Posts tagged: costo del denaro

Viaggio nelle fondazioni bancarie

Stefano Righi, su Corriere Economia, illustra il sistema delle fondazioni bancarie. Un ulteriore contributo alla nostra iniziativa “Banca ladrona!“.

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Banche, poltrone e politica. Sud e Sicilia fuori dai giochi

È rimasta la Fondazione Bds. Il banchiere siciliano? È un professore…

Qualche giorno fa Corriere economia ha fatto lo screening dei protagonisti del credito in Italia. Un censimento di estremo interesse, perché i non addetti ai lavori avrebbero appreso con stupore, leggendo l’informatissimo “censimento” della governance e del potere economico, che a tenere i cordoni della borsa non sono gli gnomi della finanza di casa nostra.

I protagonisti del credito, infatti, sarebbero le ex casse di risparmio che hanno fatto da cassaforte ai grandi gruppi bancari italiani (Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte dei Paschi). Siccome i non addetti ai lavori privilegiano altre letture, e non il Corriere economia, la percezione della realtà continuerà a rimanete prerogativa di coloro che hanno le mani in pasta e gli entourage che li affiancano, per amore o per forza. Read more »

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Banca ladrona! su cronache di liberal

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Il napalm sul sistema bancario siciliano

[Continuano gli articoli che confermano la bontà dell'iniziativa "Banca ladrona!", dimostrando la stretta che il sistema creditizio siciliano ha avuto nell'ultimo ventennio. Di seguito un ulteriore tassello nell'analisi]

Circa 15 anni fa ebbe inizio la crisi del sistema bancario siciliano. La nostra è oggi la sola grande regione europea che non ha saputo conservare – sia pure all’interno di un gruppo di dimensioni adeguate al mercato – nessuna delle sue Banche storiche con un’autonomia operativa sufficiente a collegare allo sviluppo del territorio la propria missione.

Oggi, mentre si discute di banca del Sud e si riprende a parlare di questione meridionale, qualcuno si sorprende che Unicredit voglia cancellare di fatto la residua e minima autonomia del Banco di Sicilia. Né può sorprendere che tra i gruppi interessati a prendere il posto del Banco come azienda creditizia di riferimento regionale ci sia Banca Nuova del gruppo delle popolari vicentine di Zonin.

Tuttavia per capire quello che oggi sta succedendo non sarebbe male riportare alla memoria come allora si pose mano alla ristrutturazione del sistema creditizio isolano. Read more »

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Le Banche Popolari finanziano la ripresa dando ossigeno alle imprese

Il rafforzarsi delle aspettative di ripresa economica – i maggiori centri di ricerca concordano nel posizionare un recupero significativo dell’attività produttiva a partire dalla metà del prossimo anno – sta muovendo l’interesse degli osservatori del credito verso nuovi interrogativi. Se, fino ad ora, ci si era preoccupati della stabilità delle aziende di credito e della loro capacità di erogare affidamenti anche in presenza di un mercato interbancario sostanzialmente “congelato”, adesso la domanda principale riguarda le prospettive di finanziamento della ripresa. Attualmente, infatti, la domanda di impieghi per investimenti da parte delle imprese si è di fatto azzerata, ma, quando il motore della produzione riprenderà a girare, saranno in grado le nostre banche di fare fronte alla prevedibile crescita della domanda di denaro fresco? Read more »

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Economia ed imprese, intervista al direttore generale della Banca Sant’Angelo

La crisi economica ancora non è superata che già si vedono le ripercussioni negative dal punto di vista dell’occupazione soprattutto in un territorio già in difficoltà dal punto di vista lavorativo come quello siciliano. E così molti si chiedono come le banche, quei soggetti che a livello internazionale abbiamo visto essere state additate responsabili del crollo mondiale dell’economia, reagiranno dopo il passaggio di questo tsunami finanziario.

A tal proposito abbiamo ascoltato ai nostri microfoni Michele Costanzo direttore generale della Banca Popolare Sant’Angelo, uno degli organismi di credito più radicati sul territorio siciliano e che continua a mantenere una forte vocazione localistica.

Direttore, qual è la situazione economica in Provincia di Agrigento? C’è la crisi?

Credo che la crisi ci sia e non si possa nascondere. E’ partita da un fatto che era più di paura e di sfiducia nei confronti del sistema con una grossa componente emotiva e poi nel corso del tempo invece stiamo osservando la ripercussione degli effetti reali. Questo perché in un contesto in cui si innesca un elemento di sfiducia si causa il blocco di un meccanismo che dovrebbe essere virtuoso, per cui i consumi si restringono e questo significa che le imprese producono meno ed a loro volta possono avere delle difficoltà con i propri dipendenti.

Quando si parla di quando finirà questa crisi molti sostengono che già dal 2010 ci sarà una ripresa mentre allo stesso momento ci sono voci autorevoli che sostengono che gli effetti sulla disoccupazione si cominceranno a vedere proprio adesso. Quindi è come se si riverberasse in un momento successivo quello che, come sappiamo, ha avuto inizio tempo fa.

Anche il nostro territorio naturalmente ne risente perché, in generale, se i territori sono a maggiore fragilità del tessuto economico hanno un ripercussione maggiore. Tuttavia abbiamo visto che la reazione proprio del tessuto economico provinciale è stata abbastanza adeguata, nel senso che, ad esempio, alcune imprese hanno rinviato dei progetti che avevano in cantiere ed altre stanno facendo di tutto per rendere efficiente la propria struttura in modo tale da poter superare questo momento per poi riprendere la normalità gestionale. Read more »

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Il Credito Popolare, un sostegno prezioso per le costruzioni

Nel solco dell’iniziativa “Banca ladrona!”, non posso non evidenziare la felice eccezione delle Banche di Credito Popolare, che per la loro tradizione culturale sono legate al territorio e quindi favoriscono gli investimenti e sono vicini alle PMI. Di seguito un po’ di dati.

Il Credito Popolare, un sostegno prezioso per le costruzioni

La recente crisi economica ha avuto ripercussioni in maniera significativa anche sul settore delle costruzioni: la fotografia che emerge dalle più recenti indagini statistiche evidenzia complessivamente una situazione decisamente difficile del comparto. Infatti, i dati di contabilità nazionale dell’ISTAT mostrano come gli investimenti edili relativi ai primi nove mesi del 2009 abbiano registrato una forte riduzione, rispetto allo stesso periodo del 2008,  (-8,4%), con un calo tendenziale superiore all’9% nel III trimestre. Tali variazioni sono il risultato di una dinamica congiunturale che è andata progressivamente ad aumentare con ripercussioni negative sulle vendite e sulla produzione di materiale edile.

In questo quadro deteriorato, le Banche Popolari hanno fatto la loro parte. Per tradizione e cultura da sempre vicine al territorio ed alle PMI, hanno dimostrato, proprio in questa fase, di sostenere il settore, continuando a supportare concretamente gli investimenti delle imprese di costruzioni con una crescita media degli impieghi, nei primi 11 mesi del 2009 pari al +5%, con particolare attenzione per le aziende del Centro Italia (+9%) e quelle del Mezzogiorno (+6%). Gli impieghi della Categoria al settore, pari al 15% del credito totale erogato, rappresentano la dimostrazione evidente di una rilevante capacità di prossimità del Credito Popolare e una significativa attenzione agli aspetti non solo produttivi ma anche occupazionali del comparto. Particolarmente significativo è il dato del Centro Italia che risente in larga parte degli interventi straordinari progressivamente messi in campo nelle aree terremotate dell’Abruzzo. Read more »

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Banca ladrona!

Nel 1989 crolla il Muro di Berlino e per l’economia dell’Europa Occidentale si apre l’immenso mercato dell’Est. C’è da ricostruire, costruire ed investire nei paesi dell’Europa orientale che, a causa del regime comunista, sono rimasti molto indietro.

Le banche italiane, alla ricerca di denaro per gli investitori, si accorgono di avere un tesoro a disposizione. Nelle piccole banche popolari delle regioni del sud Italia, infatti, è conservato un patrimonio di risparmi notevole, frutto del lavoro e della cultura del sud che ha messo sempre “un po’” da parte.

Nell’ultimo ventennio, nel Mezzogiorno, si è assisitito alla conquista delle banche popolari legate al territorio da parte dei grandi istituti di credito del ‘continente’. Fatta incetta di capitali da investire nell’Europa dell’est, il costo del denaro nel Mezzogiorno è salito mediamente di un punto percentuale, gli imprenditori che, nel Sud, si rivolgono alle banche, anche prima della crisi finanziaria, hanno avuto difficoltà ad avere prestiti che potessero favorire lo sviluppo econmico del territorio. Unica eccezione le poche banche popolari rimaste “indipendenti” e legate, per loro vocazione al territorio, che hanno dato ossigeno alle imprese, favorendo l’occupazione.

Senza sviluppo e senza prospettive positive molti hanno deciso di emigrare, ed è sotto gli occhi di tutti il declino demografico dei piccoli centri che potrebbero essere completamente deserti nei prossimi 20 anni.

Liquidare il problema, additando tutte le responsabilità alle banche, sarebbe ingenuo, ma certamente tra le concause del mancato sviluppo del Mezzogiorno giocano un ruolo le banche, che non lasciano i risparmi nel territorio per favorire lo sviluppo.

Come rimediare per evitare che i piccoli centri scompaiano, che le famiglie ed i giovani continuino ad emigrare al Nord?

Una proposta pragmatica potrebbe essere la detassazione, per le banche, degli utili provenienti dagli investimenti nel territoio. La minore raccolta fiscale dello Stato sarebbe compensata dalle imposte sul nuovo circolo di denaro che lo sviluppo produce e l’economia del Mezzogiorno potrebbe avere un rilancio senza interventi assistenzialistici che servono solo a creare clientele.

Invece della Banca del Sud, lanciata dal Ministro Tremonti ma non ancora nata, questa proposta potrebbe favorire nuovi investimenti al sud che favoriscano l’occupazione.

Dott. Giovanni Nocera
Presidente Regionale liberal Sicilia

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