Scrive Stefano Folli:
Sull’altro versante, è singolare che Berlusconi si sia arreso alla logica dei due candidati in Puglia, dopo aver individuato con lucidità il cuore del problema: appunto, la necessità di contrapporre una sola candidatura credibile al forte Vendola. Due giornali di riflessione politica, il «Foglio» e il «Riformista», s'interrogavano ieri su questa incongruenza. Il senso era simile. In Puglia non ha funzionato il carisma del leader e hanno prevalso gli apparati. Certi dirigenti «non si sono mostrati all'altezza del compito», scrive il «Foglio». E sul «Riformista» Caldarola osserva come stavolta Berlusconi non sia riuscito a guidare il gioco e a scegliere d'autorità il nome del candidato giusto. Almeno fino a oggi.
La vicenda può essere considerata istruttiva. Forse è la prima volta che il premier si lascia imporre, dai collaboratori o dalle circostanze, una soluzione a lui poco gradita. È presto per dire se stiamo assistendo a un primo segnale del dopo-Berlusconi. Meglio essere prudenti. Ma se così fosse, il futuro del centrodestra si presenta all'insegna dell'autolesionismo e delle divisioni.
via Nonostante tutto, il Pd ora sta meglio. Ed è il Pdl in affanno | Miradouro.
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Commenti, Elezioni Regionali 2010, Politica nazionale | Giovanni Nocera |
2 febbraio 2010 01:42 |
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“Ritiriamo gli assessori” Via Beninati e Milone? « Il nuovo quotidiano online sulla Sicilia – Live Sicilia.
Quando si fa un inchiappo i nodi vengono al pettine prestissimo. Ed il Lombardo bis continua a far sentire forti scricchiolii, segnali non proprio tranquillizzanti, sopratutto nella situazione attuale, nella quale serve un governo con le idee chiare e la forza di portarle avanti.
Lombardo dimostra di non avere le idee chiare e di non avere la forza per realizzarle.
Discorso simile per il PDL siciliano. Quella parte che ha mostrato fedeltà a Lombardo dopo l’azzeramento della giunta e la consegna “della testa dell’UDC”, si è trovato escluso da quelle alleanze dove il peso dell’UDC è forte.
La faida interna al PDL sfiora il ridicolo quando, come successo a Porto Empedocle, vengono annunciate dimissioni dai vertici provinciali di partito, gli interessati in giunta smentiscono categoricamente, per poi dimettersi a macchia di leopardo.
A Palermo, in Consiglio Comunale si contano innumerevoli gruppi che fanno capo al PDL… Lo stesso PDL che richiedeva la semplificazione del quadro partitico fino a pretendere l’abbandono di simboli e valori che hanno fatto la storia della Repubblica Italiana.
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Commenti, Politica regionale | Giovanni Nocera |
21 settembre 2009 18:06 |
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