Al punto che, se solo avesse un po’ più senso dell’umorismo, Berlusconi potrebbe prendere sul serio i propositi di Di Pietro, appoggiare la richiesta di impeachment, liquidare Napolitano e fare eleggere dal Parlamento un nuovo presidente della Repubblica (indovinate chi avrebbe le maggiori chances di vittoria).
via A Conservative Mind: Il migliore alleato di Berlusconi.
Signor Presidente,
la tragica fine che si prospetta per Eluana Englaro non lascia indifferente la coscienza civile dell’Italia.
Eluana è portata a morte senza che sia stata accertata in maniera incontrovertibile la sua volontà, né l’irreversibilità del suo stato vegetativo.
Eluana rischia dunque di morire sulla base di una volontà solo presunta, e sarebbe l’unica persona a subire una tale sorte, poiché nessuna delle leggi sul fine-vita in discussione in Parlamento permetterà più questo obbrobrio.
Signor Presidente, Le chiediamo fermamente di non permettere questa tragedia, che sarebbe un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all’identità stessa del nostro Paese, convinti come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico.
Le chiediamo un intervento perché – di concerto con il Governo – sia data una moratoria alla sospensione dell’alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il Parlamento – nelle cui fila si è già appalesata un’ampia maggioranza in sintonia con la maggioranza che vi è nel Paese – possa pronunciarsi su un’adeguata legge.
Siamo certi che Ella non rimarrà insensibile al nostro appello.
Primi firmatari:
Roberto Formigoni
Giancarlo Cesana
Francesco Cossiga
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Vittorio Feltri
Mario Giordano
Dino Boffo
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Giorgio Vittadini
Maurizio Gasparri
Fabrizio Cicchitto
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Rocco Buttiglione
Paola Binetti
Antonio Baldassarre
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Oggi dissento totalmente con il Presidente Napolitano che ha deciso di non controfirmare il decreto legge con il quale il Governo intendeva fermare l’esecuzione di Eluana.
Una Costituzione che riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona, primo fra tutti il diritto alla vita, indipendentemente dalle condizioni nelle quali si trova, non può essere piegata a vincoli procedurali, che riconosco essere importanti, ma che un uomo coraggioso avrebbe il dovere di superare, a costo di rimettere il mandato.
Caro Presidente, la Costituzione è già stata infanganta quando un tribunale ha permesso ad un cittadino ed alla sua squadra, di pianificare la morte di una cittadina disabile. Si trattava di ristabilire il dettato costituzionale di inviolabilità della vita umana. Un atto coraggioso, ma un atto d’urgenza di fronte alla imminente esecuzione.
No Presidente, prima della Costituzione c’è la persona. Capisco che la sua formazione la spinge a dissentire. Ma temo uno stato che sacrifica i cittadini. Lo temo perchè ho memoria deglio orrori che succedono quando il bene da difendere è lo Stato e non la vita delle persone.
No Presidente, non ci sono ragioni. Già altri ci hanno preceduto nel triste percorso della separazione della vita corporale dalla vita personale. No Presidente, a tanti sono stati negati i diritti umani fondamentali. No Presidente, non in mio nome una sentenza di morte. No, Presidente prima la vita, anche a costo della poltrona!
[testo del mio intervento al dibattito sul rigassificatore]
Condensare in pochi minuti le ragioni di un dibattito che si protrae da mesi è impresa assai ardua. Mi limiterò, dunque, ad alcune riflessioni che possano spiegare le mie ragioni e confutare alcune delle argomentazioni dei contrari all’impianto di rigassificazione previsto a Porto Empedocle.
Del gas metano l’Italia ha bisogno. Il 60% dell’energia elettrica del nostro Paese viene prodotta dal gas naturale. E’ indispensabile investire sulle rinnovabili, ma è una illusione pensare che l’approvvigionamento energetico di una potenza industriale possa essere demandato esclusivamente alle fonti rinnovabili. Nell’impossibilità di produrre energia da altre fonti, la necessità di reperire ingenti quantità di combustibile è ineludibile. Read more »
In ritardo di due giorni vi racconto le mie impressioni nel partecipare alle celebrazioni cittadine per la Festa della Repubblica. [link]
Negli ultimi anni ho trascorso questo giorno a Roma. Nel pomeriggio del 1 giugno, al Quirinale, la cerimonia del cambio della guardia con i Corazzieri a cavallo. Nella mattina del 2 la grande parata militare, voluta dal Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, che è certamente un evento per la Capitale. Migliaia di uomini e donne, militari e civili, professionisti e volontari, che rappresentano la Repubblica, la nostra comune volontà di vivere insieme per un progetto unitario di sviluppo. Non ho mai percepito la parata come un’espressione di forza.
Quest’anno, invece, ho partecipato alle celebrazioni ad Agrigento. Naturalmente non ho trovato la grandezza della parata nella Capitale, ma un clima molto familiare, nonostante l’ufficialità della cerimonia. Ho immaginato quello stesso evento celebrato in moltissimi comuni d’Italia. Una manifestazione che, lungi dall’essere soltanto un pro forma, unisce i cittadini nel ricordo e nella celebrazione di valori ed ideali che sono alla base della convivenza sociale.
Ricco di spunti di riflessione il Messaggio del Presidente Napolitano in occasione del 2 giugno, Festa Nazionale della Repubblica.