Posts tagged: Raffadali

Il Credito Popolare, un sostegno prezioso per le costruzioni

Nel solco dell’iniziativa “Banca ladrona!”, non posso non evidenziare la felice eccezione delle Banche di Credito Popolare, che per la loro tradizione culturale sono legate al territorio e quindi favoriscono gli investimenti e sono vicini alle PMI. Di seguito un po’ di dati.

Il Credito Popolare, un sostegno prezioso per le costruzioni

La recente crisi economica ha avuto ripercussioni in maniera significativa anche sul settore delle costruzioni: la fotografia che emerge dalle più recenti indagini statistiche evidenzia complessivamente una situazione decisamente difficile del comparto. Infatti, i dati di contabilità nazionale dell’ISTAT mostrano come gli investimenti edili relativi ai primi nove mesi del 2009 abbiano registrato una forte riduzione, rispetto allo stesso periodo del 2008,  (-8,4%), con un calo tendenziale superiore all’9% nel III trimestre. Tali variazioni sono il risultato di una dinamica congiunturale che è andata progressivamente ad aumentare con ripercussioni negative sulle vendite e sulla produzione di materiale edile.

In questo quadro deteriorato, le Banche Popolari hanno fatto la loro parte. Per tradizione e cultura da sempre vicine al territorio ed alle PMI, hanno dimostrato, proprio in questa fase, di sostenere il settore, continuando a supportare concretamente gli investimenti delle imprese di costruzioni con una crescita media degli impieghi, nei primi 11 mesi del 2009 pari al +5%, con particolare attenzione per le aziende del Centro Italia (+9%) e quelle del Mezzogiorno (+6%). Gli impieghi della Categoria al settore, pari al 15% del credito totale erogato, rappresentano la dimostrazione evidente di una rilevante capacità di prossimità del Credito Popolare e una significativa attenzione agli aspetti non solo produttivi ma anche occupazionali del comparto. Particolarmente significativo è il dato del Centro Italia che risente in larga parte degli interventi straordinari progressivamente messi in campo nelle aree terremotate dell’Abruzzo. Read more »

Banca ladrona!

Nel 1989 crolla il Muro di Berlino e per l’economia dell’Europa Occidentale si apre l’immenso mercato dell’Est. C’è da ricostruire, costruire ed investire nei paesi dell’Europa orientale che, a causa del regime comunista, sono rimasti molto indietro.

Le banche italiane, alla ricerca di denaro per gli investitori, si accorgono di avere un tesoro a disposizione. Nelle piccole banche popolari delle regioni del sud Italia, infatti, è conservato un patrimonio di risparmi notevole, frutto del lavoro e della cultura del sud che ha messo sempre “un po’” da parte.

Nell’ultimo ventennio, nel Mezzogiorno, si è assisitito alla conquista delle banche popolari legate al territorio da parte dei grandi istituti di credito del ‘continente’. Fatta incetta di capitali da investire nell’Europa dell’est, il costo del denaro nel Mezzogiorno è salito mediamente di un punto percentuale, gli imprenditori che, nel Sud, si rivolgono alle banche, anche prima della crisi finanziaria, hanno avuto difficoltà ad avere prestiti che potessero favorire lo sviluppo econmico del territorio. Unica eccezione le poche banche popolari rimaste “indipendenti” e legate, per loro vocazione al territorio, che hanno dato ossigeno alle imprese, favorendo l’occupazione.

Senza sviluppo e senza prospettive positive molti hanno deciso di emigrare, ed è sotto gli occhi di tutti il declino demografico dei piccoli centri che potrebbero essere completamente deserti nei prossimi 20 anni.

Liquidare il problema, additando tutte le responsabilità alle banche, sarebbe ingenuo, ma certamente tra le concause del mancato sviluppo del Mezzogiorno giocano un ruolo le banche, che non lasciano i risparmi nel territorio per favorire lo sviluppo.

Come rimediare per evitare che i piccoli centri scompaiano, che le famiglie ed i giovani continuino ad emigrare al Nord?

Una proposta pragmatica potrebbe essere la detassazione, per le banche, degli utili provenienti dagli investimenti nel territoio. La minore raccolta fiscale dello Stato sarebbe compensata dalle imposte sul nuovo circolo di denaro che lo sviluppo produce e l’economia del Mezzogiorno potrebbe avere un rilancio senza interventi assistenzialistici che servono solo a creare clientele.

Invece della Banca del Sud, lanciata dal Ministro Tremonti ma non ancora nata, questa proposta potrebbe favorire nuovi investimenti al sud che favoriscano l’occupazione.

Dott. Giovanni Nocera
Presidente Regionale liberal Sicilia

Assoluzione Mannino: le reazioni del mondo politico

“Per il mio amico Lillo Mannino, per la sua famiglia e per quanti gli sono stati affettuosamente vicini e gli hanno voluto bene, oggi si chiude un capitolo amaro” ha detto il senatore Totò Cuffaro, che continua: “Per me, che non ho mai dubitato della sua onestà, della sua levatura morale e politica è un giorno di gioia. Mannino oggi vede riaffermata, dopo un lungo calvario, la sua figura di uomo politico, di grande amministratore e di fedele uomo delle istituzioni”.

Anche Francesco D’Onofrio interviene in merito, dicendo: “Ero convinto dell’innocenza di Calogero già quando per primo andai a trovarlo a Rebibbia, dopo il suo arresto. Oggi non posso che essere lietissimo per la sua, pur tardiva, assoluzione”.

L’assessore regionale ai Beni culturali, Antonello Antinoro, dice che “i 16 anni di sofferenza hanno ripagato un uomo e una famiglia con la conferma che, nel nostro paese esiste una giustizia che, seppur lenta, finisce per dare serenità ai cittadini perbene come lo è Lillo Mannino. Auguro a Mannino- continua l’assessore -di continuare la propria azione politica con la serenità e l’equilibrio che in questi anni ha dimostrato di possedere, nonostante le difficoltà che ha attraversato. L’auspicio è che la riforma della giustizia, annunciata dal Governo nazionale, preveda tempi celeri per la celebrazione dei processi”.

“Ho accolto con grande gioia e soddisfazione la notizia dell’assoluzione del deputato Calogero Mannino- dice il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro -L’amicizia personale e la conoscenza diretta di Mannino, mi hanno fatto sempre pensare alla sua innocenza ed estraneità a quanto gli veniva contestato”.

Intervento anche del segretario cittadino dell’Udc di Agrigento, Pietro Vitellaro, che dice: “L’assoluzione di Calogero Mannino, dopo 16 anni di processo, conferma, ove ce ne fosse bisogno, l’insussistenza delle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa. Questa sentenza- conclude Vitellaro -restituisce onore al politico ma soprattutto all’uomo Mannino che rimane una guida illuminata per il rinnovato partito dell’Udc”.

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“Don Camillo” a Raffadali

Breve ritratto, scovato in un libro appena pubblicato, di un mio zio -in realtà fratello di mia nonna-, Arciprete di un paesino rosso della Provincia di Agrigento per oltre 50 anni. Di lui, morto nel 1987, ho pochi ricordi, pochissimi delle sue omelie con voce tenorile. Lo ricordo fiaccato dalla malattia dopo decenni di servizio alla Chiesa Agrigentina. Di lui però so molte cose, e se oggi quel paese non è più rosso, è anche merito suo.

[...] Altra cosa che destava in lei ammirazione era l’attenzione e l’immobilità con cui don Lillino ascoltava le prediche degli altri Preti, specialmente dell’Arciprete. In paese, l’autorità di quest’ultimo, anche se contrastata dai non pochi protestanti e ancor più dai molti comunisti, risultava tuttavia temuta e non falcimente la si poteva ignorare. Perciò, nelle giornate surriscaldate del periodo elettorale, la gente, protestante o non protestante, credente o non credente che fosse, voleva sentire le due campane, e pertanto, finito il comizio comunista in piazza, si riversava nella Chiesa Madre, ove immancabilmente l’Arciprete si preoccupava di somministrare l’antidoto della dottrina cattolica. Era qui che Luisella, sempre in compagnia della nonna, se trasaliva a certi acuti della voce tenorile dell’Arciprete, non distoglieva comunque lo sguardo dall’atteggiamento estatico di don Lillino. Non le sfuggiva il frequente battito di ciclia e l’allarmato corrugarsi della fronte. La bambina credeva di poter leggere su quel viso di fanciullo evangelico i pensieri più profondi: “Come fanno i comunisti a non convertirsi, ascoltando una voce così penetrante?”.

In realtà, don Lillino restava sbalordito dalla bravura dell’Arciprete. Gli sembrava che meglio di come parlava lui contro il comunismo non lo sapesse fare nessuno. [...]

Tratto da Stefano Pirrera, Preti così. Chi, dove, come, quando, perchè. Stampato in proprio, 2008.

Tutti i candidati in lista nel collegio di Agrigento

Di seguito tutti i candidati in lista. Read more »

Dove si può votare per me

La provincia di Agrigento conta una popolazione legale pari a 448.053 persone. Per il rinnovo del Consiglio Provinciale i comuni sono stati raggruppati in 4 collegi: Agrigento, Canicattì, Licata e Sciacca.

Io sarò candidato nel collegio n. 1 che comprende 13 comuni: Agrigento, Aragona, Cattolica Eraclea, Comitini, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Porto Emepedocle, Raffadali, Realmonte, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, Siculiana. Per un totale di 123.658 abitanti.

A questi abitanti chiedo di darmi fiducia accordandomi la propria preferenza sulla scheda elettorale. Gli altri possono stare certi che, qualora venga eletto, lavorerò per il bene di tutti e di ciascuno.

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