Posts tagged: ospedale san giovanni di dio

Arrivare in ospedale

Ieri ho avuto necessità di andare in ospedale ad Agrigento. Dovendo partire da Cannatello il tragitto per l’ospedale si é rivelato una vera e propria corsa ad ostacoli. Arrivato alla rotatoria Giunone si é presentato il primo problema: in assenza di indicazioni chiare per l’Ospedale, scelgo di seguire la segnaletica provvisoria per Palermo, sapendo che avrei fatto un giro periferico della città lungo svariati chilometri, oppure salgo per il centro città, risparmiando chilometri, ma rischiando il traffico?

Non avendo motivi di urgenza ho preferito tagliare per il centro città. Ho cominciato però a pensare a tale scelta in un momento di concitazione con un malato a bordo, oppure a chi, turista o forestiero, deve raggiungere l’ospedale senza che la segnaletica sia chiara. Non é infatti scontato sapere che l’ospedale si trova sulla strada per Palermo.

Tornando a casa mi é sorto anche un altro dubbio, che spero possa trovare risposta nei miei lettori. Non so infatti da dove partono le ambulanze, per una eventuale emergenza a San Leone, Cannatello o Zingarello. Se infatti le ambulanze partono dall’ospedale e devono fare almeno 15 min di percorso, in assenza di traffico, non c’è da stare tranquilli e sicuramente va progettato un sistema di emergenza, magari con l’aiuto delle Misericordie della provincia, che possa essere attivo nel periodo estivo, soprattutto in questo momento con la viabilità della 640 in tilt.

I Dirigenti UDC alla manifestazione per il diritto alla salute degli agrigentini

Dai giornali locali ho recuperato le foto dei dirigenti UDC della Provincia presenti alla manifestazione di ieri. La manifestazione è stata indetta in seguito al sequestro dell’ospedale San Giovanni di Dio, in Contrada Consolida, per carenze strutturali.

La Chiesa, l’unico partito di Agrigento? No, c’è anche l’UDC

Mi trovo in disaccordo con la conclusione dell’articolo di Franco Pullara, direttore di perlacittà.it, La Chiesa, l’unico partito di Agrigento, anche se ne condivido l’analisi. Partendo dalla constatazione che, sulle grandi questioni -per non dire problemi- che assediano la nostra città, i grandi partiti sono assenti dal territorio e organizzano solo grandi eventi in campagna elettorale, Franco sostiene che solamente la Chiesa, che ha messo in campo risorse umane notevoli, possa considerarsi un partito in città.

Due obiezioni. La Chiesa attende splendidamente alla sua missione, intervenendo anche su questioni sociali, senza dover fare o essere un partito. Fin dai tempi di Sturzo e dell’Opera dei Congressi, offre il proprio contributo alla società, fedele al Mandato affidatole. Nulla di nuovo, dunque, in questo lodevole intervento nel mondo.

Seconda obiezione: il segretario cittadino dell’UDC, Pietro Vitellaro, ha indetto una riunione per discutere della vicenda ospedale. Io che ho visto la gestazione dell’iniziativa so come, da un evento informale per un ristretto numero di persone, si sia trasformato in un incontro ufficiale al quale parteciperanno anche gli Onorevoli Ruvolo e Cascio, che non sono attualmente in campagna elettorale. L’UDC c’è, è sul territorio, è a fianco delle persone.

Nota finale. Non sempre è necessario scendere in piazza e protestare, soprattutto quando la protesta è pirandelliana: si protesta per continuare ad utilizzare una struttura a rischio crollo? [dei dubbi che nutro ho scritto precedentemente] Si dovrebbe alimentare la tensione, già a temperature notevoli anche a causa del caldo, per le strade della città? La gente non scende in piazza perchè non c’è nulla contro cui protestare. Se fossero vere le deduzioni della Procura che altro si dovrebbe fare se non chiudere l’Ospedale. Chi si assumerebbe la responsabità di tenerlo aperto se fossero confermate le perizie tecniche? I lavori di consolidamento richiederebbero del tempo, ma la struttura non potrebbe essere utilizzata, fermo restando le premesse. E certamente una nuova struttura non si cosruisce in 30 giorni. E, dovendo aggiungere una nota polemica, non tutti possono permettersi il lusso di lasciare il lavoro e scendere in piazza.

A tutti quelli che scendono in piazza, mi pare i soliti noti che protestano per qualunque cosa senza mai proporre nulla di concreto, chiederei di pianificare una seria iniziativa di formazione delle coscienze. Senza questo passaggio i cittadini voteranno sempre come gli viene comandato e non cambierà mai nulla.

E’ facile protestare e contestare, difficilissimo costruire senza rischiare di mettere sabbia nelle fondamenta…

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