Marchionne e la FIAT di Termini Imerese
Marchionne continua deciso nella sua strada di chiudere lo stabilimento FIAT di Termini Imerese e provocatoriamente ricorda che la FIAT è un’azienda e non il governo, condendo il tutto con giuste regole di mercato: “lo stabilimento non è in gradi di competere”. Regola economica impeccabile, ma che dovrebbe valere nel complesso della ristrutturazione FIAT.
La FIAT nel corso dei decenni ha preso milioni di euro dalle casse dello Stato in base ad una politica che tendeva a salvaguardare i posti di lavoro come priorità.
Se oggi Marchionne si ricorda delle regole di mercato dovrebbe non chiedere più incentivi allo Stato. Non so se il gioco valga la candela.
Ferma restando la necessità di salvaguardare i posti di lavoro a Termini Imerese spero che non si alteri artificiosamente l’economia con iniezioni di capitale pubblico. Non tanto per non spendere denaro pubblico, una delle poche volte nelle quali sarebbe ben speso, ma perchè l’intervento dello Stato in economia dopa il mercato e produce squilibri che alla fine sono peggiori della soluzione che si pensa di aver trovato, spostando nel futuro problemi che vanno necessariamente risolti il prima possibile.




