Posts tagged: rigassificatore

Risorse per Agrigento

Se ci fosse qualche consigliere comunale o provinciale sintonizzato prporrei di giocare una carta affinchè le risorse che verranno dalla costruzione del rigassificatore restino nel territorio di Agrigento

Ordine del giorno

Considerata l’autorizzazione concessa alla società Nuove Energie s.r.l., con sede nel comune di Porto Empedocle, per la costruzione e l’esercizio di un terminale di ricezione e rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL), nel comune di Porto Empedocle (GURS n° 56 del 11.12.2009).

Considerato che la Regione Siciliana, in seguito al trasferimento della sede della società nel comune di Porto Empedocle,  ha stimato di incassare 50 mln di € all’anno come proventi di tasse e imposte da destinare a investimenti e non a spese correnti.

Il Consiglio impegna l’Amministrazione affinché ponga in essere tutte le iniziative necessarie presso il Presidente della Regione Siciliana al fine di destinare le risorse finanziarie, provenienti dall’impianto di rigassificazione, al finanziamento di infrastruttuure ed a progetti di sviluppo nel territorio della Provincia Regionale di Agrigento.

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Rigassificatore, un impianto che ha i suoi aspetti positivi?

Pubblicato da AgrigentoOggi un interessante approfondimento sull’impianto di rigassificazione previsto a Porto Empedocle.

Rigassificatore, un impianto che ha i suoi aspetti positivi? | Agrigento Oggi.

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Consiglio Provinciale straordinario sul rigassificatore

L’iniziativa politica del Consigliere Provinciale Roberto Gallo (La Destra), ha portato alla convocazione di un Consiglio Provinciale straordinario sul tema del rigassificatore. Nulla da eccepire all’iniziativa se tale proposta fosse stata presentata e attuata nel corso dell’anno, quando la voce del Consiglio Provinciale avrebbe potuto levarsi come interlocutore autorevole al tavolo della concertazione.

Ma l’iniziativa di ieri è tardiva nella tempestica e, a mio modo di vedere, facile da proporre per prendere gli applausi della gente, ben sapendo che qualunque azione risulterebbe ininfluente nell’iter autorizzativo dell’opera perchè già ampliamente concluso.

Inoltre il Consiglio Provinciale aveva trattato l’argomento nel 2007, con la presenza dei responsabili dell’ENEL, dei sindaci, del Presidente della Provincia e di molte altre autorità. Dalle cronache risulta un vivace dibattito che portò alla formulazione della richiesta di un referendum, su iniziativa della Provincia Regionale, mai celebrato. Tornare oggi sull’argomento è stato dunque ridondante e francamente poco utile considerando la mole di argomenti da trattare ex novo, i problemi da risolvere, non ultimo quello derivante dal rischio idrogeologico, e le infinite emergenze croniche del nostro territorio.

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Inquinamento a Monserrato, evitare l’ipotesi congiura

A Monserrato, frazione posta a sud-ovest di Agrigento, il problema dell’inquinamento atmosferico è reale. Tutte le misure di monitoraggio e prevenzione vanno messe in atto senza esitazione perchè ne vale la salute dei cittadini, a tutela della quale bisogna stanziare gli opportuni fondi.

Le richieste dei cittadini non deve restare inascoltata, e le Amministrazioni devono provvedere senza ulteriori indugi.

Vorrei però evidenziare un comportamento che potrebbe minare le fondamenta delle giuste battaglie dei cittadini.

Nella lotta contro l’inquinamento a Monserrato è stata individuata, come possibile causa dello smantellamento della centralina di monitoraggio della qualità dell’aria, la prossima costruzione del rigassificatore nell’area industriale di Porto Empedocle.

Da anni i governi sono impegnati nella diminuzione delle sostanze inquinanti dell’atmosfera con campagna di promozione delle automobili a gas. Metano e GPL sono combustibili che permettono agli automezzi di circolare anche quando le restrizioni al traffico sono stringenti. E’ ipotizzabilie, ma basterebbe fare due conti, che la riconversione della centrale elettrica di Porto Empedocle per un funzionamento a gas, ridurrà le emissioni di sostanze inquinanti della centrale elettrica.

Non si capisce quindi come lo spostamento, o lo spegnimento, della centralina possa essere correlata all’impianto di rigassificazione del gas metano liquido. Impianto che ancora non è neanche in costruzione e che quindi non ha prodotto nessuna modificazione della situazione ambientale. Inoltre si apprende che le centraline sarebbero addirittura ferme dal 2008, quando ancora l’iter autorizzativo per la costruzione dell’impianto non era concluso.

Tali puntualizzazioni mi suggeriscono di consigliare ai cittadini che giustamente combattono per aver tutelato il proprio diritto alla salute, di non farsi convincere da argomentazioni stravaganti che, appena svelate, compromettono la credibilità dell’intera battaglia.

Le teorie del complotto hanno spesso successo perchè danno una spiegazione semplice di avvenimenti vicini, ma non correlati. E, di tanto in tanto, servono a mascherare l’incapacità di qualcuno nel risolvere i problemi.

Lettura consigliata: La congiura

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Le contraddizioni di G.G.

Ma G. G. che non perde occasione di criticare tutto e tutti e chiedere trasferimenti di funzionari per ogni occasione non è lo stesso che partecipava sorridente alla inaugurazione  della Collezione Sinatra nel 1997????

[per chi non conoscesse il nostro è l'uomo con i baffi sulla sinistra della foto, la cui testa fa capolino tra le altre]

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Rigassificatore e trasferimenti: una proposta anticulturale e strumentale

[La settimana scorsa alcune associazioni contrarie al rigassificatore hanno chiesto, dalla prima pagina del settimanale Grandangolo, il trasferimento della Soprintendente ai BB. CC. di Agrigento per presunta incompatibilità ambientale. Oggi è stata pubblicata la mia nota di replica.]

La sig.ra Caterina Busetta, presentandosi come portavoce delle associazioni contrarie al rigassificatore, chiede la rimozione del Soprintendente di Agrigento, da lei evidentemente ritenuto il promotore e fautore dell’iniziativa e non una delle istituzioni preposte a rilasciare parere a condizione che i progetti presentati da altri enti ed accolti dalle amministrazioni rientrino nei termini delle leggi che le soprintendenze sono solo chiamate ad applicare. E’ quantomeno riduttivo, se non persecutorio e personalistico, impostare la legittima battaglia contro una scelta che è esclusivamente politica e strategica a livello regionale e nazionale come un contrasto individuale che svuota il dibattito dei suoi elementi di riflessione e lo riduce appunto alla purtroppo solita contesa tutta agrigentina – abusivismo docet – del presunto “popolo” contro la Soprintendenza. Il Soprintendente di Agrigento non è stato chiamato a pronunciarsi sulla scelta strategica del rigassificatore, non ha preso parte ai tavoli in cui è stato individuato il sito e si è discusso delle opportunità dei rigassificatori. Read more »

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Ancora sulla consultazione popolare ad Agrigento

Siamo già arrivati al 25%, ancora qualche giorno ed i votanti saranno sufficienti ad eleggere un sindaco al primo turno (50%+1) e, chi avrà pazienza, potrà leggere la fantastica percentuale del 100% (qualcuno ci stà già provando, ma son solo avanguardie, il grosso deve arrivare…)

Ma i numeri sono numeri, e le proiezioni valgono poco. Sareste disposti a far votare solo 7000 cittadini alle prossime elezioni perchè “la percentuale va vista in “proiezione” ed esprime pertanto la volontà dell’intero corpo elettorale”? Non scherziamo…

Anche il richiamo alla percentuale dei votanti dell’ultimo referendum (anno 2005, saranno cambiate un po’ le cose????) è ridicolo. Si sa che per i referendum nazionali (con valore abrogativo, non consultivo) la percentuale dei votanti è minima. Sono decenni che non si raggiunge il quorum. E se dovessimo fare paragoni dovremmo prendere solo due giornate di votazioni, sabato e domenica, e non ben sei giorni, con concerto “propaganda” ad urne aperte. Alle 21 di domenica (quindi con una giornata di votazione intera in più rispetto ad un normale referendum), avevano votato complessivamente 3767 cittadini. La percentuale dei votanti scende inesorabilmente al di sotto del 10%. Chissà cosa sarebbe successo senza concerto…

Se comparazioni si devono fare, vanno fatte con dati omogenei. Al referendum per l’impianto di rigassificazione a Priolo votò il 54% della popolazione, credo che, con tutto il rispetto per i 6882 che sono andati a votare, la consultazione è stata un flop per i promotori.

C’è anche chi, andato alle urne “informato”, non ha mai sentito le ragioni del SI… e soprattutto non conosce me come impegnato per il rigassificatore, anzi mi si imputa paura delle argomentazioni… Io vi ho dipinto la situazione, lascio a voi le considerazioni.

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Consultazione popolare: considerazioni

Già ci raccontano che nonostante tutto è un successo. Per me la consultazione è un flop.

E’ un flop rispetto ad altre consultazioni su argomenti simili: a Priolo votarono quasi 6000 cittadini su 10000, pari al 54% della popolazione.

E’ un flop per un Sindaco che 2 anni addietro riuscì a farsi eleggere dalla gente, gente che ora non lo segue più nelle sue fughe in avanti con annessi slalom. Il Sindaco non è riuscito a replicare il modello leader-popolo di investitura popolare coniato da Berlusconi.

E’, invece, il successo delle istituzioni rappresentative e delle assemblee elettive, cui i cittadini riconoscono valore e non esitano a partecipare alle consultazioni per il rinnovo di questi consessi democratici.

Personalmente posso dire che grazie a questa esperienza, che mi ha visto impegnato in prima linea, ho conosciuto moltissimi giovani che si vogliono impegnare per il bene della città. Credo che, superando il tempo dei NO, dobbiamo avviare la fase delle proposte. Proposte per il nostro futuro, per la nostra città, per il bene dei nostri concittadini.

A Marco Zambuto suggerisco di valorizzare le giovani forze che sono scese in campo, pur con idee diverse, avendo come unico obbiettivo il bene della città di Agrigento.

Politicamente credo che il Sindaco debba prendere atto dello scollamento tra la sua linea ed i cittadini, che non si sono fatti ammaliare da illusori eventi di partecipazione diretta. Mancando al Sindaco il rinnovo dell’investituta popolare, dovrebbe finalmente decidere quale modello di amministrazione della città mettere in atto.

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Sulla consultazione popolare

Se fosse una cosa seria le regole sarebbero serie. Silenzio per un giorno di riflessione prima del voto, nessuna iniziativa durante la consultazione (invece del concerto in piazza Marconi la domenica). Ma poichè si tratta di un “evento” possiamo leggere articoli il giorno prima della consultazione (ed immagino anche durante i cinque, dico cinque, giorni) e assisteremo ad un bel concerto ad “urne aperte”.

Noi siamo oggetto di insulti e bordate, insieme a qualche colpo basso, perchè diciamo, con onestà e chiarezza, che questa consultazione, ben diversa da un referendum, è semplicemente insignificante, non soltanto per l’iter autorizzativo, quanto per la natura dell’istituto giuridico scelto, la consultazione appunto e non il referendum. Abbiamo tanto rispetto per la partecipazione democratica alla vita della comunità, del lavoro e del tempo dei cittadini, che non li chiamiamo frettolosamente alle urne per una consultazione popolare, pur di fare qualcosa.

Quanti oggi annunciano la consultazione come atto formale, si impongano le regole formali di una votazione, silenzio fino allo scrutinio, annullamento del concerto e di tutte le iniziative programmate ad urne aperte. Poichè così non sarà… ciascuno tragga le proprie conclusioni.

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“Referendum” sul rigassificatore

Oggi ho partecipato alla presentazione della consultazione popolare sul rigassificatore.

Continuo a ritenere lo strumento rederendario inopportuno, inutile con le modalità decise dalla giunta municipale.

I motivi li trovate qui: Consultazione farsa…

Di seguito un’intervista

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