Category: Rassegna stampa

UDC, Licata e Nocera : Rapporto tra politica e cittadini gravemente deteriorato

È di ieri la nota dell’On. Cimino in merito a come ridare credibilità alla politica, e la via maestra indicata sembra essere quella di ridurre i costi della politica  e di intensificare la lotta alla evasione fiscale.

Tali soluzioni ci trovano sicuramente d’accordo, ma ci appaiono riduttive e generiche.

Lo scrivono in una nota congiunta, Pino Licata – Responsabile Provinciale Enti Locali UDC per il Terzo e Polo Giovanni Nocera, Responsabile Organizzativo UDC per il Terzo Polo.

Il rapporto tra la classe politica e i cittadini è gravemente deteriorato.

Oltre a ridurre i costi della politica appare indispensabile un atto di autocritica della classe politica, che la porti ad un percorso di rinnovamento e di ricostruzione  dei partiti; e tutto questo non può essere affrontato con vecchie metodologie.

Il nodo politico di fondo sta nella capacità di rigenerare credibilità e dialogo con l’opinione pubblica.

La credibilità della classe politica si può avere solo a partire da una grande operazione di umiltà che si traduca innanzi tutto nella capacità di apertura alle nuove generazioni.

Senza reclamare azzeramenti generici, c’è bisogno che molti di noi, pur mettendo a disposizione la propria esperienza, contribuiscano a costruire un gruppo dirigente nuovo, capace di far vivere il pluralismo nel merito delle questioni e nelle scelte da compiere.

Pino Licata – Responsabile Provinciale Enti Locali UDC per il Terzo Polo
Giovanni Nocera- Responsabile Organizzativo UDC per il Terzo Polo

Casini: D’Alia, autorevole e intelligente. Abbiamo stesse idee

ROMA 15 GEN – “Se qualcuno ritiene che tra me e D’Alia ci siano idee diverse non conosce bene ne’lui, ne’me.
Io mi fido completamente della sua conduzione del partito in Sicilia, perche’ha dimostrato negli anni autorevolezza, intelligenza e specchiata moralita’. Le interpretazioni su una parte della stampa di oggi sono totalmente fuorvianti”. Lo dichiara Pier Ferdinando Casini.

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Adesione manifestazione pro rigassificatore

Giovanni Nocera, promotore del Comitato pro rigassificatore – Agrigento, annuncia l’adesione del comitato alla manifestazione indetta dalle organizzazioni sindacali per venerdì 10 giugno davanti al municipio di Agrigento.

Il progetto del terminale di rigassifcazione, oltre ad essere garanzia di occupazione, come ricordano le sigle sindacali, rappresenta un progetto di sviluppo per il territorio circostante. Le infrastrutture di servizio all’impianto, come in nuovo molo del porto, potranno essere occasione di sviluppo per la filiera turistica, così come per la filiera agricola che potrà beneficiare della catena del freddo per l’esportazione dei prodotti locali.

Lungi dall’essere un’opera demoniaca, come continuano a dichiarare a sproposito alcuni contestatori, il progetto è un’occasione di sviluppo da oltre 800 milioni di euro, per un territorio che non vede investimenti cospicui da decenni.

E’ un progetto che non danneggia l’ambiente, come ha più volte sottolineato il Presidente Onorario del Fai, Giulia Maria Crespi, e che ha avuto tutte le autorizzazioni necessarie dagli organismi e istituzioni competenti.

I professionisti del non fare e della contrarietà a tutto dovrebbero ascoltare le attese di un territorio che non si può permettere di snobbare ogni occasione per la promozione di un sistema di sviluppo integrato.

Non è più tempo di assecondare ammalianti ‘sirene’, con lo stipendio assicurato, che cantano la “vocazione turistica”, ma propugnano uno sviluppo “lunare”, senza interventi in infrastrutture, senza progetti esecutivi e soprattutto senza indicare capitali da investire.

Un piano integrato di sviluppo per il territorio è la chiave per rilanciare occupazione ed investimenti.
Al sindaco Marco Zambuto rivolgiamo il caloroso invito a riconsiderare la sua posizione, conoscendo la sua capacità di ascolto della gente.

Dott. Giovanni Nocera

L’Adas “veste” i giovani arbitri agrigentini

Ieri pomeriggio, presso il Coni di Agrigento, si è svolta una riunione tra gli arbitri e mini arbitri del campionato regionale; ospite dell’incontro Giovanni Nocera esponente dell’Adas di Agrigento. Proprio l’Associazione donatori autonoma sangue, mediante sponsor, ha permesso ai giovani arbitri presenti ieri di indossare delle felpe, che accompagneranno i ragazzi durante il cammino del campionato regionale di basket.

“Questa – dice Giovanni Nocera – è un’ottima iniziativa. L’Adas è felice di sponsorizzare questi giovani ragazzi. Donare il sangue è un piccolo gesto che permette però di fare grandi cose, ad esempio salvare delle vite umane. L’associazione è stata felice di promuovere questa bella iniziativa, è anche un modo per far conoscere il mondo Adas tra i giovani”.

A rendere omaggio all’Adas è anche Ernesto Lo Presti, presidente della sezione agrigentina del comitato provinciale Cia, che ha ringraziato l’associazione per aver promosso questa importante iniziativa e per essere stata esempio di serietà e professionalità, e Rino Cappello, istruttore provinciale degli arbitri. La riunione si è conclusa con una foto di gruppo.

Foto di Luca Talenti

Fonte: AgrigentoNotizie.it

Testimoni credibili in una società in crisi

Intervista al cardinale Angelo Bagnasco presidente della Conferenza episcopale italiana

Da Benedetto XVI un’immensa forza rinnovatrice per una nuova generazione di laici

di Marco Bellizi

La questione sollevata dalla controversa sentenza della Corte di Strasburgo che vieta l’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche da affrontare con un pizzico di buon senso; la malintesa e pervicace forma di laicità, che ignora il fatto religioso e anzi esplicitamente lo esclude; la necessità di un’autoriforma e di una purificazione della Chiesa indicata da Benedetto XVI; l’esigenza di una nuova generazione di politici cattolici auspicata già dal Papa e dal suo segretario di Stato; il persistere della crisi economica; l’anniversario dell’unità d’Italia come occasione per ritrovare coesione e convergenza secondo l’auspicio, tra gli altri, del presidente della Repubblica; il federalismo come intuizione già presente nella dottrina sociale della Chiesa; la bellezza, la gioia e la responsabilità dell’essere preti come frutti dell’Anno sacerdotale. Sono i questi i temi della lunga intervista che il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) ha rilasciato al nostro giornale. Che ha espresso alla fine una convinzione:  “Questi mesi difficili cederanno il passo a una rinnovata passione per l’annuncio di Dio con le parole e le opere. Di Dio, infatti, l’uomo contemporaneo sente forte il bisogno in un mondo confuso e incerto, ma pur sempre alla ricerca del senso della vita terrena e della felicità piena”.

Eminenza, il 30 giugno si è tenuta presso la Corte di Strasburgo l’udienza per il ricorso presentato dal Governo italiano contro la sentenza del novembre scorso che vieta l’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche. Che aspettative ha rispetto a questa decisione? A quali conseguenze porterebbe una conferma della precedente sentenza?

A dire la verità, mi aspetterei solo un pizzico di buon senso. È strano infatti che proprio oggi, quando il confronto interculturale si fa più esigente, a motivo della crescente mobilità, si pretenda poi di censurare una delle matrici fondamentali della storia del nostro continente. Ipotizzare, come taluni fanno, che il crocifisso leda la laicità dello Stato, il quale non dovrebbe inclinare verso nessuna opzione religiosa o confessionale, significa dimenticare che ben prima dello Stato vi è la gente; esiste infatti un humus profondo che identifica il sentire comune della gran parte della popolazione italiana. Nella scelta di mettere tra parentesi un segno come il crocifisso colgo peraltro una scarsa considerazione di quel principio di sussidiarietà per cui ciascuno Stato, nel contesto europeo, presenta una peculiare radice che merita rispetto e considerazione. Del resto, a essere sinceri, a chi mai è venuto in mente di eliminare festività nazionali che hanno una chiara impronta religiosa nel nostro o in altri Paesi del mondo? Volere eliminare le caratteristiche tradizioni culturali e religiose di un Paese, specie quelle legate agli ambienti di vita – siano essi la scuola o i luoghi di aggregazione giovanile – significa rinunciare proprio a quella ricchezza delle culture che si vorrebbe per altri versi tutelare e difendere. Read more »

Regione: Ruvolo a Lombardo, dove sono finiti i 100 MLN per investimenti sui fiumi?

Il Vicesegretario Regionale dell’UDC Sicilia, onorevole Giuseppe Ruvolo, chiede in una lettera aperta al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dove sono andati a finire i 100 milioni di euro per gli interventi strutturali sui fiumi siciliani.

“Occorre definire un piano di interventi urgenti e inderogabili necessari a prevenire le esondazioni che negli ultimi tempi hanno cagionato gravi danni – scrive Ruvolo. Le recenti calamità siciliane, in particolare dopo l’esondazione del fiume Verdura in agro di Ribera, hanno causato danni ingenti alle pregiate colture agrumicole, con danni stimabili oltre 500 mln di euro. Il problema è grave e non è più rinviabile. Quindi, si rende necessario avviare interventi strutturali sugli alvei dei fiumi siciliani. Inoltre – sottolinea l’esponente centrista – occorre definire con chiarezza le competenze sia per la progettazione che per la realizzazione delle opere, oggi materia molto controversa, articolata e complessa”.

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Banca ladrona! su cronache di liberal

Binetti: Farò campagna contro la Bonino

L’On. Paola Binetti minaccia di uscire dal Partito Democratico qualora Emma Bonino (che non mi sento di chiamare onorevole) conquistasse la presidenza della Regione Lazio, battendo la candidata del Popolo delle Libertà Renata Polverini.

Per evitare il trasloco l’on. Binetti è disposta a fare campagna elettorale contro la candidata ufficiale del PD, come riporta l’articolo del Corriere.

Non sarebbe più semplice constatare il fallimento del progetto PD, almeno per quanto riguarda la sintesi di valori, e passare ad una formazione idealmente più omogenea? Continuare a “provocare” gli elettori del PD che si riconoscono in Bersani e nella Bonino non credo sia fruttuoso, anche perchè sono scomparsi dalle prime file i rappresentanti dei cattolici, la stessa Bindi, per quanto lei sostenga il contrario, rappresenta una minoranza di voto cattolico. Molto meglio farebbe la Binetti ad approdare a nuovi lidi.

Giovanni XXIII, la DC e l’accordo con il Pci

Senza pretesa di verità storica vi segnalo l’aneddoto raccontato dal card. Tucci: l’incontro con Giovanni XXIII alla vigilia del congresso della DC prima dell’alleanza con il Pci.

Il Cardinale Tucci ha quindi accennato alla sua amicizia con Giovanni XXIII, che lo scelse come perito durante il Concilio Vaticano II, richiamando un aneddoto: una udienza concessagli dal Papa alla vigilia del famoso congresso della Democrazia cristiana nel gennaio del 1962 a Napoli, nel corso del quale Aldo Moro convinse l’intero gruppo dirigente del partito sulla necessità di un’alleanza con il Partito Comunista Italiano.

“Durante l’incontro – ha detto il porporato – il Pontefice mi ripetè una cosa che mi aveva già confidato durante il primo dei nostri incontri, cioè che non desiderava occuparsi delle cose dell’Italia e avrebbe voluto che la Segreteria di Stato fosse molto cauta nelle questioni italiane”.

“Mi disse che non si intendeva di politica e, in ogni caso, pensava che il Papa, appartenendo alla Chiesa universale, non dovesse essere coinvolto in questioni particolari riguardanti l’Italia”, ha continuato.

“A proposito delle divisioni interne alla Democrazia cristiana, aggiunse – credo riferendosi alla sinistra – che andavano comunque rispettati anche quelli che non erano, per così dire, sulle posizioni più accettabili, perché si trattava comunque di persone che difendevano le loro idee in buona fede”.

“Io non me ne intendo – disse Giovanni XXIII – ma francamente non capisco perché non si possa accettare la collaborazione di altri che hanno un’ideologia diversa per fare cose in sé buone, purché non vi siano cedimenti dottrinali’”.

“Capii così che Moro avrebbe avuto via libera – ha affermato il Cardinale Tucci –. Penso anzi che allo statista venne comunicata questa posizione del Papa perché, conoscendo la sua fede, non credo che avrebbe proceduto altrimenti su quella strada”.

Fonte: Zenit

Ru486, un branco di bugiardi + padre Livio

Grandioso editoriale di Giuliano Ferrara su “il Foglio” di oggi. Senza peli sulla lingua dice

Laici e cattolici adulti, vi avevamo detto: mobilitiamoci contro la “cosa” applicando la legge 194 nella prevenzione e tutela sociale della maternità. E vi ritroviamo a votare la commercializzazione del veleno abortivo

Ma allora siete un branco di bugiardi, voi politici e giornalisti liberal, laici, cattolici democratici, adulti e scanzonati? Vi avevamo detto con una certa appassionata precisione: dopo trent’anni l’aborto, che non può essere oggetto di persecuzione penale, è diventato moralmente indifferente, un servizio sociale gratuito a cui si ricorre per fare i propri comodi o selezionare la razza, o per bisogno e ignoranza profonda del significato della “cosa”.

Da ascoltare anche il commento di Padre Livio, direttore di Radio Maria

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