Sabato sera ho
avuto il piacere di partecipare al comizio elettorale del senatore Mannino tenuto a Porta di Ponte. Un comizio “vecchio stile” ma mai passato di moda; forse un po’ trascurato dai leaders dei partiti contenitore che preferiscono sondaggi, spot e frasi ad effetto.
Un comizio a tu per tu con i cittadini, che hanno risposto calorosamente, con scroscianti applausi, alla limpida descrizione della realtà politica nazionale e alle proposte, concrete e lungimiranti, dell’Unione di Centro.
Di seguito la cronaca da AgrigentoWeb.it:
Alla presenza di numerosi sostenitori molti dei quali sventolavano la bandiera raffigurante il simbolo dello scudocrociato è svolto nella storica Porta di Ponte il comizio del senatore Calogero Mannino candidato alle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati.
Sul palco erano presenti i consiglieri comunali dell’UDC, Gramaglia, Saeva, Salsedo, Virone e Civiltà, Piero Luparello da poco rientrato nelle fila del partito di Casini, il sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara e il candidato alle elezioni regionali Fabrizio Di Paola.
Il comizio di Mannino per molti militanti del partito dello scudocrociato è stata anche l’occasione per rivedere vecchi amici e ricordare le passate campagne elettorali che li vedevano presenti a sostenere la vecchia DC.
Nel suo intervento Mannino ha spiegato al pubblico presente che il partito dell’UDC, a differenza di altri partiti che non hanno più una dimensione democratica e che non vivono della partecipazione dei cittadini, intende riproporre la virtù dell’interclassismo democristiano, visione equilibrata di giustizia e di solidarietà, una visione ispirata ai principi ed ai criteri della libertà, libertà che viene messa in sofferenza quando il sistema politico produce soltanto un risultato così negativo quale è lo scontro tra i due poli che è diventato adesso un dialogo “civettuolo” tra i due partiti il PdL e il PD.
La politica per i due maggiori partiti è diventata una rappresentazione televisiva dove l’uomo non è più presente come centro dell’azione politica.
Per quanto riguarda i programmi dei due partiti Mannino ha detto che non tengono conto dei bisogni reali del Paese ma è una fotografia dei desideri della gente riveduti secondo un modello che ciascuno dei due partiti si è dato, programmi tutti infarciti di promesse mirabolanti come ad esempio il trattamento pre lavoro per i giovani, alimentando ancora di più il fenomeno del precariato, o promettere l’aumento delle pensioni.
Programmi questi privi di reali e concrete proposte per il nostro Paese che ha bisogno di recuperare le posizioni nella graduatoria delle Nazioni europee economicamente più ricche.
L’UDC è la sintesi culturale e politica che ha rappresentato negli anni passati la tradizione politica della democrazia cristiana e si pone in contrapposizione verso i due grandi partiti che non hanno contenuti ideologici, politici e culturali, entrambi hanno al loro interno un miscuglio di ideologie eterogenee, egemonizzate da una leadership centrale.
E’ intenzione del partito di Casini di affermare la posizione politica di centro dando così continuità alla storia che ha visto la vecchia DC, con i suoi principi ed i suoi valori, contribuire fattivamente alla costruzione dello sviluppo dell’Italia, un partito di centro che ha garantito la pace, la libertà ed un sistema politico dentro il quale c’erano anche partiti politici, come il partito comunista, che avevano riferimenti internazionali diversi da quelle che il popolo aveva scelto.
L’UDC si pone l’obbiettivo di andare a realizzare un governo di coalizione che in pochi anni cambi il sistema elettorale, faccia le riforme necessarie, riprenda lo sviluppo economico in grado di assicurare una prospettiva di lavoro ai giovani e mettere al riparo le fasce più deboli della nostra società, realizzare una legge finanziaria che privilegi le famiglie, i giovani, i disoccupati e in particolare privilegi le regioni del sud.