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Liberi e forti: la concezione etica di sviluppo

Si svolgerà domani 24 novembre con inizio alle ore 10,00 presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore Statale “Vincenzo Linares” di Licata un importante evento in ricordo del 50° anniversario dalla morte del sacerdote calatino don Luigi Sturzo, avvenuta l’8 agosto 1959. L’evento è organizzato dal Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo – Sede della Provincia di Agrigento con il Patrocinio della Provincia Regionale di Agrigento.

All’incontro dal titolo “Liberi e forti: la concezione etica di sviluppo – Spiritualità, economia, società e politica per don Luigi Sturzo” al quale parteciperanno tutte le classi terminali del “Linares”,  relazioneranno:

Don Baldo Reina, Vicario per il Coordinamento pastorale dell’Arcidiocesi di Agrigento

Dott. Giovanni Nocera, Bioeticista, Presidente dell’Associazione Culturale Centro del Mediterraneo

Avv. Giuseppe Fragapani, Presidente Provinciale dell’Accademia Nazionale della Politica.

Gli indirizzi di saluto saranno affidati al Prof. Santino Lo Presti Preside dell’ Istituto di Istruzione Superiore Statale “Vincenzo Linares” e il Prof. Gaetano Cani Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia Regionale di Agrigento.

L’evento è organizzato in partnership con l’Associazione Culturale Centro del Mediterraneo, con l’Associazione Culturale “Poleis” e con il quotidiano perlacitta.it

Donare il sangue è indispensabile

La notizia che sarà possibile produrre sangue umano da cellule staminali ha suscitato entusiami nel mondo scientifico. Bisogna però evidenziare che tale possibilità è lontana dall’essere applicata nella pratica clinica in breve periodo. Senza considerare i costi legati alla produzione industriale che renderebbero l’utilizzo di sangue artificiale difficilmente applicabile su vasta scala.

La donazione volontaria e gratuita del sangue resta pertanto l’unica forma di approvigionamento per questo componente insostituibile artificialmente. Nell’apprendere la notizia dei progressi della ricerca è indispensabile invitare a donare il sangue come gesto eroico e solidale che può salvare la vita delle persone. Le associazioni di donatori volontari colgono dunque l’occasione per rinnovare l’invito alla donazione volontaria e periodica del sangue.

Possono donare tutte le persone tra i 18 ed i 65 anni in buona salute. Ad ogni donatore saranno effettuatate gratuitamente le analisi del sangue. E’ possibile donare presso i centri trasfusionali degli ospedali, presso le sedi ed autoemoteche delle associazioni di donatori.

Dott. Giovanni Nocera
ADAS – Agrigento

Per maggior informazioni è disponibile in sito http://www.adas-agrigento.it

Per Eluana l’esecuzione sia pubblica, con testimoni e filmata

Mi associo e condivido quanto scrive Scienza & Vita alla notizia della decisione della Corte di Cassazione sul caso di Eluana Englaro.

“Consapevoli che la sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione in riferimento al caso di Eluana Englaro non possa non essere rispettata e applicata, ci permettiamo però, da liberi cittadini di uno Stato libero, di dissentire. E chiediamo che alla lunga fine di Eluana, proprio perché si tratta di una vera e propria condanna a morte in età repubblicana, non solo assistano alcuni testimoni, ma possa essere registrata in video e messa a disposizione di quanti ne facciano richiesta. Come accade nei Paesi che prevedono la pena di morte per i propri cittadini. Così i nostri figli e i nostri nipoti potranno scoprire come un cittadino italiano possa essere condannato da un giudice di uno Stato civile e democratico a morire di fame e di sete”. Questa la reazione dell’Associazione Scienza & Vita alla sentenza che “condanna a morte Eluana”.
“La decisione della Suprema Corte – osserva l’Associazione – di fatto autorizza la sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione che restano secondo noi, e anche per una larghissima parte dell’opinione pubblica italiana, semplici sostegni vitali e non terapie”.
“Da questa scelta consegue – rimarca Scienza & Vita – un’interpretazione riduttiva della vita, quale non degna di essere vissuta. E soprattutto l’idea che la vita umana sia disponibile. Ovvero, che ciascuno di noi possa esercitare addirittura un diritto di morire con il corrispettivo dovere di uccidere (perché qualcuno deve pure eseguire la sentenza). Diritto di morire che non è contemplato nella Costituzione e che sfida il criterio umanistico del favor vitae a cui essa si ispira”.

Perchè difendo il rigassificatore

Leggo la lettera pubblicata ieri da Gaetano Gaziano in cui rimprovera gli intellettuali siciliani per non avere fatto sentire la propria voce contro il progetto di un nuovo rigassificatore che Enel intende realizzare a Porto Empedocle. Sono laureato in ingegneria biomedica, vivo ad Agrigento, ho a cuore la tutela della Valle dei Templi e vorrei far sentire la mia voce. Posso considerarmi un “intellettuale”? O solo chi coltiva materie umanistiche ha diritto di parlare del bello e del giusto e vantare il monopolio dell’impegno civile? Il conflitto tra le due culture, quella umanistica e quella scientifica, dovrebbe essere ormai da tempo superato. Per giudicare a esempio se il futuro impianto di rigassificazione di Porto Empedocle si vedrà oppure no dalla Valle di Templi e dalla Casa di Pirandello forse qualche nozione di ottica e di topografia sarebbe utile. Per stabilire se offenderà il paesaggio o contribuirà invece a migliorarlo credo sarebbero utili anche nozioni di urbanistica, architettura, fisica, ingegneria. Così come per discutere seriamente se sarà sicuro o no, se interferirà o meno con le attività della pesca e del turismo, forse una solida cultura tecnica ed economica sarebbero indispensabile.

Continua su: Comitato pro rigassificatore – Agrigento » Blog Archive » Perchè difendo il rigassificatore.

Tutti i candidati in lista nel collegio di Agrigento

Di seguito tutti i candidati in lista. Read more »

Dove si può votare per me

La provincia di Agrigento conta una popolazione legale pari a 448.053 persone. Per il rinnovo del Consiglio Provinciale i comuni sono stati raggruppati in 4 collegi: Agrigento, Canicattì, Licata e Sciacca.

Io sarò candidato nel collegio n. 1 che comprende 13 comuni: Agrigento, Aragona, Cattolica Eraclea, Comitini, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Porto Emepedocle, Raffadali, Realmonte, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, Siculiana. Per un totale di 123.658 abitanti.

A questi abitanti chiedo di darmi fiducia accordandomi la propria preferenza sulla scheda elettorale. Gli altri possono stare certi che, qualora venga eletto, lavorerò per il bene di tutti e di ciascuno.

Ai medici di Agrigento la Maglia rosa-azzurro

Ad Agrigento tutti i medici dell’Azienda Ospedaliera sono obiettori di coscienza. Per questo qualcuno ha deciso di assegnare la maglia nera alla sanità agrigentina. Io ho replicato con questa lettera.

Altro che maglia nera!

Agrigento, ultima in tutte le classifiche, può almeno vantare di essere la prima città nella difesa della vita umana dal concepimento.

Non volendo farne una questione di contrapposizione tra abortisti e non abortisti, mi permetto una sola considerazione.

Ci sono delle donne che decidono, non senza drammi interiori, di disfarsi della creatura che portano in grembo. Anche i più accaniti sostenitori dell’aborto riconoscono che è comunque una scelta gravosa e sofferta.

La stessa sofferenza, però, è dell’operatore che quella vita umana individuale deve eliminare per volere della madre. Operatore al quale la legge 194 riconosce il diritto all’obiezione di coscienza.
Perchè allora la maglia nera per l’applicazione? La legge 194, che nel titolo richiama la “tutela della maternità” e nel primo articolo riconosce “il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”, ad Agrigento viene applicata al meglio, riconoscendo alle madri la possibilità di abortire, e al personale medico il diritto all’obiezione di coscienza.

Se invece diciamo che le madri devono avere la possibilità di abortire, anche a discapito della libertà e del diritto all’obiezione di coscienza del personale medico, è tutto un altro discorso.

Ma poichè il diritto all’obiezione di coscienza è ancora tutelato, mi permetto di assegnare al personale dell’azienda ospedaliera di Agrigento la Maglia Rosa-Azzurro per l’impegno a difesa della vita umana dal suo inizio fin dal concepimento.

Cordialmente,
Giovanni Nocera

BattaglieCulturali.org

Centro pilota di riproduzione

E’ di oggi la notizie che Menfi ha conquistato, per il dodicesimo anno consecutivo, la Bandiera Blu, assegnata dalla Fee, come riconoscimento per la qualità del mare menfitano. [link] Complimenti a quanti hanno collaborato al raggiungimento di questo risultato, amministrazioni e cittadini.

Già da tempo stavo riflettendo, insieme ad alcuni amici competenti in materia, sulle possibilità di valorizzazione del patrimonio naturale della nostra costa. Patrimonio certamente da salvaguardare e da rendere fruibile per le prossime generazioni, ma che deve anche diventare opportunità di sviluppo e di reddito.

Le occasioni da sfruttare sono parecchie e possibili contestualmente al turismo. C’è però da pensare al sostegno delle famiglie che vivono di pesca -sempre nell’ottica più opportunità, meno assistenza – e alla conquista di capitali, che definirei extra-locali, per investimenti.

Da queste considerazioni, e da altre che spaziano dalla tutela dell’ambiente alla ripopolazione ittica, nasce la mia idea per lo “Sviluppo integrato della fascia costiera. Progetti per risollevare le marinerie di Licata, Porto Empedocle e Sciacca”.

Nei decenni trascorsi sono stati investiti ingenti capitali – siamo nell’ordine di decine di miliardi di lire negli anni ’80 – per infrastruttute costiere che sono state avviate e mai definitivamente completate. Nonostante ciò il lavoro svolto non è perduto, quelle stesse infrastrutture, con stanziamenti irrisori, possono essere riutilizzate. Non mi riferisco solamente ai porti, turistici e non, visibili, ma a vere e proprie infrastrutture sottomarine attualmente inutilizzate.

Gli investimenti per rendere produttive queste infrastrutture sarebbero minimi e avrebbero una ricaduta notevole sui redditi di diverse categorie.

Tra le iniziative da far partire c’è il Centro pilota di riproduzione, che potrebbe essere una struttura – in termini di funzioni, non edili – unica in tutto il bacino del Mediterraneo capace di attirare risorse.

Come è evidente, alla luce di quanto detto, la mia idea di sviluppo per la Provincia di Agrigento non è legata esclusivamente allo sviluppo industriale – leggasi rigassificatore -, ma comprende molteplici fronti di azione che non si escludono reciprocamente e possono, anzi devono, essere integrati.

Foto di basileus (aka Melo)

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