Posts tagged: azienda ospedaliera san giovanni di dio

I Dirigenti UDC alla manifestazione per il diritto alla salute degli agrigentini

Dai giornali locali ho recuperato le foto dei dirigenti UDC della Provincia presenti alla manifestazione di ieri. La manifestazione è stata indetta in seguito al sequestro dell’ospedale San Giovanni di Dio, in Contrada Consolida, per carenze strutturali.

La Chiesa, l’unico partito di Agrigento? No, c’è anche l’UDC

Mi trovo in disaccordo con la conclusione dell’articolo di Franco Pullara, direttore di perlacittà.it, La Chiesa, l’unico partito di Agrigento, anche se ne condivido l’analisi. Partendo dalla constatazione che, sulle grandi questioni -per non dire problemi- che assediano la nostra città, i grandi partiti sono assenti dal territorio e organizzano solo grandi eventi in campagna elettorale, Franco sostiene che solamente la Chiesa, che ha messo in campo risorse umane notevoli, possa considerarsi un partito in città.

Due obiezioni. La Chiesa attende splendidamente alla sua missione, intervenendo anche su questioni sociali, senza dover fare o essere un partito. Fin dai tempi di Sturzo e dell’Opera dei Congressi, offre il proprio contributo alla società, fedele al Mandato affidatole. Nulla di nuovo, dunque, in questo lodevole intervento nel mondo.

Seconda obiezione: il segretario cittadino dell’UDC, Pietro Vitellaro, ha indetto una riunione per discutere della vicenda ospedale. Io che ho visto la gestazione dell’iniziativa so come, da un evento informale per un ristretto numero di persone, si sia trasformato in un incontro ufficiale al quale parteciperanno anche gli Onorevoli Ruvolo e Cascio, che non sono attualmente in campagna elettorale. L’UDC c’è, è sul territorio, è a fianco delle persone.

Nota finale. Non sempre è necessario scendere in piazza e protestare, soprattutto quando la protesta è pirandelliana: si protesta per continuare ad utilizzare una struttura a rischio crollo? [dei dubbi che nutro ho scritto precedentemente] Si dovrebbe alimentare la tensione, già a temperature notevoli anche a causa del caldo, per le strade della città? La gente non scende in piazza perchè non c’è nulla contro cui protestare. Se fossero vere le deduzioni della Procura che altro si dovrebbe fare se non chiudere l’Ospedale. Chi si assumerebbe la responsabità di tenerlo aperto se fossero confermate le perizie tecniche? I lavori di consolidamento richiederebbero del tempo, ma la struttura non potrebbe essere utilizzata, fermo restando le premesse. E certamente una nuova struttura non si cosruisce in 30 giorni. E, dovendo aggiungere una nota polemica, non tutti possono permettersi il lusso di lasciare il lavoro e scendere in piazza.

A tutti quelli che scendono in piazza, mi pare i soliti noti che protestano per qualunque cosa senza mai proporre nulla di concreto, chiederei di pianificare una seria iniziativa di formazione delle coscienze. Senza questo passaggio i cittadini voteranno sempre come gli viene comandato e non cambierà mai nulla.

E’ facile protestare e contestare, difficilissimo costruire senza rischiare di mettere sabbia nelle fondamenta…

Sigilli all’ospedale di Agrigento, non dimentichiamo i malati

Rimbalza sulla prima pagina del Corriere.it il sequestro della struttura dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento.

Nutro la speranza, che oltre ai titoli ricchi di enfasi, si possa passare ad un ragionamento che permetta di valutare realisticamente la situazione e quindi nutro la speranza che si tratti di un polverone.

Infatti, se fosse un polverone potremmo continuare, dopo le verifiche del caso, ad utilizzare la struttura dell’ospedale. Ci avremmo perso ancora una volta in immagine, ma i nostri malati non saranno costretti a viaggiare per aver assicurato il diritto alla salute. La speranza di quanto scrivo è posta in un’immagine, non nella presunzione di innocenza degli indagati. La mappa sismica italiana dimostra che la nostra provincia è, tra quelle italiane, dove minore sarebbe l’effetto di un terremoto. Il nesso, quindi, dell’ospedale pericoloso perchè non conforme alla normativa sismica sarebbe da verificare attentamente.

Non vorrei far intendere che dobbiamo utilizzare, o meglio accontentarci, di un ospedale traballante. Vorrei che gli allarmi siano stati ben correlati alla realtà.

Lo spero, prima di tutto, per i nostri malati. E’ facile chiedere rivolte, arresti, la chiusura dell’ospedale… ai malati chi ci pensa? dei familiari che dovranno fare decine di chilometri per assisterli in un paese vicino chi si prenderà cura? Mentre la folla sta in piazza a protestare i malati saranno soli, soprattutto perchè un nuovo ospedale non si costruisce in due giorni. E trascorsa la fase della protesta, e sopita tutta la rabbia torneremmo alle nostre occupazioni, lasciando i pazienti ed i loro familiari soli.

Sacrosanto chiedere giustizia, ma non sarebbe vera Giustizia ottenerla sulla pelle di chi soffre.

Per il resto fa bene la magistratura ad indagare, in fondo protegge i cittadini dalla presunta incuria di certuni, ma spero proprio, per il bene dei pazienti, che siano tutti innocenti.

Ai medici di Agrigento la Maglia rosa-azzurro

Ad Agrigento tutti i medici dell’Azienda Ospedaliera sono obiettori di coscienza. Per questo qualcuno ha deciso di assegnare la maglia nera alla sanità agrigentina. Io ho replicato con questa lettera.

Altro che maglia nera!

Agrigento, ultima in tutte le classifiche, può almeno vantare di essere la prima città nella difesa della vita umana dal concepimento.

Non volendo farne una questione di contrapposizione tra abortisti e non abortisti, mi permetto una sola considerazione.

Ci sono delle donne che decidono, non senza drammi interiori, di disfarsi della creatura che portano in grembo. Anche i più accaniti sostenitori dell’aborto riconoscono che è comunque una scelta gravosa e sofferta.

La stessa sofferenza, però, è dell’operatore che quella vita umana individuale deve eliminare per volere della madre. Operatore al quale la legge 194 riconosce il diritto all’obiezione di coscienza.
Perchè allora la maglia nera per l’applicazione? La legge 194, che nel titolo richiama la “tutela della maternità” e nel primo articolo riconosce “il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”, ad Agrigento viene applicata al meglio, riconoscendo alle madri la possibilità di abortire, e al personale medico il diritto all’obiezione di coscienza.

Se invece diciamo che le madri devono avere la possibilità di abortire, anche a discapito della libertà e del diritto all’obiezione di coscienza del personale medico, è tutto un altro discorso.

Ma poichè il diritto all’obiezione di coscienza è ancora tutelato, mi permetto di assegnare al personale dell’azienda ospedaliera di Agrigento la Maglia Rosa-Azzurro per l’impegno a difesa della vita umana dal suo inizio fin dal concepimento.

Cordialmente,
Giovanni Nocera

BattaglieCulturali.org

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes

WordPress Themes