Category: In provincia

Comunicato stampa

In riferimento alla nota stampa “Solidarietà al Presidente D’Orsi”, mi sembra giusto sottolineare che sono disposto ad assumermi la responsabilità di scelte politiche ed amministrative, come Assessore UDC alla Provincia Regionale di Agrigento, non di dichiarazioni scritte da altri che superano i confini della politica e trascendono la divisione dei poteri, base dell’ordinamento dello stato.

Vita di partito in provincia

Il ritorno del dott. Nino Amato, Consigliere Comunale Udc ad Agrigento, e le nomine dei coordinatori cittadini Giuseppe Romano a Menfi, Antonino Caci ad Aragona e Rino Granillo a Caltabellotta, segnano il nuovo percorso del partito in provincia.

http://www.agrigentoflash.it/2011/09/20/udc-tre-nuovi-coordinatori-in-provincia/

Da oggi assessore provinciale

Stamattina ho giurato come Assessore Provinciale di fronte al Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, sostenuto da me nella lista UDC alle elezioni del 2008.

Il mio nome é stato indicato dal segretario provinciale dell’UDC, Lillo Firetto, sindaco di Porto Empedocle, in accordo con il Coordinatore regionale del partito sen. D’Alia e si inserisce nella logica di preferire aggregazioni che vanno nella direzione del Terzo Polo.

Da oggi comincio questa nuova avventura amministrativa, pronto ad ascoltare tutte le istanze che mi verranno proposte dalle persone del territorio, utilizzando anche tutti gli strumenti multimediali che adesso acquisiranno anche una ulteriore utilità.

Cudduruni

Stasera ho deliziato il palato con un ottimo cudduruni. Specilità della pizzeria Plaia d’or a Cannatello. Vi invito ad assaggiarlo. Troppo buono!

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Via libera al rigassificatore di Porto Empedocle

Finalmente!

Finalmente la giustizia amministrativa ha decretato la correttezza del lungo iter autorizzativo, sospeso per l’opposizione del Comune di Agrigento e di alcune associazioni (alcune delle quali mi vien difficile definire ambientaliste), per l’impianto di rigassificazione di GNL che Enel intende realizzare a Porto Empedocle.

Il Consiglio di Stato ha sancito definitivamente l’inconsistenza di alcune obiezioni e la totale compatibilità dell’impianto con la normativa vigente, sia in termini di sicurezza, sia di rispetto delle norme ambientali.

Politicamente penso che il Comune di Agrigento avrebbe avuto maggiori risultati cercando accordi strategici per la promozione del territorio, investimenti sulle rinnovabili, ed altre iniziative in termini di risparmio energetico, invece di opporre un muro che rischiava di far sfumare un investimento da 800 mln di euro!

Non pretendo che le associazioni (definite da Gianantonio Stella sul Corriere “finto-ecologiste) cambino opinione. Ognuno la pensa come vuole. Resta il fatto che molte delle obiezioni poste, come l’obbligatorietà di una consultazione referendaria, cadono nel nulla.

Da oggi spero si programmino subito alcuni interventi, come la riconversione a metano della centrale Enel di Porto Empedocle, salvaguardando così una fonte di lavoro che, con lo stop al rigassificatore, sarebbe andata persa.

Congratulazioni al Sindaco Firetto, cui gli empedoclini hanno rinnovato recentemente una plebiscitaria fiducia, che riuscirà anche con gli introiti del rigassificatore a continuare l’opera di ammodernamento della Città di Porto Empedocle.

Per il bene della collettività, tutelato dal più alto organo di Giustizia amministrativa cui gli stessi oppositori si sono rivolti riconoscendone la terzietà, e nell’interesse dell’intero Paese, che necessita di nuove fonti di approvvigionamento energetico soprattutto dopo lo stop al nucleare, spero che non si ripetano nel nostro territorio le ignobili azioni di guerriglia che alcuni hanno fomentato in Val di Susa.

Spero che questo progetto possa essere il segno di un cambiamento di rotta nella politica energetica del nostro paese e nella gestione delle grandi opere pubbliche strategiche, che devo o essere realizzate nell’interesse della nazione.

San Calogero 2011

Criteri per la localizzazione delle centrali nucleari

Oggi il Consiglio dei Ministri ha discusso i criteri per la localizzazione delle centrali nucleari. La notizia è importante per il nostro territorio perchè voci insistenti, e qualche mossa mediatica in itinere, fanno pensare che la prospettiva della centrale nucleare a Palma di Montechiaro sia tutt’altro che una fuga di notizie.

Dopo 22 anni l’Italia ritorna al nucleare di nuova generazione. E il Governo oggi ha messo un importante tassello all’iter per giungere, nel 2013, alla costruzione della prima centrale elettrica a combustibile nucleare, rivolgendo un’attenzione particolare alla sicurezza delle persone e alla protezione dell’ambiente.

Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per “ la localizzazione, la realizzazione e l’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché le misure compensative e le campagne informative al pubblico”

Il provvedimento è stato proposto da Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, con il concerto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, e del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, e dopo questo primo atto va all’esame della Conferenza Unificata e al parere delle Commissioni Parlamentari, per poi tornare al Consiglio dei Ministri per il varo definitivo. Nei tre mesi successi, il Consiglio dei Ministri adotterà il documento contenente la “strategia nucleare” con il quale saranno delineati gli obiettivi strategici in materia.

Successivamente, gli operatori interessati, in un’ottica di libero mercato, formalizzeranno le proposte per la realizzazione degli impianti.

“Quello deciso dal Governo è un importante passaggio nel processo istruttorio e organizzativo, che dà seguito alle indicazioni della Legge Sviluppo e che consentirà di garantire all’Italia non solo energia elettrica ai prezzi inferiori almeno del 30% ed allineati con quelli di altri paesi europei, ma anche di dotarci di una fonte di energia disponibile su vasta scala, con sicurezza delle forniture e, soprattutto, con emissioni zero, rispettando così gli obiettivi internazionali”, ha detto Scajola.

Il Ministro ha poi sottolineato che “con questo provvedimento abbiamo fissato i criteri per la localizzazione dei siti dando come obiettivo prioritario non soltanto la loro sicurezza, ma anche le esigenze di tutela della salute della popolazione e di protezione dell’ambiente”. Scajola ha inoltre precisato che “sulla base di tali criteri, saranno poi le imprese interessate a proporre in quali zone intendono realizzare gli impianti nucleari”.



Puoi vedere le slides qui

Pomeriggi di studi sciasciani

Nel ventennale della scomparsa dello scrittore di Racalmuto, la rivista di letteratura e teologia Oltre il muro, organizza due pomeriggi di studi sugli scritti di Leonardo Sciascia.

Siete tutti invitati

Foto del 4° Convegno Internazionale sulle cellule Staminali

Agrigento: all’Empedocle sì al Crocifisso in aula

di Erica Marturana

La presenza del crocifisso nelle aule scolastiche è ormai un problema che si dibatte da parecchi anni nel nostro Paese ed è tornato a farsi largo nella cronaca degli ultimi giorni a causa del responso della Corte di Strasburgo che afferma “No al crocifisso in classe!”. Il ricorso che ha provocato ciò era stato presentato alcuni anni addietro da Solie Lautsi, una donna finlandese che vedeva nella presenza del crocifisso nelle aule un turbamento o un’influenza negativa sulla scelta religiosa dei propri figli. E la corte di Strasburgo le ha dato ragione affermando che l’esposizione del crocifisso “è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”. Tale sentenza ha provocato molte discussioni tra le autorità religiose e non, tra i cittadini e, anche e soprattutto, tra chi vive ogni giorno nelle aule scolastiche a stretto contatto con il crocifisso: docenti e alunni. Come sempre c’è chi la pensa in modo affine con la Corte di Strasburgo e chi, invece, la pensa in maniera totalmente opposta e cerca di far sentire, in qualche modo, la propria voce. È quello che hanno fatto alcune studentesse del liceo classico “Empedocle” di Agrigento il 7 Novembre andando a comprare un crocifisso da appendere nella loro aula che ne era stata da sempre sprovvista. Le ragazze hanno affermato di voler fare un tale gesto già da parecchio tempo, ma che per dimenticanza avevano rimandato di giorno in giorno finché i mass-media non hanno ricominciato a parlare di questa presenza in classe come di un’intrusione non gradita. Le suddette, tra le quali vi era anche una non praticante, si sono recate, al termine delle lezioni scolastiche, in un negozio per acquistare un crocifisso e, dopo averlo fatto benedire da un sacerdote, sono ritornate in classe ad appenderlo. Tale azione è il simbolo di una protesta, è una voce che cerca di emergere tra la mischia e far sentire la propria opinione contraria non solo alla Corte di Strasburgo, ma anche a tutti coloro che vedono nel crocifisso solo un simbolo religioso e non il simbolo di una cultura ormai radicata in tutti gli Italiani.

viaAgrigento: all’Empedocle sì al Crocifisso in aula | perlacitta.it.

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