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Fede, vita, politica

Benedetto XVI, ricevendo l’ambasciatore tedesco, ha dato una chiave di lettura del suo appello per una nuova generazione di laici cattolici impegnati in politica

La Chiesa cattolica è consapevole di conoscere, attraverso la sua fede, la verità sull’uomo e quindi di avere il dovere di intervenire in favore dei valori che sono validi per l’uomo in quanto tale, indipendentemente dalle varie culture. Essa distingue fra la specificità della sua fede e le verità della ragione, a cui la fede apre gli occhi e alle quali l’uomo in quanto uomo può accedere anche a prescindere da questa fede. Fortunatamente, un patrocinio fondamentale di tutti i valori umani universali è divenuto diritto positivo nella nostra costituzione del 1949 e nelle dichiarazioni sui diritti dell’uomo dopo la seconda guerra mondiale, perché delle persone, dopo gli orrori della dittatura, hanno riconosciuto la loro validità universale, che si basa sulla loro verità antropologica e l’hanno tradotta in diritto vigente. Oggi, si discute di nuovo di valori fondamentali dell’essere umano, nei quali si tratta della dignità dell’uomo in quanto tale. Qui la Chiesa, al di là dell’ambito della sua fede, considera suo dovere difendere, nella totalità della nostra società, le verità e i valori, nei quali è in gioco la dignità dell’uomo in quanto tale. Quindi, per citare un punto particolarmente importante, non abbiamo diritto di giudicare se un individuo sia ‘già persona’, oppure ‘ancora persona’, e ancor meno ci spetta manipolare l’uomo e voler, per così dire, farlo. Una società è veramente umana soltanto quando protegge senza riserve e rispetta la dignità di ogni persona dal concepimento fino al momento della sua morte naturale. Tuttavia, se decidesse di ’scartare’ i suoi membri più bisognosi di tutela, di escludere uomini dall’essere uomini, si comporterebbe in maniera profondamente inumana e anche in modo non veritiero rispetto all’uguaglianza – evidente per ogni persona di buona volontà – della dignità di tutte le persone, in tutti gli stadi della vita. Se la Santa Sede interviene in campo legislativo in merito alle questioni fondamentali della dignità umana, che si pongono oggi in numerosi ambiti dell’esistenza prenatale dell’uomo, non lo fa per imporre la fede ad altri in modo indiretto, ma per difendere valori che per tutti sono fondamentalmente intellegibili come verità dell’esistenza, anche se interessi di altra natura cercano di offuscare in vari modi questa considerazione

Congresso Provinciale UDC, 6 novembre 2011

Ormai siamo prossimi alla celebrazione del congresso provinciale del partito. Numerosi saranno i temi da dibattere e le questioni da chiarire, ma sempre con lo spirito dei moderati!

Questo post vuol essere anche un invito a quanti hanno voglia di avvicinarsi e conoscere una formazione politica con idee chiare per la provincia ed i suoi comuni. Un partito che ha fatto scelte coraggiose, nell’interesse di tutti, anche a costo di scontentare qualche “big”.

Il congresso si terrà all’Hotel dei Pini, Porto Empedocle, domenica 6 novembre 2011 alle ore 10:00.

Da oggi assessore provinciale

Stamattina ho giurato come Assessore Provinciale di fronte al Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, sostenuto da me nella lista UDC alle elezioni del 2008.

Il mio nome é stato indicato dal segretario provinciale dell’UDC, Lillo Firetto, sindaco di Porto Empedocle, in accordo con il Coordinatore regionale del partito sen. D’Alia e si inserisce nella logica di preferire aggregazioni che vanno nella direzione del Terzo Polo.

Da oggi comincio questa nuova avventura amministrativa, pronto ad ascoltare tutte le istanze che mi verranno proposte dalle persone del territorio, utilizzando anche tutti gli strumenti multimediali che adesso acquisiranno anche una ulteriore utilità.

Consulta, legittimo impedimento e prescrizione

Ho l’impressione che la pronuncia della Corte Costituzionale, che ha giudicato incostituzionale solo due commi e non l’intera legge, porterà ad un risultato inatteso.
Il taglio infatti interviene solo sulle motivazioni del rinvio delle udienze e non sulla sospensione dei termini di prescrizione.
Non sono un giurista ma credo che alla fine si potranno portare a termine i processi a Berlusconi, nonostante i rinvii, senza che intervenga la prescrizione. C’è chi mi possa dare maggiori delucidazioni?

La politica italiana

Campagna pro aeroporto

Stamattina a piazza Cavour abbiamo allestito in gazebo per proporre una campagna di sensibilizzazione a favore dell’aeroporto per la Provincia di Agrigento. È la prima iniziativa in tale direzione che nasce spontaneamente dai cittadini e non indetta dalle istituzioni. Per tutta la mattinata è stata consistente la partecipazione delle persone come anche di numerose autoritá, tra queste il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento prof. Eugenio D’Orsi.

E’ tempo di riprendere il cammino

Gli stravolgimenti politici degli ultimi giorni stanno chiaramente disorientando l’elettorato che non riesce ad avere una percezione reale della posta in gioco in ogni circostanza, come nelle travagliate scelte dei dirigenti politici.
Contestualmente la situazione politica di questi giorni mi sta spingendo a ripensare le ragioni del mio impegno politico. In tale disorientamento generalizzato se non si conosce bene la meta si rischia di non sapere dove andare. Ricordo un antico adagio: non c’è nessun vento favorevole per chi non sa in quale porto andare.
La mia stella polare e’ stata sempre il servizio ai miei concittadini con le capacita’ che mi ha dato il Creatore e com tanto impegno profuso in questi anni anche senza avere cariche istituzionali ma con una costante presenza nel territorio.
Così voglio continuare a lavorare con il coraggio dei liberi e forti!!!

Scontro istituzionale

Nonostante le rassicurazioni mattuttine del Presidente del Senato Scifani, che aveva limitato lo scontro Fini-Berlusconi a scontro personale e non scontro istituzionale, stasera Silvio Berlusconi ha aperto lo scontro istituzionale. Da Presidente del Consiglio reclama la poltrona del Presidente della Camera.

Durissimo il passaggio del documento politico dell’ufficio di presidenza del Pdl:

Per queste ragioni questo ufficio di presidenza considera le posizioni dell’on. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l’attività politica del Popolo della libertà. Di conseguenza viene meno anche la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni.

Altrettanto dura la replica di Fini:

La presidenza della Camera non è nelle disponibilità del presidente del Consiglio…

Si aprono scenari difficilmente risolvibile nell’esclusivo interesse del Paese.

Il Cavaliere non perdona Fini

Il premier Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa al termine dell’ufficio di presidenza del Pdl, ha detto: “L’ufficio di Presidenza considera le posizioni dell’On.Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l’attività politica del Popolo della Libertà. A fronte dei comportamenti incompatibili di Fini con i principi ispiratori del partito, viene meno anche la fiducia del PdL nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni.

Si è presentato un dissenso da parte di Fini
e degli uomini a lui vicini nei confronti del governo, della Maggioranza e del presidente del Consiglio. Io non ho mai risposto, anzi ho sempre smentito i virgolettati che mi hanno attribuito. Abbiamo tenuto un comportamento responsabile, visto il momento di crisi che viviamo. Riteniamo che non ci sia nessun rischio per il Governo. Abbiamo la maggioranza nel paese e il presidente del Consiglio gode di un consenso di oltre il 63 per cento”.

il Foglio

Testimoni credibili in una società in crisi

Intervista al cardinale Angelo Bagnasco presidente della Conferenza episcopale italiana

Da Benedetto XVI un’immensa forza rinnovatrice per una nuova generazione di laici

di Marco Bellizi

La questione sollevata dalla controversa sentenza della Corte di Strasburgo che vieta l’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche da affrontare con un pizzico di buon senso; la malintesa e pervicace forma di laicità, che ignora il fatto religioso e anzi esplicitamente lo esclude; la necessità di un’autoriforma e di una purificazione della Chiesa indicata da Benedetto XVI; l’esigenza di una nuova generazione di politici cattolici auspicata già dal Papa e dal suo segretario di Stato; il persistere della crisi economica; l’anniversario dell’unità d’Italia come occasione per ritrovare coesione e convergenza secondo l’auspicio, tra gli altri, del presidente della Repubblica; il federalismo come intuizione già presente nella dottrina sociale della Chiesa; la bellezza, la gioia e la responsabilità dell’essere preti come frutti dell’Anno sacerdotale. Sono i questi i temi della lunga intervista che il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) ha rilasciato al nostro giornale. Che ha espresso alla fine una convinzione:  “Questi mesi difficili cederanno il passo a una rinnovata passione per l’annuncio di Dio con le parole e le opere. Di Dio, infatti, l’uomo contemporaneo sente forte il bisogno in un mondo confuso e incerto, ma pur sempre alla ricerca del senso della vita terrena e della felicità piena”.

Eminenza, il 30 giugno si è tenuta presso la Corte di Strasburgo l’udienza per il ricorso presentato dal Governo italiano contro la sentenza del novembre scorso che vieta l’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche. Che aspettative ha rispetto a questa decisione? A quali conseguenze porterebbe una conferma della precedente sentenza?

A dire la verità, mi aspetterei solo un pizzico di buon senso. È strano infatti che proprio oggi, quando il confronto interculturale si fa più esigente, a motivo della crescente mobilità, si pretenda poi di censurare una delle matrici fondamentali della storia del nostro continente. Ipotizzare, come taluni fanno, che il crocifisso leda la laicità dello Stato, il quale non dovrebbe inclinare verso nessuna opzione religiosa o confessionale, significa dimenticare che ben prima dello Stato vi è la gente; esiste infatti un humus profondo che identifica il sentire comune della gran parte della popolazione italiana. Nella scelta di mettere tra parentesi un segno come il crocifisso colgo peraltro una scarsa considerazione di quel principio di sussidiarietà per cui ciascuno Stato, nel contesto europeo, presenta una peculiare radice che merita rispetto e considerazione. Del resto, a essere sinceri, a chi mai è venuto in mente di eliminare festività nazionali che hanno una chiara impronta religiosa nel nostro o in altri Paesi del mondo? Volere eliminare le caratteristiche tradizioni culturali e religiose di un Paese, specie quelle legate agli ambienti di vita – siano essi la scuola o i luoghi di aggregazione giovanile – significa rinunciare proprio a quella ricchezza delle culture che si vorrebbe per altri versi tutelare e difendere. Read more »

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