Oggi Umberto Veronesi afferma che
«scienza e fede non possono andare insieme perché la fede presuppone di credere ciecamente in qualcosa di rivelato nel passato, una specie di legenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza il diritto di mettere in dubbio i misteri e dogmi che vanno accettati o, meglio, subiti».
Per alcune religioni potrebbe essere vero, non certo per il cristianesimo.
Infatti la concezione che il cristianesimo ha di Dio, del mondo, della natura, ha permesso alla cultura cristiana di indagare il mondo e tentarne di scoprire le leggi che lo regolano.
Fondamentalmente per due ragioni: perchè il Dio che si è rivelato in Gesù Cristo ebreo è un Dio che agisce secondo ragione, e quindi ha regolato il mondo in modo accessibile alla ragione umana.
In secondo luogo perchè la creazione, fatta per l’uomo, non è ostile, non viene oltraggiata se studiata e se ne vengono scoperte le regole, perchè la creazione non è una divinità, ma creatura del Creatore.
Non a caso la civiltà è fiorita in terre fecondate dal crisitanesimo, mentre cultura millenarie, senza la visione cristiana del mondo, sono rimaste indietro.
Un approfondimento di quanto scrivo lo trovate nell’ottimo libro di Rodney Stark “La vittoria della ragione”.
«La religione impedisce di ragionare» – Corriere della Sera.
Tags: civiltà, corriere della sera, corriere.it, cristianesimo, cultura, fede, la vittoria della ragione, Rodney Stark, scienza, scienza e fede, umberto veronesi
Approfondimenti | Giovanni Nocera |
4 febbraio 2010 23:32 |
Commenti disabilitati
Nel 2010, a dieci anni dall’ultima volta, ci sarà l’Ostensione della Sindone. Ho pensato di organizzare un pellegrinaggio per permettere a molti di vedere questo magnifico telo di lino ricco di mistero e storia. Giovanni Paolo II, nel 1998, ebbe a dire
Nella Sindone si riflette l’immagine della sofferenza umana. Essa ricorda all’uomo moderno, spesso distratto dal benessere e dalle conquiste tecnologiche, il dramma di tanti fratelli, e lo invita ad interrogarsi sul mistero del dolore per approfondirne le cause. L’impronta del corpo martoriato del Crocifisso, testimoniando la tremenda capacità dell’uomo di procurare dolore e morte ai suoi simili, si pone come l’icona della sofferenza dell’innocente di tutti i tempi: delle innumerevoli tragedie che hanno segnato la storia passata, e dei drammi che continuano a consumarsi nel mondo.
Il pellegrinaggio da Agrigento a Torino dovrebbe essere nei giorni intorno al 24 aprile, data già prenotata per entrare nella Cattedrale. Chi fosse interesato può utilizzare questo form per richiedere informazioni.
“Ritiriamo gli assessori” Via Beninati e Milone? « Il nuovo quotidiano online sulla Sicilia – Live Sicilia.
Quando si fa un inchiappo i nodi vengono al pettine prestissimo. Ed il Lombardo bis continua a far sentire forti scricchiolii, segnali non proprio tranquillizzanti, sopratutto nella situazione attuale, nella quale serve un governo con le idee chiare e la forza di portarle avanti.
Lombardo dimostra di non avere le idee chiare e di non avere la forza per realizzarle.
Discorso simile per il PDL siciliano. Quella parte che ha mostrato fedeltà a Lombardo dopo l’azzeramento della giunta e la consegna “della testa dell’UDC”, si è trovato escluso da quelle alleanze dove il peso dell’UDC è forte.
La faida interna al PDL sfiora il ridicolo quando, come successo a Porto Empedocle, vengono annunciate dimissioni dai vertici provinciali di partito, gli interessati in giunta smentiscono categoricamente, per poi dimettersi a macchia di leopardo.
A Palermo, in Consiglio Comunale si contano innumerevoli gruppi che fanno capo al PDL… Lo stesso PDL che richiedeva la semplificazione del quadro partitico fino a pretendere l’abbandono di simboli e valori che hanno fatto la storia della Repubblica Italiana.
Tags: ato, consiglio comunale, dc, empedocle, fede, governo, mostra, palermo, pd, pdl, Porto Empedocle, Sicilia, UDC, valori
Commenti, Politica regionale | Giovanni Nocera |
21 settembre 2009 18:06 |
Commenti disabilitati
Mi trovo in disaccordo con la conclusione dell’articolo di Franco Pullara, direttore di perlacittà.it, La Chiesa, l’unico partito di Agrigento, anche se ne condivido l’analisi. Partendo dalla constatazione che, sulle grandi questioni -per non dire problemi- che assediano la nostra città, i grandi partiti sono assenti dal territorio e organizzano solo grandi eventi in campagna elettorale, Franco sostiene che solamente la Chiesa, che ha messo in campo risorse umane notevoli, possa considerarsi un partito in città.
Due obiezioni. La Chiesa attende splendidamente alla sua missione, intervenendo anche su questioni sociali, senza dover fare o essere un partito. Fin dai tempi di Sturzo e dell’Opera dei Congressi, offre il proprio contributo alla società, fedele al Mandato affidatole. Nulla di nuovo, dunque, in questo lodevole intervento nel mondo.
Seconda obiezione: il segretario cittadino dell’UDC, Pietro Vitellaro, ha indetto una riunione per discutere della vicenda ospedale. Io che ho visto la gestazione dell’iniziativa so come, da un evento informale per un ristretto numero di persone, si sia trasformato in un incontro ufficiale al quale parteciperanno anche gli Onorevoli Ruvolo e Cascio, che non sono attualmente in campagna elettorale. L’UDC c’è, è sul territorio, è a fianco delle persone.
Nota finale. Non sempre è necessario scendere in piazza e protestare, soprattutto quando la protesta è pirandelliana: si protesta per continuare ad utilizzare una struttura a rischio crollo? [dei dubbi che nutro ho scritto precedentemente] Si dovrebbe alimentare la tensione, già a temperature notevoli anche a causa del caldo, per le strade della città? La gente non scende in piazza perchè non c’è nulla contro cui protestare. Se fossero vere le deduzioni della Procura che altro si dovrebbe fare se non chiudere l’Ospedale. Chi si assumerebbe la responsabità di tenerlo aperto se fossero confermate le perizie tecniche? I lavori di consolidamento richiederebbero del tempo, ma la struttura non potrebbe essere utilizzata, fermo restando le premesse. E certamente una nuova struttura non si cosruisce in 30 giorni. E, dovendo aggiungere una nota polemica, non tutti possono permettersi il lusso di lasciare il lavoro e scendere in piazza.
A tutti quelli che scendono in piazza, mi pare i soliti noti che protestano per qualunque cosa senza mai proporre nulla di concreto, chiederei di pianificare una seria iniziativa di formazione delle coscienze. Senza questo passaggio i cittadini voteranno sempre come gli viene comandato e non cambierà mai nulla.
E’ facile protestare e contestare, difficilissimo costruire senza rischiare di mettere sabbia nelle fondamenta…
Tags: Agrigento, ato, azienda, azienda ospedaliera san giovanni di dio, Campagna elettorale, cascio, dc, eventi, fede, franco pulla, franco pullara, MPA, ospedale san giovanni, ospedale san giovanni di dio, peppe, Peppe Ruvolo, pietro vitellaro, Salvatore Cascio, società, UDC, usa, vitellaro
Approfondimenti, Politica agrigentina, Vita di partito | Giovanni Nocera |
4 agosto 2009 11:36 |
Commenti disabilitati
Lo stesso pensiero di un necessario rinnovamento del nostro essere persona umana, Paolo lo ha illustrato ulteriormente in due brani della Lettera agli Efesini, sui quali pertanto vogliamo ancora riflettere brevemente. Nel quarto capitolo della Lettera l’Apostolo ci dice che con Cristo dobbiamo raggiungere l’età adulta, un’umanità matura. Non possiamo più rimanere “fanciulli in balia delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina…” (4, 14). Paolo desidera che i cristiani abbiano una fede matura, una “fede adulta”. La parola “fede adulta” negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede “fai da te”, quindi. E lo si presenta come “coraggio” di esprimersi contro il Magistero della Chiesa. In realtà, tuttavia , non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso. Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo “schema” del mondo contemporaneo. È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una “fede adulta”. Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo. Così fa parte della fede adulta, ad esempio, impegnarsi per l’inviolabilità della vita umana fin dal primo momento, opponendosi con ciò radicalmente al principio della violenza, proprio anche nella difesa delle creature umane più inermi. Fa parte della fede adulta riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del Creatore, ristabilito nuovamente da Cristo. La fede adulta non si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente. Essa s’oppone ai venti della moda. Sa che questi venti non sono il soffio dello Spirito Santo; sa che lo Spirito di Dio s’esprime e si manifesta nella comunione con Gesù Cristo. Tuttavia, anche qui Paolo non si ferma alla negazione, ma ci conduce al grande “sì”. Descrive la fede matura, veramente adulta in maniera positiva con l’espressione: “agire secondo verità nella carità” (cfr Ef 4, 15). Il nuovo modo di pensare, donatoci dalla fede, si volge prima di tutto verso la verità. Il potere del male è la menzogna. Il potere della fede, il potere di Dio è la verità. La verità sul mondo e su noi stessi si rende visibile quando guardiamo a Dio. E Dio si rende visibile a noi nel volto di Gesù Cristo. Guardando a Cristo riconosciamo un’ulteriore cosa: verità e carità sono inseparabili. In Dio, ambedue sono inscindibilmente una cosa sola: è proprio questa l’essenza di Dio. Per questo, per i cri stiani verità e carità vanno insieme. La carità è la prova della verità. Sempre di nuovo dovremo essere misurati secondo questo criterio, che la verità diventi carità e la carità ci renda veritieri.
Omelia pronunciata da Benedetto XVI nel presiedere questa domenica sera, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la celebrazione dei Primi Vespri della Solennità dei Santi Pietro e Paolo per la chiusura dell’Anno Paolino.

Chat with Giovanni Nocera
Giovanni Nocera – Agrigento, 1981
Primo di nove figli ho imparato, crescendo, il valore della famiglia. Ho maturato una convinta fede cattolica partecipando a diverse esperienze ecclesiali. Impegnato in molteplici attività mi occupo, in particolare, della difesa della vita.
Studi
- Licenza in Bioetica – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma – 2007
- Master in Bioetica – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma – 2007
- Laurea in Ingegneria Biomedica – Università Campus Bio-medico, Roma – 2004
- Maturità Classica – Liceo Ginnasio Statale Empedocle, Agrigento – 2000
Attività
- Coordinatore Regionale Liberal Sicilia
- Candidato al Consiglio Provinciale di Agrigento nelle liste UDC ho raccolto 1278 preferenze, ottenendo il secondo miglior risultato della lista e risultando il primo dei non eletti. 2008
- Eletto nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Autonoma Donatori Sangue di Agrigento (ADAS ), svolgo la funzione di Segretario. 2008-oggi
- Presidente Associazione culturale Centro del Mediterraneo, Agrigento, 2003-oggi
- Vice Presidente Associazione Bioeticisti Italiani, 2007-oggi
- Biostatistico e Vice Presidente Comitato Etico per la sperimentazione clinica dei farmaci, AUSL n. 1 Agrigento, 2007-oggi
- Componente Comitato scientifico per le edizioni del Convegno Internazionale sulle cellule staminali, Agrigento e Favara, 2006-oggi
- Collaborazioni con settimanali (L’Amico del Popolo) e quotidiani (L’Unico)
- Promotore Comitato pro rigassificatore Agrigento, 2007-oggi
- Animatore oratorio, Parrocchia BVM di Fatima – Agrigento, 1995-2000
- Promotore di viaggi per le Giornate Mondiali della Gioventù (1997/2000/2002/2005) e di numerosi altri incontri per giovani cattolici
- Progettazione e realizzazione del primo motore di ricerca per la bioetica
Tags: 2008, ADAS, Agrigento, asi, ato, Bioetica, consiglio provinciale, cultura, dc, difesa, difesa della vita, elezioni, empedocle, etica, famiglia, fede, gas, MPA, pd, rigassificatore, sangue, UDC
| Giovanni Nocera |
6 marzo 2008 12:34 |
Commenti disabilitati