Cerebral response to speech in vegetative and minimally conscious states after traumatic brain injury.
Fernández-Espejo D, Junqué C, Vendrell P, Bernabeu M, Roig T, Bargalló N, Mercader JM.
Department of Psychiatry and Clinical Psychobiology, University of Barcelona, Barcelona, Spain.
Abstract
PRIMARY OBJECTIVE: To study cerebral response in a functional magnetic resonance imaging (fMRI) task of speech perception in a sample of patients in vegetative state (VS) and minimally conscious state (MCS) after traumatic brain injury.
METHODS: Three patients in VS, four patients in MCS and 19 healthy volunteers were enrolled for the study. All subjects underwent an fMRI task of passive listening of narratives played forward and backward, alternated with periods of silence. This study analysed cerebral response to language and to complex sound processing in the healthy subjects’ group and in each patient, using SPM5.
RESULTS: One patient in VS and one in MCS showed cerebral responses to language and to complex sound very similar to those shown by the healthy volunteers. Two more patients, one in VS and one in MCS, showed significant responses to complex sound only. Finally, one patient in VS and one patient in MCS failed to show significant activation in response to either stimulus.
CONCLUSIONS: Some patients in VS and MCS can preserve cerebral responses to language and auditory stimuli. fMRI may be useful to identify these responses, which may pass unnoticed in a bedside examination.
PMID: 18850346 [PubMed - indexed for MEDLINE]
viaCerebral response to speech in vegetative and mini… [Brain Inj. 2008] – PubMed result.
Il presidente dell’Aisla Mario Melazzini: «Questa società di benpensanti crede che la disabilità non sia conciliabile con una vita degna di essere vissuta. Se daranno voce solo a una parte saranno scorretti e antidemocratici»
viaMelazzini: «Saviano e Fazio ascoltino anche chi vuole vivere» | Tempi.

“Liberi per Vivere, Amare la vita fino alla fine”: è questo il titolo del Manifesto promosso dall’Associazione Scienza & Vita, dal Forum delle Associazioni familiari e da Retinopera e sottoscritto da altre 38 sigle rappresentative dell’intero laicato cattolico italiano. L’adesione convinta e consapevole delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane, ha reso possibile l’avvio di una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita. L’obiettivo di questa operazione culturale e valoriale è quello di contrastare il “pensiero unico” che sostiene la deriva eutanasica e promuovere invece una vera cultura della vita, arricchendo il dibattito alla luce della ragione e della scienza.
E’ dunque un grande momento unitario, di popolo, che si estrinseca attraverso l’organizzazione di migliaia di iniziative su tutto il territorio nazionale, al fine di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano – innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali – in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita.
L’importanza di questa azione, di taglio educativo e culturale, è connaturata alla necessità che sia resa disponibile per tutti una corretta informazione sulla promozione della vita e sulla dignità dell’uomo, coinvolgendo il maggior numero di persone in un’autentica e moderna missione popolare che intercetti tutte le comunità parrocchiali.
Saranno momenti di catechesi sulla vita, ovvero di profondo discernimento cristiano, ma anche incontri, eventi e confronti pubblici in cui, in nessun caso, potrà mancare il confronto e il dialogo con i non credenti che condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale.
Naturalmente, per coadiuvare la riflessione, sono stati predisposti materiali di supporto all’opera di divulgazione e tali strumenti sono liberamente scaricabili in questa sezione del sito.
Per ciò che riguarda i contenuti dei singoli sussidi (Manifesto valoriale, Dépliant-guida, Poster promozionale) si possono segnalare alcune peculiarità. Read more »
Oggi è nato ufficialmente il PDL. In questi due giorni Berlusconi e Fini hanno battezzato la nuova creatura politica.
Nella curiosità innescatami da questo passaggio politico ho deciso di collezionare i motivi per cui mi è impossibile votare PDL.
Oggi una dichiarazione di Gianfranco Fini, che essendo uno dei due soci di maggioranza ed aspirante successore del monarca del presidente Berlusconi, non può certo considerarsi una voce isolata o fuori dal coro – infatti gli ha dato sostegno Denis Verdini-. Il Presidente della Camera, commentando l’approvazione del testo sul testamento biologico al Senato, ha dichiarato che è una legge da stato etico.
Pur leggendo con piacere dichiarazioni come quelle di Gaetano Quagliariello “il vero Stato etico è quello in cui, con la scusa dell’assenza di una legge specifica, un tribunale si arroga il diritto di determinare la morte di una persona basandosi sul suo presunto stile di vita”, non posso essere rassicurato da un partito dove si dice una cosa, ma anche il contrario. Inoltre non ho dimenticato la posizione di Fini al referendum per l’abrogazione della legge sulla fecondazione assistita.
[con questo post comincia una Rubrica che spero sia periodica]
Signor Presidente,
la tragica fine che si prospetta per Eluana Englaro non lascia indifferente la coscienza civile dell’Italia.
Eluana è portata a morte senza che sia stata accertata in maniera incontrovertibile la sua volontà, né l’irreversibilità del suo stato vegetativo.
Eluana rischia dunque di morire sulla base di una volontà solo presunta, e sarebbe l’unica persona a subire una tale sorte, poiché nessuna delle leggi sul fine-vita in discussione in Parlamento permetterà più questo obbrobrio.
Signor Presidente, Le chiediamo fermamente di non permettere questa tragedia, che sarebbe un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all’identità stessa del nostro Paese, convinti come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico.
Le chiediamo un intervento perché – di concerto con il Governo – sia data una moratoria alla sospensione dell’alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il Parlamento – nelle cui fila si è già appalesata un’ampia maggioranza in sintonia con la maggioranza che vi è nel Paese – possa pronunciarsi su un’adeguata legge.
Siamo certi che Ella non rimarrà insensibile al nostro appello.
Primi firmatari:
Roberto Formigoni
Giancarlo Cesana
Francesco Cossiga
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Vittorio Feltri
Mario Giordano
Dino Boffo
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Giorgio Vittadini
Maurizio Gasparri
Fabrizio Cicchitto
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Rocco Buttiglione
Paola Binetti
Antonio Baldassarre
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Oggi dissento totalmente con il Presidente Napolitano che ha deciso di non controfirmare il decreto legge con il quale il Governo intendeva fermare l’esecuzione di Eluana.
Una Costituzione che riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona, primo fra tutti il diritto alla vita, indipendentemente dalle condizioni nelle quali si trova, non può essere piegata a vincoli procedurali, che riconosco essere importanti, ma che un uomo coraggioso avrebbe il dovere di superare, a costo di rimettere il mandato.
Caro Presidente, la Costituzione è già stata infanganta quando un tribunale ha permesso ad un cittadino ed alla sua squadra, di pianificare la morte di una cittadina disabile. Si trattava di ristabilire il dettato costituzionale di inviolabilità della vita umana. Un atto coraggioso, ma un atto d’urgenza di fronte alla imminente esecuzione.
No Presidente, prima della Costituzione c’è la persona. Capisco che la sua formazione la spinge a dissentire. Ma temo uno stato che sacrifica i cittadini. Lo temo perchè ho memoria deglio orrori che succedono quando il bene da difendere è lo Stato e non la vita delle persone.
No Presidente, non ci sono ragioni. Già altri ci hanno preceduto nel triste percorso della separazione della vita corporale dalla vita personale. No Presidente, a tanti sono stati negati i diritti umani fondamentali. No Presidente, non in mio nome una sentenza di morte. No, Presidente prima la vita, anche a costo della poltrona!
…per Eluana il politicamente corretto impone i complimenti alla magistratura milanese.
Forse la vita di un essere umano non vale più di quella di un cane.? La nostra società politicamente corretta impone questo. Tanti, molti, troppi sono disposti a mobilitarsi per un povero cane (giustamente), ma gli stessi non reputano moralmente obbligante la mobilitazione per evitare che la povera Eluana venga lasciata morire di fame e di sete.
Nessuna spina da staccare, nessun ventilatore da spegnere, nessuna macchina che si accanisce sul corpo inerme di Eluana. Soltanto fame e sete.
Giusta la provocazione di Carlo Panella: piuttosto uccidetela!
L’alternativa sono le pene atroci per la disidratazione.
Consegn virtualmente la mia bottiglia a sostegno non di un’idea vaga di difesa della vita, ma del concreto dovere di assitenza ad una persona che sola non può mangiare e bere.