Posts tagged: libertà

Agrigento: all’Empedocle sì al Crocifisso in aula

di Erica Marturana

La presenza del crocifisso nelle aule scolastiche è ormai un problema che si dibatte da parecchi anni nel nostro Paese ed è tornato a farsi largo nella cronaca degli ultimi giorni a causa del responso della Corte di Strasburgo che afferma “No al crocifisso in classe!”. Il ricorso che ha provocato ciò era stato presentato alcuni anni addietro da Solie Lautsi, una donna finlandese che vedeva nella presenza del crocifisso nelle aule un turbamento o un’influenza negativa sulla scelta religiosa dei propri figli. E la corte di Strasburgo le ha dato ragione affermando che l’esposizione del crocifisso “è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”. Tale sentenza ha provocato molte discussioni tra le autorità religiose e non, tra i cittadini e, anche e soprattutto, tra chi vive ogni giorno nelle aule scolastiche a stretto contatto con il crocifisso: docenti e alunni. Come sempre c’è chi la pensa in modo affine con la Corte di Strasburgo e chi, invece, la pensa in maniera totalmente opposta e cerca di far sentire, in qualche modo, la propria voce. È quello che hanno fatto alcune studentesse del liceo classico “Empedocle” di Agrigento il 7 Novembre andando a comprare un crocifisso da appendere nella loro aula che ne era stata da sempre sprovvista. Le ragazze hanno affermato di voler fare un tale gesto già da parecchio tempo, ma che per dimenticanza avevano rimandato di giorno in giorno finché i mass-media non hanno ricominciato a parlare di questa presenza in classe come di un’intrusione non gradita. Le suddette, tra le quali vi era anche una non praticante, si sono recate, al termine delle lezioni scolastiche, in un negozio per acquistare un crocifisso e, dopo averlo fatto benedire da un sacerdote, sono ritornate in classe ad appenderlo. Tale azione è il simbolo di una protesta, è una voce che cerca di emergere tra la mischia e far sentire la propria opinione contraria non solo alla Corte di Strasburgo, ma anche a tutti coloro che vedono nel crocifisso solo un simbolo religioso e non il simbolo di una cultura ormai radicata in tutti gli Italiani.

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I candidati nella circoscrizione Sicilia e Sardegna

Oggi sono state depositate le liste per le elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009. Si seguito i candidati in lista nella circoscrizione Sicilia e Sardegna. Read more »

L’intolleranza nelle Istituzioni europee e l’autentico bene comune

Riprendiamo il cammino di “avvicinamento” alle elezioni europee con un articolo pubbicato sul notiziario Zenit.org

L’intolleranza nelle Istituzioni europee e l’autentico bene comune

di Giorgio Salina*

BRUXELLES, venerdì, 27 marzo 2009 (ZENIT.org) – Nelle settimane precedenti, in questa stessa rubrica abbiamo dato conto dei gravi episodi d’intolleranza che i cosiddetti tolleranti  riservano alla Chiesa, al Santo Padre e, in sintesi, alla visione dell’uomo e della società della tradizione cattolica, consegnataci dalla Dottrina sociale.

Gli episodi di intolleranza hanno avuto una nuova conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno,  dalle inconsulte e “stizzite reazioni alle parole del Papa dei Governi di Francia, Germania, Belgio, Spagna, della Commissione Europea, di dirigenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e del Fondo Monetario Internazionale”, come ha scritto Sandro Magister. Read more »

La dittatura del relativismo

Ho letto, anzi studiato, l’ottimo volume di Roberto de MatteiLa dittatura del relativismo“.

Vi ho trovato approfondimento per molte tematiche che mi appassionano: libertà e liberismo, laicità e laicismo, le ideologie dominanti nelle istituzioni internazionali. Ricco di esempi e con una buona bibliografia.

Lo consiglio a quanti si trovano a dover discutere di questi argomenti – spero di non essere il solo – come approfondimento. Il libro non è pesante, nonostante argomenti bene, si legge agevolmente e tocca nervi scoperti del politicamente corretto.

Il mio giudizio sul volume prescinde dal fatto che mi sia stato inviato in omaggio dalla casa editrice Solfanelli, che ringrazio.

Altre recensioni sono disponibili qui.

Sturzo al centro

Sto leggendo un breve opuscolo di Giovanni Palladino, edito dal Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, dal titolo “Il buon governo esige buona cultura”.

Sono rimasto impressionato dalla chiara linea sturziana scolpita nella prima pagina:

Ho avuto sempre fiducia (e quindi speranza) nell’avvenire; un avvenire prossimo o remoto, che si realizzi me vivente o quando le mie ossa riposeranno in un cimitero, non importa; perchè ho sentito la vita politica come un dovere e il dovere dice speranza. Io credo nella provvidenza divina. Sono certo che la mia voce, anche se spenta, rimarrà ammonitrice per la moralità e per la libertà nella vita politica: una voce contro lo statalismo, contro la demagogia, contro il marxismo. Spero che i cattolici riprendano coraggio, senza bisogno di mutuare dai socialisti idee sociali ed etiche delle quali questi ultimi ignorano il valore, senza bisogno di cercare a sinistra alleati infidi nè a destra collaboratori malevoli; ma curando di essere se stessi, affrontando le difficoltà che la vita stessa impone e soprattutto correggendo certi errori del recente passato che ne hanno alterato la linea.

Se Sturzo è stato profetico in altre circostanze, credo sia utile cominciare a riscoprire il suo pensiero per capire chi siamo e come dobbiamo agire nella vita politica dell’oggi e del domani.

Blog di Giorgio Israel: Perché non possiamo dirci antifascisti se non ci diciamo anche anticomunisti

Molti di coloro che combatterono sul fronte antifascista non erano affatto limpidi in merito e avevano un progetto che con la democrazia liberale aveva poco a che fare. Perciò, la chiarezza che è stata richiesta ad Alemanno va pretesa anche da chi si è stracciato le vesti di fronte alla sua affermazione e, pur proclamando di essersi distaccato in modo definitivo dal proprio passato comunista, continua a rifiutarsi di condannare il carattere liberticida del comunismo e a cavillare sul fatto che i comunisti sarebbero stati sempre sul fronte della democrazia in quanto antifascisti. Questo è inaccettabile.

Blog di Giorgio Israel: Perché non possiamo dirci antifascisti se non ci diciamo anche anticomunisti

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