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Petizione: Ministeri al Nord, Banche al SUD! | Firmiamo.it

Non è una provocazione, ma la risposta più concreta per risollevare l’economia del Mezzoggiorno.

Firmate anche voi la petizione!

Petizione: Ministeri al Nord, Banche al SUD! | Firmiamo.it.

Raffaele Lombardo: non abbiamo forza politica

Lombardo ammette clamorosamente che,  di fronte alla poltica economica del governo (leggi Tremonti)  e alle politiche delle banche, non ha forza.

Presidente, si rimbocchi le maniche invece di lagnarsi! Io NON credo che il Partito del Sud sia la soluzione.

Presidente, se ha idee politiche cominci a lavorare, il conseso arriverà. Ma se non ha progetti per contrastare il dominio del Nord passi la mano.

Abbiamo bisogno di un Partito e di una Banca del Sud « Raffaele Lombardo – Il blog del Governatore della Regione Siciliana.

La politica non dà credito

Avendo vinto le elezioni, Bossi vuole contare di più nelle fondazioni bancarie del Nord: richiesta legittima perché le fondazioni sono espressione delle amministrazioni locali dove il peso della Lega è cresciuto. Ma prima di cambiare rotta sul rapporto fra fondazioni e banche, Bossi dovrebbe riflettere sul disastro bancario tedesco. E dovrebbe riflettere anche il sindaco Pd di Torino, Chiamparino, che si considera azionista di riferimento di Intesa-Sanpaolo. Per ottenere rendimenti stabili e il più possibile elevati, in modo da investire sul territorio, le fondazioni dovrebbero diversificare il loro patrimonio. Concentrarlo nel possesso di una singola banca è una pura follia, e ancora più folle sarebbe se la Lega o altri azionisti di nomina politica cercassero di influire sulle scelte dei «loro » banchieri ponendo a rischio i bilanci.Se davvero l’obiettivo di Bossi è far sì che le banche finanzino le imprese, e che le fondazioni investano in strutture sociali, egli dovrebbe ordinare loro di vendere i pacchetti di controllo delle banche e diversificare il proprio portafoglio. Seguire l’esempio delle Landesbanken significa ritrovarsi con banche deboli e fondazioni prive di risorse, quindi con poco credito alle imprese e pochi investimenti sociali.

viaLa politica non dà credito – Corriere della Sera.

Bossi: alla Lega il prossimo premier e le banche del nord

Bossi, forte del risultato elettorale delle regionali, comincia ad alzare il tiro e presenta i possibili scenari che si potranno aprire prima delle prossime elezioni politiche.

C’è chi bollerà le parole del Senatur come solita propaganda, io invece credo che ci sia un vero e proprio disegno politico, poichè oltre alle possibili provocazioni (“il premier della Lega”, chissà come reagiranno gli aspiranti premier del Pdl), Bossi ha chiaro che per continuare a crescere politicamente deve controllare i centri economici e finanziari. Mi è subito saltato agli occhi l’annuncio di voler “conquistare” posizioni all’interno delle grandi banche del nord: «È chiaro che le banche più grosse del nord avranno uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice prendetevi le banche e noi lo faremo».

Bossi pretende le banche del nord, in Sicilia perdiamo una montagna di soldi

Nel Mezzogiorno, ed in Sicilia, in particolare, l’operazione Profumo e il riposizionamento di Tremonti, apre una stagione di soggiacente finanziaria senza precedenti e coincide con la perdita di risorse assai pesante.  Non ci saranno soldi per servizi cui i siciliani hanno diritto, mentre la ricca Lombardia usufruirà dei versamenti fiscali di settemila siciliani e dei cespiti derivanti dalle negoziazioni bancarie. [SiciliaInformazioni.com]

Berlusconi deve correre subito ai ripari e contrastare l’avanzata della Lega proponendo un’alleanza di governo all’Unione di Centro,  altrimenti la Lega continuerà a dettar legge e conquistare potere.

Dalla Sicilia, ed in generale dal Mezzogiorno, deve contestualmente partire una proposta politica seria, che non è il del Partito del Sud di Lombardo e Miccichè, che non sia solo uno slogan, che sappia aggregare e raccogliere consenso.

UPDATE 15.04.2010: L’Assessore al Bilancio Michele Cimino pensa ad una “banca dei siciliani”... il giorno dopo aver perso gli introiti sulle imposte del Banco di Sicilia…

«Premier leghista? Tutto è possibile» – Corriere della Sera.

Un appuntamento cruciale

In Europa c’è un aborto ogni 27 secondi ed un divorzio ogni trenta.

Se non vogliamo vedere sparire la popolazione e la società Europea è importante poter eleggere al Parlamento Europeo persone in grado di difendere e promuovere la vita e la famiglia.

Mi permetto di indicarvi dei candidati che conosco bene e che sono dei campioni di onestà e di impegno per la vita e per la famiglia, o con i quali mi trovo a collaborare. Se votate UDC, se siete indecisi, vi segnalo:

I Circoscrizione – Italia nord-occidentale

  • MAGDI CRISTIANO ALLAM
  • LUCA GIUSEPPE VOLONTE’

II Circoscrizione – Italia nord-orientale

  • GIAN LUIGI GIGLI (Neurologo, ha difeso Eluana fino alla fine)

III Circoscrizione – Italia centrale

IV Circoscrizione – Italia meridionale

  • ANGELO MARIA SANZA

V Circoscrizione – Italia insulare

  • SAVERIO ROMANO
  • BRANDARA MARIA GRAZIA ELENA Detta MARIA GRAZIA
  • LANTIERI ANNUNZIATA detta LUISA

Tutti i candidati UDC su www.giovanninocera.it.

Per votare bisogna barrare il simbolo della lista e scrivere i cognomi dei candidati. Si possono esprimere fino a tre preferenze della stessa lista.

Se vi è possibile fate girare questa mail. Per ogni chiarimento o ulteriore informazione contattatemi.

Tutti i Candidati al Parlamento Europeo per l’UDC

Ecco l’elenco di tutti i candidati in lista per l’Unione di Centro alle Elezioni Europee del 6-7 giugno 2009.

Da qui è possibile scaricare il file.

ELENCO

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I candidati nella circoscrizione Sicilia e Sardegna

Oggi sono state depositate le liste per le elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009. Si seguito i candidati in lista nella circoscrizione Sicilia e Sardegna. Read more »

“Veltroni cerca il dialogo con la Lega ma questa riforma è un salto nel buio”

"Veltroni cerca il dialogo con la Lega ma questa riforma è un salto nel buio"

ROMA – “Nebbia in Val Padana, si potrebbe dire. Nebbia e indeterminatezza. Che senso avrebbe votare a favore di un manifesto di propaganda della Lega?”. Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, ex alleato scomodissimo di Berlusconi e di Bossi un paio di legislature fa, ha detto no al federalismo così come è stato presentato in Parlamento. Si astiene invece il Pd di Veltroni in attesa di vedere cosa cambierà alla Camera.

Cosa l’ha convinta a votare no, onorevole Casini?
“Se avevamo dei dubbi, ci ha convinto l’ottimo ministro Tremonti che è una persona seria, quando ha detto onestamente che non può quantificare i costi del federalismo, le risorse e le coperture necessarie. Così com’è la riforma è un salto nel buio che rischia di moltiplicare i centri di spesa con costi enormi che saranno a carico dei cittadini. Ancora non c’è la Carta delle autonomie con la conseguenza di perpetuare la confusione sul riparto di competenze tra Stato, Regioni e autonomie locali prodotta dalla riforma voluta nel 2001 dal centrosinistra. E senza certezze di funzioni non vi può essere certezza di risorse economiche e quindi di copertura finanziaria. Il Codice avrebbe dovuto fissare cosa fanno e con quali risorse le Regioni, le Province e i Comuni. In sostanza si preannuncia una riforma che non c’è”. Read more »

Come ti finanzio il Nord

Motore propulsivo della riforma fiscale in senso federalista è la convinzione che cospicui finanziamenti siano transitati, dal Nord produttivo, al Sud sprecone. Transito che non produce nessun beneficio al Nord, ma che fa sentire alla parte produttiva del Paese il peso maggiore delle imposte.

Se questa tesi può riscuotere il favore degli elettori in campagna elettorale, probabilmente non regge all’analisi di dati reali. La pubblicazione del 1997 di Gennaro Zona “Come ti finanzio il Nord” può essere utile a chiarire i numeri dell’intervento straordinario per il Meridione d’Italia e l’utilizzo della Cassa del Mezzogiorno, prima, e dell’AgenSud, poi, a tutto beneficio delle industrie del Nord.
Nella ricerca si evidenzia come «non sia mai esistito alcun trasferimento diretto di fondi dal Nord al Sud, ma politiche di redistribuzione della ricchezza nazionale». Politiche che però sono state influenzate da «poteri forti» della nazione che hanno avvantaggiato il Nord grazie alla sua «maggiore capacità rispetto al Sud di incidere sulle politiche di sviluppo del Paese». Read more »

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