Posts tagged: 2008

Mannino e l’accusa di mafia Assolto dopo diciassette anni – Corriere della Sera

PALERMO – Per capire il calvario giudiziario di Calogero Mannino, assolto ieri in Cassazione dall’accusa di concorso esterno alla mafia dopo 19 anni di indagini e processi, basta ascoltare il suo primo commento: «Hanno portato via un pezzo della mia vita». Ma forse per mettere a fuoco lo psicodramma politico-giudiziario bisognerebbe ripartire da quei manifesti giganti che, per le elezioni del 1991, tappezzarono tutta la Sicilia con una sorta di sfida lanciata dalla grassa e inquinata Democrazia Cristiana alla mafia dei Corleonesi, di Riina e Provenzano, già latitanti da trent’anni. Perché su quei proclami voluti dall’ex ministro poi finito in cella si leggeva per la prima volta a caratteri cubitali «Contro la mafia, costi quel che costi».

Firmato Mannino, allora segretario regionale del partito, leader della sinistra interna, deciso a isolare «don» Vito Ciancimino, in buoni rapporti con Giovanni Falcone e, allora, appena salvato da Paolo Borsellino che aveva bloccato le insinuazioni di un pentito pilotato. Eppure, morti Falcone e Borsellino, due anni dopo le grandi stragi, nel febbraio ’94, a un anno dalla discussa cattura di Riina, fu notificato l’avviso di garanzia e nel febbraio ’95 maturò l’arresto di Mannino, triturato dal pool della Procura dove era arrivato un nuovo capo, Giancarlo Caselli, indifferente a quei manifesti che debbono essergli sembrati la prova del paradosso siciliano di chi dice una cosa per farne intendere un’altra.

Fatto sta che quel tentativo di sganciare almeno un pezzo della vecchia Dc dalle trame mafiose abortì con la stessa fine del partito e con il terremoto giudiziario di Mannino, additato come l’interlocutore diretto dello Stato con l’antistato. Per dirla con quello che Caselli, i sostituti Vittorio Teresi e Teresa Principato, indicarono come il «Buscetta della politica», tal Gioachino Pennino, un amico di Ciancimino, per dieci anni considerato un pentito attendibile, poi mollato, adesso ritenuto da tanti magistrati un bluff. Smentito via via perfino da altri boss come Leoluca Bagarella che definì Mannino «un carabiniere» e Giovanni Brusca, il pentito che rivelò il progetto di uccidere l’ex ministro «perché aveva avversato pubblicamente Cosa Nostra». Sono cadute una dopo l’altra le accuse, un processo dopo l’altro. I giudici di primo grado si convinsero dell’insussistenza delle prove. Di qui la prima assoluzione, dopo sei anni di dibattimento, nove mesi a Rebibbia, due anni ai domiciliari e un carcinoma. Fu immediato il ricorso al secondo grado chiesto e ottenuto dalla Procura. Lasciando sul banco d’accusa lo stesso pm frattanto nominato sostituto procuratore generale, Teresi. Un nuovo processo concluso nel 2004 con una condanna a 5 anni e 4 mesi. Cominciò allora il ping pong fra Palermo e Roma. Con la difesa che ricorse in Cassazione dove il procuratore generale chiese l’assoluzione dell’imputato.

La corte preferì ordinare un nuovo processo, ma esprimendo un giudizio severo per il lavoro compiuto in secondo grado. E i nuovi giudici d’appello a Palermo ne tennero conto. A fine 2008 la nuova assoluzione che demolì l’ipotesi di un presunto patto politico-elettorale con la mafia, ritenuto «evanescente, dunque insussistente». Poteva finire lì il «calvario», come lo chiama Mannino pensando alla moglie, Giusi Burgio, al figlio Toto, a tutti i familiari. E invece la procura generale ci provò di nuovo. «Prendendo una sberla dalla Cassazione», commentano euforici gli avvocati Salvo Riela e Grazia Volo. Perché la Suprema Corte ieri ha rigettato il ricorso ritenendolo «inammissibile». Molti sono convinti che quella Dc, anche la Dc di Mannino, deve avere avuto le sue colpe per i compromessi con la mafia. E continueranno le polemiche politiche, mentre esultano Casini, Buttiglione, Cesa, il suo «pupillo» Totò Cuffaro e non solo i leader dell’Udc, partito di cui Mannino è deputato a Montecitorio. Ma l’epilogo giudiziario evidenzia più di un paradosso. Perché Mannino era il nemico di Ciancimino. O meglio Ciancimino non lo tollerava, con lo stesso atteggiamento covato contro i big della sinistra Dc che lo avevano isolato sin dal 1983, al congresso di Agrigento. Ma paradossalmente da qualche tempo i pubblici accusatori di Palermo auspicavano una condanna definitiva di Mannino, mentre corre sulla strada accidentata di una ipotetica e complessa riabilitazione il rampollo di don Vito. È la partita aperta di una Palermo dove Mannino è il primo a non volere fare un uso strumentale del verdetto, pur convinto che «non c’è una giustizia da cambiare», ma «da cambiare sono le regole di funzionamento dell’accusa, questo è il vero problema».

Felice Cavallaro

15 gennaio 2010

viaMannino e l’accusa di mafia Assolto dopo diciassette anni – Corriere della Sera.

Taranto, giunta tutta al maschile? Il Tar: è da rifare

Dopo il caso di Molfetta, che avevo commentato qui, oggi il caso di Taranto, giunta tutta al maschile? Il Tar: è da rifare. Carfagna: bene così – Corriere del Mezzogiorno.

Credo che stia sempre in piedi il problema della Giunta Provinciale di Agrigento tutta al maschile, come segnalato nel post precedente.

2° Convegno Regionale Mariologia Grotte (AG) – La Sicilia

2° Convegno Regionale Mariologia Grotte (AG) – La Sicilia.

Perché c’è così poco interesse per le elezioni europee

Nel 2008 è stato pubblicato il sondaggio “Eurobarometer” che chiedeva agli elettori le loro opinioni e conoscenze sul Parlamento Europeo. I risultati hanno mostrato che il Parlamento ha un immagine pubblica generalmente positiva, ma manca una buona conoscenza da parte dei cittadini europei, come per le altre istituzioni Europee.

Globalmente, è considerato come uno strumento democratico e ha un ruolo di unificatore tra gli stati. D’altra parte, 3 su 4 europei dicono che in generale sono poco o molto poco informati sulle attività del Parlamento. Questo numero è quasi lo stesso per i “vecchi” e i “nuovi” stati membri. Ad esempio, la maggior parte degli europei non sanno quanti deputati ha il loro paese e credono che le decisioni siano prese principalmente secondo gli interessi nazionale dei deputati.

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“Veltroni cerca il dialogo con la Lega ma questa riforma è un salto nel buio”

"Veltroni cerca il dialogo con la Lega ma questa riforma è un salto nel buio"

ROMA – “Nebbia in Val Padana, si potrebbe dire. Nebbia e indeterminatezza. Che senso avrebbe votare a favore di un manifesto di propaganda della Lega?”. Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, ex alleato scomodissimo di Berlusconi e di Bossi un paio di legislature fa, ha detto no al federalismo così come è stato presentato in Parlamento. Si astiene invece il Pd di Veltroni in attesa di vedere cosa cambierà alla Camera.

Cosa l’ha convinta a votare no, onorevole Casini?
“Se avevamo dei dubbi, ci ha convinto l’ottimo ministro Tremonti che è una persona seria, quando ha detto onestamente che non può quantificare i costi del federalismo, le risorse e le coperture necessarie. Così com’è la riforma è un salto nel buio che rischia di moltiplicare i centri di spesa con costi enormi che saranno a carico dei cittadini. Ancora non c’è la Carta delle autonomie con la conseguenza di perpetuare la confusione sul riparto di competenze tra Stato, Regioni e autonomie locali prodotta dalla riforma voluta nel 2001 dal centrosinistra. E senza certezze di funzioni non vi può essere certezza di risorse economiche e quindi di copertura finanziaria. Il Codice avrebbe dovuto fissare cosa fanno e con quali risorse le Regioni, le Province e i Comuni. In sostanza si preannuncia una riforma che non c’è”. Read more »

Liberali e cristiani: la strada è la stessa

di Camillo Ruini [5 dicembre 2008]

Il libro di Marcello Pera Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l’Europa, l’etica è decisamente importante in sé ed è ancora più importante per la lettera inconsueta che Benedetto XVI ha scritto al suo Autore. Si può dire che è un libro a tesi, in senso positivo, in quanto sostiene una posizione dichiarata con chiarezza fin dall’inizio e poi argomentata attraverso tutte le pagine. Già nell’introduzione Marcello Pera scrive: «La mia posizione è quella del laico e liberale che si rivolge al cristianesimo per chiedergli le ragioni della speranza». La conclusione di tutto il percorso, e anche di ciascuno dei tre capitoli in cui il libro si articola, è quindi che «dobbiamo dirci cristiani»: una conclusione forte e in buona misura contro corrente, cosa di cui l’Autore è ben consapevole.

Liberal.

Il gatto morto di sete e fame

L’amico Giorgio mi ha mandato questo articoletto di Avvenire (22-11) che riporta una condanna a tre mesi di reclusione per responsabilità in gatticidio: un signore di Roma è stato considerato responsabile per la morte del proprio felino in seguito ad abbandono nell’appartamento durante l’estate, condannandolo il questo modo a morte per fame e sete.

Orarel » Blog Archive » Il gatto morto di sete e fame.

Il prezzo da pagare per non aver ucciso l’Udc

Oggi su Libero Fausto Carioti propone una analisi della situazione politica italiana dopo la rinuncia di Berlusconi a modificare la legge elettorale per le europee con una soglia di sbarramento tale da cancellare l’UDC dallo scenario politico europeo.

Dopo l’analisi della situazione attuale Carioti conclude che

Insomma, tutto lascia pensare che Berlusconi, nel momento stesso in cui ha rinunciato ad affossare l’Udc, si sia condannato a trattare con Casini, se non altro per sottrarlo all’orbita del Pd. Potrebbe persino essere un’esperienza meno spiacevole del previsto. Avranno tanti difetti, gli ex diccì, ma un tavolo attorno al quale discutere non lo negano a nessuno. Soprattutto, sono molto pragmatici. E oggi, tra Berlusconi e il Pd, non c’è dubbio che sia il presidente del consiglio quello che offre le maggiori garanzie. Coraggio, Cavaliere. In fondo, se l’è cercata lei.

Dall’altra parte – nel PD – Paolo Gentiloni tira per un’alleanza con l’UDC (link) considerandola addirittuara naturale nel panorama politico nazionale una volta definito il profilo del PD.

Casini non considera il modello del Trentino valido per tutto il territorio nazionale, anche se lascia aperta la possibilità di intesa con il PD a patto di chiudere in maniera definitiva con la sinistra estrema.

Io credo che il tema delle alleanze a livello nazionale sia prematuro da affrontare, ma certamente mi sento lontano da un PD che ha corteggiato i Radicali e vuole inserirsi nel Partito Socialista Europeo come è desiderio di Veltroni.

Voi che ne pensate?

Documenti:

La nuova America – Come cambierà il mondo dopo l’era Bush

“La nuova America – Come cambierà il mondo dopo l’era Bush” è il tema scelto dalla fondazione liberal per l’ottava edizione dei Colloqui di Venezia, momento di riflessione sulla politica interzazionale. L’evento è organizzato a Palazzo Cavalli Franchetti per il 21 e 22 novembre 2008.

Protagonisti dei Colloqui saranno:

  • Ferdinando Adornato presidente fondazione liberal, ITALIA
  • Rafael Bardají consigliere per la sicurezza nazionale di J. M. Aznar, Faes, SPAGNA
  • Manuel Coma Presidente Grupo de Estudios Estratégicos, SPAGNA
  • Reginald Dale Senior fellow, Csis USA
  • Maciej Grabowski vicepresidente Gime, POLONIA
  • Franz Guber ufficio di presidenza, Hanns-Seidel-Stiftung, GERMANIA
  • Robert Nef president Liberales Institut, SVIZZERA
  • Michael Novak direttore Studi sociali e politici, American Enterprise Institute, USA
  • Wilhelm Staudacher segretario generale Konrad Adenauer Stiftung, GERMANIA
  • Christian Stoffaes segretario generale di Eurolib, FRANCIA
  • John Sullivan direttore Cipe, USA

L’apertura dei lavori è stata affidata all’Rocco Buttiglione, vicepresidente Camera dei Deputai, e per le conclusioni interverranno:

  • John R. Bolton già ambasciatore americano all’Onu
  • Ferdinando Adornato presidente fondazione liberal
  • Piero Fassino inviato speciale Ue per Birmania-Myanmar
  • Giuseppe Pisanu senatore della Repubblica
  • Pier Ferdinando Casini presidente Internazionale Democristiana

Maggiori dettagli scaricando la locandina venezia2008_programma Read more »

Chi sono

 

Chat with Giovanni Nocera

Giovanni Nocera – Agrigento, 1981

Primo di nove figli ho imparato, crescendo, il valore della famiglia. Ho maturato una convinta fede cattolica partecipando a diverse esperienze ecclesiali. Impegnato in molteplici attività mi occupo, in particolare, della difesa della vita.

 

Studi

 

Attività

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