L’Amministrazione Municipale di Agrigento consegna una scuola che il preside, nonchè Presidente della Provincia, definisce da Terzo Mondo, e nello stesso tempo il Sindaco si compiace delle nuove nomine dell’Assessorato ai Beni culturali, auspicando di poter finalmente lavorare in sinergia con il braccio operativo territoriale che tutela i beni culturali.
Alla luce dei fatti odierni due considerazioni:
Nel caso della scuola Tortorelle ha fatto tutto l’Amministrazione Municipale ed il risultato è disastroso, come già culturalmente disastrose furono altre sperimentazioni culturali dell’Amministrazione municipale;
per fortuna della Città di Agrigento il sindaco ha avuto un responsabile dei beni culturali preparato e attento, altrimenti lo scempio della scuola Tortorelle sarebbe replicato in tutto il territorio comunale.
Marco la vera svolta è scegliere consiglieri saggi, non commessi viaggiatori per Palermo!
ps. magari l’affetto mi ha spinto a scrivere, ma l’analisi è oggettiva, senza influenza di sorta, anche perchè molti comuni della provincia hanno inaugurto mostre, musei, restauri, collaborando con la stessa Sovrintendenza…
[La settimana scorsa alcune associazioni contrarie al rigassificatore hanno chiesto, dalla prima pagina del settimanale Grandangolo, il trasferimento della Soprintendente ai BB. CC. di Agrigento per presunta incompatibilità ambientale. Oggi è stata pubblicata la mia nota di replica.]
La sig.ra Caterina Busetta, presentandosi come portavoce delle associazioni contrarie al rigassificatore, chiede la rimozione del Soprintendente di Agrigento, da lei evidentemente ritenuto il promotore e fautore dell’iniziativa e non una delle istituzioni preposte a rilasciare parere a condizione che i progetti presentati da altri enti ed accolti dalle amministrazioni rientrino nei termini delle leggi che le soprintendenze sono solo chiamate ad applicare. E’ quantomeno riduttivo, se non persecutorio e personalistico, impostare la legittima battaglia contro una scelta che è esclusivamente politica e strategica a livello regionale e nazionale come un contrasto individuale che svuota il dibattito dei suoi elementi di riflessione e lo riduce appunto alla purtroppo solita contesa tutta agrigentina – abusivismo docet – del presunto “popolo” contro la Soprintendenza. Il Soprintendente di Agrigento non è stato chiamato a pronunciarsi sulla scelta strategica del rigassificatore, non ha preso parte ai tavoli in cui è stato individuato il sito e si è discusso delle opportunità dei rigassificatori. Read more »