Posts tagged: maternità

Aborti, aumentano le richieste a causa della crisi finanziaria

Il re è nudo, ce ne accorgiamo in tempo di crisi. Altro che casi rarissimi in cui è a richio la salute della madre, nessuna violenza che ha prodotto la gravidanza. Si abortisce perchè non ci sono soldi, e tenere un bambino costa. L’ipocrisia della 194 “a tutela della maternità” dimostra tutta la sua ingiustizia.

La crisi economica miete anche vittime invisibili, esseri innocenti che non nasceranno perchè le mamme non hanno i soldi sufficienti a mantenerli.

Provvediamo a queste mamme, un sostegno economico è un dovere morale!

Aborti, aumentano le richieste I medici: colpa della crisi – Corriere della Sera.

“Niente donne? Vi sciogliamo”

Questo minaccia il Tar al sindaco di Molfetta, reo di non aver nominato donne nella giunta, come prevede lo statuto comunale.

Io sono contrario alle donne presenti in giunta solo per adempiere al principio delle pari opportunità, quando, nella vita quotidiana, molte donne non possono godere di pari opportunità.

Devono scegliere tra famiglia e carriera, tra figlio e posto di lavoro, donne travestite da uomini per farsi valere. In fondo le pari opportunità non ci sono, e chiederle semplicemente “in rappresentaza”, come principio teorico, senza poi farsi carico della realtà delle donne mi sembra una presa in giro, alle donne e agli uomini (per pari opportunità). Read more »

Ai medici di Agrigento la Maglia rosa-azzurro

Ad Agrigento tutti i medici dell’Azienda Ospedaliera sono obiettori di coscienza. Per questo qualcuno ha deciso di assegnare la maglia nera alla sanità agrigentina. Io ho replicato con questa lettera.

Altro che maglia nera!

Agrigento, ultima in tutte le classifiche, può almeno vantare di essere la prima città nella difesa della vita umana dal concepimento.

Non volendo farne una questione di contrapposizione tra abortisti e non abortisti, mi permetto una sola considerazione.

Ci sono delle donne che decidono, non senza drammi interiori, di disfarsi della creatura che portano in grembo. Anche i più accaniti sostenitori dell’aborto riconoscono che è comunque una scelta gravosa e sofferta.

La stessa sofferenza, però, è dell’operatore che quella vita umana individuale deve eliminare per volere della madre. Operatore al quale la legge 194 riconosce il diritto all’obiezione di coscienza.
Perchè allora la maglia nera per l’applicazione? La legge 194, che nel titolo richiama la “tutela della maternità” e nel primo articolo riconosce “il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”, ad Agrigento viene applicata al meglio, riconoscendo alle madri la possibilità di abortire, e al personale medico il diritto all’obiezione di coscienza.

Se invece diciamo che le madri devono avere la possibilità di abortire, anche a discapito della libertà e del diritto all’obiezione di coscienza del personale medico, è tutto un altro discorso.

Ma poichè il diritto all’obiezione di coscienza è ancora tutelato, mi permetto di assegnare al personale dell’azienda ospedaliera di Agrigento la Maglia Rosa-Azzurro per l’impegno a difesa della vita umana dal suo inizio fin dal concepimento.

Cordialmente,
Giovanni Nocera

BattaglieCulturali.org

Legge 40: causa di tutti i mali?

In Italia il saldo demografico è attivo. Ne da notizia il quotidiano Repubblica.it che non si fa sfuggire l’occasione di mettere in mezzo la Legge 40, che dal 2004 regolamenta l’accesso alla fecondazione assistita.

Il calo delle nascite in Italia è un dato evidente – spiega Alessandro Di Gregorio, Direttore del Centro Artes di Torino -. Complice anche un’evoluzione della società che ha spostato in avanti, circa 35 anni, l’età media delle donne che scelgono di diventare madri. Le difficoltà a rimanere incinta, quindi, aumentano e l’introduzione della Legge 40 (sulla procreazione assistita ndr), non ha migliorato la situazione. In soli 4 anni, dall’entrata in vigore, le nascite sono diminuite del 2,78%. Per non parlare delle altre gravi conseguenze: è quadruplicato il numero delle coppie che, con la speranza di concepire un figlio, si sono recate all’estero (+200) e le gravidanze multiple sono passate da un 16% ad un 23%, con conseguenti rischi per la salute dei feti, che possono portare alla morte neonatale per prematurità

Il problema, non è quindi, che la prima gravidanza, da portare a termine, si attesti in media a 35 anni, ma la legge 40. Invece di sostenere politiche per la maternità (che non siano al 194) la soluzione sarebbe modificare la legge sulla procreazione assisitita.

Visto l’ultima batosta elettorale spero proprio che gli intellettuali di centrosinistra continuino a scrivere queste cose, gli italiani sanno chi scegliere.

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