
Ennio Saeva, giovane professionista agrigentino, torna in casa UDC. Si coagula, intorno al progetto del Terzo Polo, una classe dirigente di partito giovane, dinamica e soprattutto competente, che sa ascoltare i cittadini e lavora ber il bene della città.
Prossimo appuntamento di partito sarà la riunione del coordinamento provinciale per avviare la discussione sulle amministrative ormai imminenti.
Ieri ho avuto necessità di andare in ospedale ad Agrigento. Dovendo partire da Cannatello il tragitto per l’ospedale si é rivelato una vera e propria corsa ad ostacoli. Arrivato alla rotatoria Giunone si é presentato il primo problema: in assenza di indicazioni chiare per l’Ospedale, scelgo di seguire la segnaletica provvisoria per Palermo, sapendo che avrei fatto un giro periferico della città lungo svariati chilometri, oppure salgo per il centro città, risparmiando chilometri, ma rischiando il traffico?
Non avendo motivi di urgenza ho preferito tagliare per il centro città. Ho cominciato però a pensare a tale scelta in un momento di concitazione con un malato a bordo, oppure a chi, turista o forestiero, deve raggiungere l’ospedale senza che la segnaletica sia chiara. Non é infatti scontato sapere che l’ospedale si trova sulla strada per Palermo.
Tornando a casa mi é sorto anche un altro dubbio, che spero possa trovare risposta nei miei lettori. Non so infatti da dove partono le ambulanze, per una eventuale emergenza a San Leone, Cannatello o Zingarello. Se infatti le ambulanze partono dall’ospedale e devono fare almeno 15 min di percorso, in assenza di traffico, non c’è da stare tranquilli e sicuramente va progettato un sistema di emergenza, magari con l’aiuto delle Misericordie della provincia, che possa essere attivo nel periodo estivo, soprattutto in questo momento con la viabilità della 640 in tilt.
Ogni giorno un mattoncino in più costruisce l’Italia del non fare. L’ultimo contributo all’immobilismo del Paese arriva da Agrigento dove il Comune è pronto a bloccare il rigassificatore di Porto Empedocle.
Per ogni metro attraversato da un’opera strategica si solleva un grattacielo di ricorsi, carte bollate, rinvii o dinieghi di autorizzazioni, richieste di compensazioni fuori misura, veti di enti locali o del Tar.
È il trionfo del Nimby (not in my backyard: non nel mio cortile). In due settimane si è materializzata un’autentica antologia di occasioni perse.
Ikea che rinuncia a un investimento di 100 milioni in provincia di Pisa, la bocciatura del Consiglio di Stato alla conversione della centrale di Porto Tolle a carbone pulito, l’ultimatum di British Gas stanca di un’attesa lunga 11 anni per il rigassificatore di Brindisi, l’addio di Maersk al porto di Gioia Tauro giudicato poco competitivo, l’inatteso stop a Porto Empedocle di cui riferiamo oggi.
Un rosario sgranato con puntualità quasi quotidiana, una sequenza ravvicinata di eventi che suona come l’ultimo appello a un Paese malato di bassa crescita. Gli investimenti pubblici scendono dai 38 miliardi del 2009 ai 32 del 2010 e ai 27 del 2012, numeri già sufficienti a spiegare perché rinunciare a investimenti privati è un lusso da non permettersi. La classifica della Banca mondiale “Doing business” ci relega all’80esimo posto, penultimo tra gli Stati membri della Ue, davanti solo alla Grecia, con un’incidenza del fattore burocrazia tra le più alte in assoluto.
Le graduatorie sull’attrazione di imprese internazionali non sono più confortanti, visto che tra il 2009 e il 2010 gli investimenti esteri sono calati del 35% quando la Spagna, per citare un nostro storico competitor, metteva a segno un +2%. Interrogati, manager e imprenditori stranieri non avrebbero dubbi nell’indicare le ragioni. «Anche in altri Paesi come il Giappone la burocrazia è forte e i passi da fare sono tanti – spiegava al Sole 24 Ore l’ad di Ikea Italia, Lars Petersson – ma almeno sono prevedibili». La conseguenza è che investimenti stranieri e opere infrastrutturali strategiche risultano perennemente in bilico, esposti all’imponderabile bizantinismo made in Italy.
C’è ancora tempo però per cambiare passo e ristrutturare la governance delle grandi opere. Non manca chi fa il tifo, come dimostrano gli operai di Porto Tolle che hanno raccolto firme per salvare l’investimento bloccato oppure gli illuminati pionieri del Pimby, il partito del “please in my backyard”, che non si arrendono alla dittatura del no.
LItalia bloccata del «non fare» – Il Sole 24 ORE.
Il Presidente Lombardo annuncia risorse e finanziamenti per il territorio di Ragusa, il centro storico della città e l’aeroporto di Comiso. Potrebbe essere una prima mossa in vista della campagna elettorale, potrebbero essere soldini veri. Se così fosse mi viene una sana invidia per Ragusa, che è riuscita a ricostruire il suo centro storico. Agrigento resta al palo, con i suoi crolli e qualche milione di euro in stanziamenti per le emergenze, ma senza un piano organico di infrastrutture che possano servire cittadini e turisti.
Oggi in Commissione Bilancio è stato dato il via a importanti interventi sul territorio a partire dai fondi da assegnare a Ibla, alla città di Ragusa e all’aeroporto di Comiso.
Si tratta di un fondamentale e significativo passo per la valorizzazione di una delle zone più ricche e interessanti della Sicilia e che, come presidente della Regione, mi sono impegnato personalmente a seguire con attenzione.
E’ un territorio, quello del ragusano, che necessita di una serie di interventi infrastrutturali che possano consentirgli di mettere a profitto la bellezza e le risorse storiche, artistiche e paesaggistiche che vi sono sono racchiuse e che richiamano, già oggi, un grande interesse turistico. Così come sono da valorizzare le tradizioni e le ricchezze agricole e alimentari, anch’esse spendibili in funzione della vocazione turistica della zona.
In questo contesto si inserisce il voto in Commissione e la messa a disposizione di risorse finanziarie per Ibla, il centro storico di Ragusa, così come i fondi per l’aeroporto di Comiso, indispensabile opera infrastrutturale che garantirà a tutto il territorio, e all’intera Sicilia, sviluppo, lavoro e crescita economica e sociale.
viaEcco le risorse per Ibla e per l’aeroporto di Comiso « Raffaele Lombardo – Il blog del Governatore della Regione Siciliana.
Quali sono i miei diritti in caso di ritardo prolungato del volo?
A chi devo inviare il reclamo in caso di negato imbarco o cancellazione del volo?
Ho smarrito il bagaglio, cosa devo fare?
La mia vacanza è stata rovinata a causa di vari disservizi, a chi devo rivolgermi per un risarcimento?
RitardoaereoSicilia – CHI SIAMO.
Per i tuoi problemi negli aeroporti di Punta Raisi (Palermo), Fontanarossa (Catania), Birgi (Trapani), Lampedusa e per tutte le destinazioni!
Ieri pomeriggio, presso il Coni di Agrigento, si è svolta una riunione tra gli arbitri e mini arbitri del campionato regionale; ospite dell’incontro Giovanni Nocera esponente dell’Adas di Agrigento. Proprio l’Associazione donatori autonoma sangue, mediante sponsor, ha permesso ai giovani arbitri presenti ieri di indossare delle felpe, che accompagneranno i ragazzi durante il cammino del campionato regionale di basket.
“Questa – dice Giovanni Nocera – è un’ottima iniziativa. L’Adas è felice di sponsorizzare questi giovani ragazzi. Donare il sangue è un piccolo gesto che permette però di fare grandi cose, ad esempio salvare delle vite umane. L’associazione è stata felice di promuovere questa bella iniziativa, è anche un modo per far conoscere il mondo Adas tra i giovani”.
A rendere omaggio all’Adas è anche Ernesto Lo Presti, presidente della sezione agrigentina del comitato provinciale Cia, che ha ringraziato l’associazione per aver promosso questa importante iniziativa e per essere stata esempio di serietà e professionalità, e Rino Cappello, istruttore provinciale degli arbitri. La riunione si è conclusa con una foto di gruppo.
Foto di Luca Talenti
Fonte: AgrigentoNotizie.it
Al Signor Sindaco
All’Assessore competente
Al Dirigente competente
Al Comandante della Polizia Locale
Si segnala che da diversi mesi il marciapiede di via Callicratide, di fronte
al civico 47, risulta danneggiato in seguito a dei lavori effettuati. Poichè
quel marciapiede è l’unico praticabile agevolmente con passeggini o
carrozzelle per disabili, che posteggiano in via Callicratide per accedere
al Poliambulatorio dell’ASP di Agrigento, così come utilizzato per il
transito in sicurezza di numerosi pedoni, si richiede celere intervento per
il ripristino del marciapiede, e l’accertamento di eventuali responsabilità
In attesa di un celere riscontro porgo cordiali saluti.
Dott. Giovanni Nocera
Al Signor Sindaco
All’Assessore competente
Al Comandante della Polizia Locale
Al Dirigente del settore competente
Da diversi mesi in Salita Damareta, nel centro città, a due passi dalla
Stazione Centrale, è presente una discarica abusiva di rifiuti solidi
urbani, come testimoniano le foto scattate in data odierna.
Poichè quella scala è frequentata da molti cittadini, da diversi turisti che
scendono in via Callicratide per alloggiare nei B&b e dagli utenti del
poliambulatorio dell’ASP, si richiede un celere intervento
dell’Amministrazione Municipale per ripristinare il decoro pubblico ed
accertare eventuali infrazioni.
In attesa di un celere riscontro porgo cordiali saluti.
Dott. Giovanni Nocera
Cominciano a materializzarsi i nefasti effetti della battaglia contro il rigassificatore portata avanti da un gruppo di associazioni, in nome dello sviluppo.
Stiamo parlando del dragaggio dell’area portuale di Porto Empedocle, che avrebbe abbassato il fondale per consentire l’attracco di navi di stazza maggiore. Navi merci e navi passeggeri. Navi per l’impianto di rigassificazione del GNL, e navi cariche di turisti. Navi per il trasporti di biocarburante per il Gruppo Moncada e navi per l’industria Moncada.
I ricorsi proposti dalle associazioni che si battono per lo sviluppo hanno finora ottenuto solamente un blocco del dragaggio ed il conseguente transito di merci e passeggeri, sicura fonte di profitto.
Non posso che essere contrario ai NO in nome dello sviluppo, no miopi che hanno l’unico effetto di bloccare o rendere difficoltosa la libera iniziativa imprenditoriale. No proclamati a nome di tutti da chi non rappresenta che una sparuta minoranza.
Intanto ENEL e Moncada aspettano l’esito dei ricorsi per intraprendere i lavori. Se malauguratamente ENEL e Moncada fossero costretti a desistere, chi pagherebbe i costi del mancato sviluppo?
Certamente non chi organizza concerti a notte fonda per festeggiare, col lavoro sicuro, la pensione in tasca e senza problemi di sbarcare il luanrio.