ROMA 15 GEN – “Se qualcuno ritiene che tra me e D’Alia ci siano idee diverse non conosce bene ne’lui, ne’me.
Io mi fido completamente della sua conduzione del partito in Sicilia, perche’ha dimostrato negli anni autorevolezza, intelligenza e specchiata moralita’. Le interpretazioni su una parte della stampa di oggi sono totalmente fuorvianti”. Lo dichiara Pier Ferdinando Casini.
Il Presidente Lombardo annuncia risorse e finanziamenti per il territorio di Ragusa, il centro storico della città e l’aeroporto di Comiso. Potrebbe essere una prima mossa in vista della campagna elettorale, potrebbero essere soldini veri. Se così fosse mi viene una sana invidia per Ragusa, che è riuscita a ricostruire il suo centro storico. Agrigento resta al palo, con i suoi crolli e qualche milione di euro in stanziamenti per le emergenze, ma senza un piano organico di infrastrutture che possano servire cittadini e turisti.
Oggi in Commissione Bilancio è stato dato il via a importanti interventi sul territorio a partire dai fondi da assegnare a Ibla, alla città di Ragusa e all’aeroporto di Comiso.
Si tratta di un fondamentale e significativo passo per la valorizzazione di una delle zone più ricche e interessanti della Sicilia e che, come presidente della Regione, mi sono impegnato personalmente a seguire con attenzione.
E’ un territorio, quello del ragusano, che necessita di una serie di interventi infrastrutturali che possano consentirgli di mettere a profitto la bellezza e le risorse storiche, artistiche e paesaggistiche che vi sono sono racchiuse e che richiamano, già oggi, un grande interesse turistico. Così come sono da valorizzare le tradizioni e le ricchezze agricole e alimentari, anch’esse spendibili in funzione della vocazione turistica della zona.
In questo contesto si inserisce il voto in Commissione e la messa a disposizione di risorse finanziarie per Ibla, il centro storico di Ragusa, così come i fondi per l’aeroporto di Comiso, indispensabile opera infrastrutturale che garantirà a tutto il territorio, e all’intera Sicilia, sviluppo, lavoro e crescita economica e sociale.
Mi è tornato in mente il Titolo IV dello Statuto della Regione siciliana:
TITOLO IV – Polizia
Art. 31
Al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l’impiego delle forze armate dello Stato.
Tuttavia il Governo dello Stato potrà assumere la direzione dei servizi di pubblica sicurezza, a richiesta del Governo regionale, congiuntamente al Presidente dell’Assemblea e, in casi eccezionali, di propria iniziativa, quando siano compromessi l’interesse generale dello Stato e la sua sicurezza.
Il Presidente ha anche diritto di proporre, con richiesta motivata al Governo centrale, la rimozione o il trasferimento fuori dell’Isola, dei funzionari di polizia.
Il Governo regionale può organizzare corpi speciali di polizia amministrativa per la tutela di particolari servizi ed interessi.
Per un Presidente autonomista questa è l’occasione buona per dimostrare la propria volontà autonomista e la propria capacità di gestione delle emergenze.
Su Porto Empedocle terremo conto dell’ordinanza del TAR del Lazio ma crediamo in quel rigassificatore anche perché lo riteniamo utile e legittimo.
Per quanto riguarda Priolo non abbiamo mai detto di no a quell’impianto ma abbiamo soltanto posto delle condizioni relativamente alla sicurezza ed alla vita delle persone oltre che per il rispetto del paesaggio che pure è già gravemente provato da precedenti insediamenti industriali.
Nello specifico le condizioni del Governo sono:
1) mettere in sicurezza un impianto che molto spesso è stato sede di incidenti;
2) incassare sotto terra, per circa tre quarti, la parte a rischio dell’impianto stesso;
3) mettere a punto adeguate compensazioni a favore del territorio, a fronte dei rischi ambientali.
Il temporeggiare in attesa che tutto accada come prima è una tattica perdente con questo Governo. È finita l’era in cui grandi gruppi imprenditoriali facevano i loro comodi in Sicilia senza tenere conto del rispetto delle regole e delle legittime esigenze del territorio.
Sono abituato a fare considerazioni politiche ed a non fare gossip. Mi si chiedono commenti sul nuovo governo Lombardo, a me non piace commentare sul nulla.
Gli uomini politici ed i goversi si giudicano sull’amministzione, e quella di Lombardo, a mio modo di vedere è stata pessima. Una strategica acquisizione di potere, senza nessun beneficio per i siciliani e con continui disagi per tutti.
Mi spiace che dalle stanza del potere non si percepisca il pesante disagio di tutti i cittadini, e non lo può percepire frequentando semplicemente convention di partito…
Farebbe bene il presidente Lombardo a fare un giro per strada, a chiedere agli avventori nei bar, a farsi un giro sugli autobus urbani, e avrebbe contezza della situazione siciliana.
In base al lavoro fatto, pessimo salvo rare eccezioni, il rimpasto sarebbe una conseguenza logica, ma il quarto rimpasto è sintono di incapacità.
Sembra che il Presidente Lombardo si stia decidendo a far qualcosa per far rispettare lo Statuto.
Credo che la Sicilia avrà un ruolo fondamentale nell’evolversi della situazione. Lo ha avuto a proposito delle vicende del Pdl e lo avrà con il governo che noi riorganizzaremo dopo la pausa estiva. Voglio capire se il governo nazionale intende fare la propria parte e il proprio dovere istituzionale o vuole, come abbiamo registrato nei giorni scorsi, continuare ad attaccare e ad aggredire il popolo siciliano e meridionale.
Lo scempio della Tirrenia, vicenda sulla quale, lo ribadisco, noi ricorreremo, a cominciare dalla Corte Costituzionale, perché il decreto del governo non ha visto la presenza del presidente della Regione. Questo vuol dire mettersi sotto i piedi lo Statuto che prescrive che il presidente della Regione sia presente quando si riunisce il Consiglio dei ministri per trattare questioni che riguardano la Sicilia. Si vede che non c’era nessun siciliano interessato alla questione Tirrenia.
Un misfatto quello delle autostrade. C’è un disegno per far accaparrare le autostrade siciliane a qualcuno per far poi pagare ai siciliani il pedaggio per trenta o cinquanta anni. Un misfatto che non possiamo consentire e che denunceremo alla magistratura che, sono certo, farà giustizia.
“Chi ha ostacolato il processo di riforma e di risanamento? Volete i nomi e i cognomi? Il Presidente del gruppo Pdl all’Ars Innocenzo Leontini, i deputati Fabio Mancuso e Giuseppe Limoli e il loro ispiratore, senatore Firrarello. Tutti fanno capo all’area di Schifani e Alfano. Ecco la verità.” Questo è quanto ha dichiarato Raffaele Lombardo a proposito dei rapporti tra il governo regionale siciliano e l’area cosiddetta lealista del Pdl.
Non ha inserito l’UDC, cacciato per primo dal Governo regionale, con l’accusa di impedire le riforme. Che si prepari l’ingresso in giunta?
La pattuglia di finiani in Sicilia ha già da qualche tempo preso la strada del pdl autonomo. Insieme al gruppo di parlamentari regionali vicini a Miccichè i finiani hanno fondato il Pdl Sicilia, ribelle rispetto al Pdl lealista, per ora all’opposizione, per sostenere il governo Lombardo.
Il Pdl “ufficiale” non ha mai smesso di invitare la pattuglia di Miccichè a rientrare nei ranghi del partito. Offerte sempre considerate possibili, anche in vista di una sostituzione di Lombardo, ma mai messe in pratica, nella prospettiva, però, c’era sempre la riunificazione del Pdl.
Ieri si è consumato lo strappo tra Berlusconi e Fini. I finiani stanno organizzando gruppi autonomi alla Camera e al Senato. E in Sicilia?
Il gruppo di ex An all’ARS ha aderito compatto al progetto di Miccichè, numerosi sono infatti i finiani che sostengono Lombardo e che sono al governo della Regione. Ma adesso che la rottura è consumata, su chi potrà contare Lombardo?
A livello nazionale, senza i finiani, la maggioranza potrebbe essere a rischio in entrambe le camere, a meno di eclatanti acquisti. A livello regionale Berlusconi potrebbe richiamare all’ordine Miccichè, visto che ha dichiarato insostenibile l’esistenza di un partito dentro il partito, in Sicilia del Pdl Sicilia nel Pdl. I finiani siciliani si troverebbero quindi a dover rientrare nel Pdl lealista, quindi abbandonare Fini, o continuare l’esperienza dei gruppi autonomi senza Miccichè. Tutto questo avrà certamente ripercussioni sul governo regionale, già con una vita fin troppo movimentata.
… dopo il proclama seguano i fatti: è Presidente della Regione siciliana, dovrebbe avere una maggioranza che lo sostiene, scriva il testo e proceda per farlo approvare.
Lo Statuto autonomistico, all’articolo 15, gli permette di risparmiare così molti soldi, faccia vedere che è capace.
Il Vicesegretario Regionale dell’UDC Sicilia, onorevole Giuseppe Ruvolo, chiede in una lettera aperta al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dove sono andati a finire i 100 milioni di euro per gli interventi strutturali sui fiumi siciliani.
“Occorre definire un piano di interventi urgenti e inderogabili necessari a prevenire le esondazioni che negli ultimi tempi hanno cagionato gravi danni – scrive Ruvolo. Le recenti calamità siciliane, in particolare dopo l’esondazione del fiume Verdura in agro di Ribera, hanno causato danni ingenti alle pregiate colture agrumicole, con danni stimabili oltre 500 mln di euro. Il problema è grave e non è più rinviabile. Quindi, si rende necessario avviare interventi strutturali sugli alvei dei fiumi siciliani. Inoltre – sottolinea l’esponente centrista – occorre definire con chiarezza le competenze sia per la progettazione che per la realizzazione delle opere, oggi materia molto controversa, articolata e complessa”.