Mineo, dovuta agli immigrati che girano per i campi e poi si perdono.</p>
<p>Mi è tornato in mente il Titolo IV dello Statuto della Regione siciliana:</p>
<p>TITOLO IV &#8211; Polizia<br />
Art. 31<br />
Al mantenimento dell&#8217;ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l&#8217;impiego e l&#8217;utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l&#8217;impiego delle forze armate dello Stato.<br />
Tuttavia il Governo dello Stato potrà assumere la direzione dei servizi di pubblica sicurezza, a richiesta del Governo regionale, congiuntamente al Presidente dell&#8217;Assemblea e, in casi eccezionali, di propria iniziativa, quando siano compromessi l&#8217;interesse generale dello Stato e la sua sicurezza.<br />
Il Presidente ha anche diritto di proporre, con richiesta motivata al Governo centrale, la rimozione o il trasferimento fuori dell&#8217;Isola, dei funzionari di polizia.<br />
Il Governo regionale può organizzare corpi speciali di polizia amministrativa per la tutela di particolari servizi ed interessi.</p>
<p>Per un Presidente autonomista questa è l&#8217;occasione buona per dimostrare la propria volontà autonomista e la propria capacità di gestione delle emergenze.
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		<title>Valle dei Templi, nove camper intrappolati nel fango &#124; AgrigentoFlash.it</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 19:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comune di Agrigento]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad Agrigento si parla costantemente di vocazione turistica, soprattutto come argomentazione contraria a infrastrutture di interesse nazionale. Se ne parla appunto, ma poi: Valle dei Templi, nove camper intrappolati nel fango &#124; AgrigentoFlash.it. Post correlati15 dicembre 2010 -- Marco Zambuto folgorato?3 settembre 2010 -- Marco Zambuto dia la colpa a se stesso1 settembre 2010 -- [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad Agrigento si parla costantemente di vocazione turistica, soprattutto come argomentazione contraria a infrastrutture di interesse nazionale. Se ne parla appunto, ma poi:</p>
<p><a href='http://www.agrigentoflash.it/2011/03/19/valle-dei-templi-nove-camper-intrappolati-nel-fango/'>Valle dei Templi, nove camper intrappolati nel fango | AgrigentoFlash.it</a>.</p>
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		<title>ZENIT &#8211; Vaticano: con il crocifisso, la Corte europea sostiene la libertà religiosa</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 23:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Nocera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Europea dei Diritti dell'Uomo]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso]]></category>
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		<description><![CDATA[Una decisione che “fa storia” CITTA&#8217; DEL VATICANO, venerdì, 18 marzo 2011 (ZENIT.org).- La sentenza emessa questo venerdì dalla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo di Strasburgo a favore dell&#8217;esposizione del crocifisso nelle scuole italiane ha ricevuto il plauso della Santa Sede, per la quale si tratta di una decisione che “fa storia” nel riconoscimento della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una decisione che “fa storia”</strong><br />
CITTA&#8217;  DEL VATICANO, venerdì, 18 marzo 2011 (ZENIT.org).- La sentenza emessa  questo venerdì dalla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo di Strasburgo a  favore dell&#8217;esposizione del crocifisso nelle scuole italiane ha  ricevuto il plauso della Santa Sede, per la quale si tratta di una  decisione che “fa storia” nel riconoscimento della libertà religiosa.</p>
<p>Padre  Federico Lombardi S.I., direttore della Sala Stampa vaticana, ha emesso  una dichiarazione per esprimere la “soddisfazione” del Vaticano dopo  aver letto questa “sentenza assai impegnativa”.</p>
<p>“La Grande  Chambre ha infatti capovolto sotto tutti i profili una sentenza di primo  grado, adottata all’unanimità da una Camera della Corte, che aveva  suscitato non solo il ricorso dello Stato italiano convenuto, ma anche  l’appoggio ad esso di numerosi altri Stati europei, in misura finora mai  avvenuta, e l’adesione di non poche organizzazioni non governative,  espressione di un vasto sentire delle popolazioni”, afferma la nota.</p>
<p><strong>Un caso storico</strong></p>
<p>Hanno  sostenuto ufficialmente l&#8217;Italia Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia,  Lituania, Malta, Monaco, Romania, la Federazione Russa e San Marino.</p>
<p>Il  caso era stato presentato alla Corte di Strasburgo da Soile Lautsi,  cittadina italiana di origine finlandese che nel 2002 aveva chiesto alla  scuola statale &#8220;Vittorino da Feltre&#8221; di Abano Terme (Padova), nella  quale studiavano i suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule.  La direzione della scuola aveva rifiutato considerando che il crocifisso  fa parte del patrimonio culturale italiano, e in seguito i tribunali  italiani avevano dato ragione a questa posizione.</p>
<p>Una sentenza di  primo grado della Corte di Strasburgo, tuttavia, ha deciso  all&#8217;unanimità di imporre l&#8217;espulsione del crocifisso dalle scuole  italiane e ha condannato il Governo italiano a pagare alla donna un  risarcimento di 5.000 euro per danni morali.</p>
<p>Quella prima  sentenza della storia di questa Corte in materia di simboli religiosi  nelle aule scolastiche ha considerato che la presenza del crocifisso  nella scuola rappresenta una violazione dei diritti dei genitori di  educare i figli in base alle proprie convinzioni e della libertà degli  alunni.</p>
<p>Di fronte al ricorso presentato dallo Stato italiano, la  Grande Chambre della Corte ha contraddetto radicalmente quella prima  sentenza, stabilendo con 15 voti a favore e 2 contrari che la presenza  dei crocifissi nelle aule non rappresenta una violazione dei diritti dei  genitori e della libertà religiosa dei figli, visto che non sussistono  elementi che possano provare che il crocifisso influisce sugli alunni.<br />
<strong><br />
I diritti non sono contro la libertà religiosa<br />
</strong><br />
Nella  sua dichiarazione, padre Lombardi spiega che la Corte Europea dei  Diritti dell&#8217;Uomo riconosce “ad un livello giuridico autorevolissimo ed  internazionale che la cultura dei diritti dell’uomo non deve essere  posta in contraddizione con i fondamenti religiosi della civiltà  europea, a cui il cristianesimo ha dato un contributo essenziale”.</p>
<p>“Si  riconosce inoltre che, secondo il principio di sussidiarietà, è  doveroso garantire ad ogni Paese un margine di apprezzamento quanto al  valore dei simboli religiosi nella propria storia culturale e identità  nazionale e quanto al luogo della loro esposizione (come è stato del  resto ribadito in questi giorni anche da sentenze di Corti supreme di  alcuni Paesi europei)”, in riferimento all&#8217;Italia e all&#8217;Austria.</p>
<p>“In  caso contrario, in nome della libertà religiosa si tenderebbe  paradossalmente invece a limitare o persino a negare questa libertà,  finendo per escluderne dallo spazio pubblico ogni espressione”, avverte  il portavoce vaticano.</p>
<p>“E così facendo si violerebbe la libertà  stessa, oscurando le specifiche e legittime identità. La Corte dice  quindi che l’esposizione del crocifisso non è indottrinamento, ma  espressione dell’identità culturale e religiosa dei Paesi di tradizione  cristiana”.</p>
<p>“La nuova sentenza della Grande Chambre è benvenuta  anche perché contribuisce efficacemente a ristabilire la fiducia nella  Corte Europea dei Diritti dell’Uomo da parte di una gran parte degli  europei, convinti e consapevoli del ruolo determinante dei valori  cristiani nella loro propria storia, ma anche nella costruzione unitaria  europea e nella sua cultura di diritto e di libertà”, conclude la nota  vaticana.</p>
<p><strong>Segno di saggezza</strong></p>
<p>Dal canto suo, il  Cardinale Péter Erdő, Presidente del Consiglio delle Conferenze  Episcopali d&#8217;Europa (CCEE), ha espresso in una dichiarazione  “soddisfazione” per la sentenza, definendola “un segno di buon senso, di  saggezza e di libertà”.</p>
<p>“Il carattere definitivo di questa  sentenza acquista un valore simbolico che va ben oltre il caso italiano,  come avevano testimoniate le numerose reazioni alla prima sentenza  suscitate a livello europeo e mondiale”, ha aggiunto il porporato,  Arcivescovo di Esztergom-Budapest.</p>
<p>“Oggi è stata scritta una  pagina di storia – ha dichiarato –. Si è aperta una speranza non solo  per i cristiani, ma per tutti i cittadini europei, credenti e laici”,  che si erano sentiti “profondamente lesi” dalla sentenza precedente e  “sono preoccupati di fronte a procedimenti che tendono a sgretolare una  grande cultura come quella cristiana e a minare in definitiva la propria  identità”.</p>
<p>“Considerare la presenza del crocifisso nello spazio  pubblico come contraria ai diritti dell’uomo sarebbe stato negare  l’idea stessa di Europa. Senza il crocifisso l’Europa che oggi  conosciamo non esisterebbe. Per questo motivo la sentenza è prima di  tutto una vittoria per l’Europa”, ha sottolineato il Cardinale.</p>
<p>Con  la sentenza di questo venerdì, ha concluso, “i giudici hanno  riconosciuto che la cultura dei diritti dell’uomo non deve per forza  escludere la civiltà cristiana”.</p>
<p><a href="http://www.zenit.org/rssitalian-25990">ZENIT &#8211; Vaticano: con il crocifisso, la Corte europea sostiene la libertà religiosa</a>.
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