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I finiani in Sicilia metteranno a rishio Lombardo

La pattuglia di finiani in Sicilia ha già da qualche tempo preso la strada del pdl autonomo. Insieme al gruppo di parlamentari regionali vicini a Miccichè i finiani hanno fondato il Pdl Sicilia, ribelle rispetto al Pdl lealista, per ora all’opposizione, per sostenere il governo Lombardo.

Il Pdl “ufficiale” non ha mai smesso di invitare la pattuglia di Miccichè a rientrare nei ranghi del partito. Offerte sempre considerate possibili, anche in vista di una sostituzione di Lombardo, ma mai messe in pratica, nella prospettiva, però, c’era sempre la riunificazione del Pdl.

Ieri si è consumato lo strappo tra Berlusconi e Fini. I finiani stanno organizzando gruppi autonomi alla Camera e al Senato. E in Sicilia?

Il gruppo di ex An all’ARS ha aderito compatto al progetto di Miccichè, numerosi sono infatti i finiani che sostengono Lombardo e che sono al governo della Regione. Ma adesso che la rottura è consumata, su chi potrà contare Lombardo?

A livello nazionale, senza i finiani, la maggioranza potrebbe essere a rischio in entrambe le camere, a meno di eclatanti acquisti. A livello regionale Berlusconi potrebbe richiamare all’ordine Miccichè, visto che ha dichiarato insostenibile l’esistenza di un partito dentro il partito, in Sicilia del Pdl Sicilia nel Pdl. I finiani siciliani si troverebbero quindi a dover rientrare nel Pdl lealista, quindi abbandonare Fini, o continuare l’esperienza dei gruppi autonomi senza Miccichè. Tutto questo avrà certamente ripercussioni sul governo regionale, già con una vita fin troppo movimentata.

Per Lombardo si presenta un agosto burrascoso.

Partito del Sud – 2

Ho già avuto modo di segnalare un paio di ragioni per cui il progetto del Partito del Sud di Lombardo-Miccichè.

Oggi vorrei approfondire un ragionamento sulla proposta e il consenso, prendendo ad esempio la Lega Nord.

Il successo della Lega Nord è da manuale:

  1. proposta politica di pochi e chiari motivi di rivendicazione;
  2. aggregazione di persone sulle ragioni del punto 1;
  3. ricerca del consenso sul territorio;
  4. fondazione del partito e scalata ai vertici delle amministrazioni per risolvere problemi che altri non sono riusciti ad affrontare efficacemente.

Per il Partito del Sud mi pare si stia lavorando al contrario.

Chi è già in posizioni notevoli, il Presidente della Regione Siciliana ed un Sottosegretario che distribuisce montagne di soldi, immaginano e discutono di un nuovo partito territoriale. La gente non capisce, perchè non si sono presentati degli obbiettivi chiari, ed è strano che chi governa faccia ricadere su altri le responsabilità della propria incapacità di risolvere i problemi.

Fondato il partito si andrà alla ricerca del consenso, nelle ultime dichiarazioni di Miccichè già si prospettava il “come” arrivare alle prossime elezioni politiche.

Insomma un percorso contrario rispetto all’esperienza “da manuale” della Lega, a cui la denominazione si richiama, ma che è totalmente differente nella genesi.

A me sembra che Lombardo stia cercando di cambiar pelle per trovare sostegno e consenso in caso di elezioni. Miccichè tenta di fare le scarpe a Lombardo, anche perchè da sempre ambisce alla Presidenza della Regione Siciliana, ma il posto è uno e per ora è occupato da Lombardo…

Partito del Sud

Nel dicembre 2008, vedendo l’andazzo del governo Lombardo, e la poca capacità di difendere l’Autonomia siciliana dagli assalti di Tremonti e dei leghisti in finanziaria, lanciai, nel corso di un incontro UDC ad Agrigento, una provocazione: “se il governo non comincia a guardare al Sud come risorsa, sono deciso a fondare il partito del sud”. Ci fu in sala qualche sorrisino, del tipo: “ma questo che cavolo dice?” e continuò il dibattito.

Dopo qualche mese, prima Lombardo, poi Miccichè hanno cominciato a parlare di Partito del Sud, fino alle dichiarazioni di oggi, con Miccichè disposto a lasciare il Pdl per fondare con Lombardo un movimento radicato nel Mezzogiorno.

A distanza di tempo, ancora rifletto su quella mia proposta, e mi spiace che nessun cronista l’abbia fissata sulla carta. Ho capito anche la causa di qualche sorriso sarcastico, ma sono anche convinto che l’intuizione fosse giusta, con un limite: per difendere il Mezzogiorno, e la Sicilia, serve un partito a respiro nazionale che conosca le ragioni del Mezzogiorno e sappia mediare con le ragioni del Nord, e per difendere in particolare le ragioni della Sicilia è necesario un Presidente della Regione forte, che possa avere influenza anche sulle scelte del governo, con un alto valore politico che possa influenzare il Parlamento, non solo per sedere in Consiglio dei Ministri quando si trattano questioni che riguardano la Regione Siciliana.

Al Partito del Sud di Lombardo e Miccichè credo che mancheranno questi due fattori, che sono i medesimi fattori che rendono la Lega Nord influente sulle politiche del governo (tre ministri e svariati sottosegretari con un peso notevole in parlamento). E, immagino, non saranno certamente i buoni propositi di Lumia “a spezzare i vecchi schemi della politica nel suo ruolo di intermediatore burocratico clientelare e a dare vita a una nuova classe dirigente che sappia costruire legalità e sviluppo”.

Mentre si fa tanto rumore nelle stanze della politica, la Sicilia arranca e le persone non vedono sviluppo. Se pensano di fare bene, spero almeno che faccian presto, perchè Tremonti, a parole, si scopre meridionalista per un giorno, salvo poi essere sempre difeso dalla Lega in ogni circostanza.

[commenti, riflessioni e critiche sono ben accetti]

PdL in frantumi: nuovo gruppo all’ARS

Notizia giotta, tutta siciliana,  prevede la formazione di un nuovo gruppo parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana, composto dagli amici di Gianfranco Miccichè, con ex AN e altri. Alfano ha tentato di far sbollire la situazione, ma è chiaro che il PdL in Sicilia, come immaginato da Berlusconi, sia ormai al tramonto.

Varato il Lombardo-bis

Vigilia delle elezioni al cardiopalma in Sicilia. Il Presidente Lombardo ha azzerato la Giunta regionale e, defenestrando l’UDC, ha varato la nuova Giunta con l’apporto di una parte del PDL, quella di Miccichè, scissionista rispetto alla linea nazionale. I Coordinatori del PDL hanno sospeso dal partito, in via cautelativa, i tre assessori che hanno accettato la delega.

Questa la cronaca in poche righe. Passiamo alle considerazioni politiche.

Credo che, in vista delle prossime elezioni, ma soprattutto avendo imparato dalle ultime vicende, gli elettori dovrebbero diffidare dal MPA e dal PDL.

Il Movimento di Lombardo ha infatti tradito le indicazioni degli elettori che lo hanno eletto Presidente della Regione Siciliana, forte di un’alleanza chiara e con obiettivi precisi stabiliti in un programma. Lombardo non ha esitato a disattendere le indicazioni degli elettori per ragionamenti, che potrebbero essere validi, ma per i quali vale il principio “il fine non giustifica i mezzi”. Lombardo ha dimostrato di essere capace di tutelare i suoi interessi e di riuscire a far crescere il suo partito. Ancora non ha dismostrato di saper fare gli interessi dei siciliani. Ma soprattutto di saperlo fare per come vogliono i siciliani. In linea teorica potrebbe affermare, coerentemente con le sue ultime scelte, che il bene dei siciliani sia diverso dal programma che è stato presentato e per cui è stato votato. Sarebbe quindi lecito proseguire o bisognerebbe chiedere ai siciliani?

Il PDL di Berlusconi non è un monolite. Le considerazioni degli esponenti siciliani, la probabile fame di potere, sono state più forti, per ora, dell’influenza di Berlusconi. Votare PDL in Sicilia, nonostante si possa indicare la preferenza per Berlusconi, significa decidere le sorti delle diverse anime del partito che si stanno confrontando in questi giorni. Tra queste anime ce ne è una che, disponibile a governare con Lombardo, non si cura di rispettare le indicazioni dell’elettorato, tradendo il mandato dello scorso aprile.

La mossa di Lombardo certamente gli ha fruttato molta visibilità sui media. In pochi giorni è stato presente ad Omnibus, Ballarò, Porta a Porta, quotidiani locali e nazionali gli hanno dedicato ampio spazio. Con questa mossa, però, Lombardo ha dimostrato di che pasta è fatto. Sta utilizzando il governo della Regione Siciliana come uno strumento di propaganda elettorale. Questa evidenza si può celare con la difesa dell’autonomismo (ma non riesce ad ottenere i fondi FAS dal governo centrale), con la lotta contro le clientele (ed ha mominato i dirigenti del MPA nei vari enti regionali). I cittadini però sono più svegli.

Chi ha la Sicilia nel cuore è un altro!!! I cittadini lo sanno bene.

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