Grandioso editoriale di Giuliano Ferrara su “il Foglio” di oggi. Senza peli sulla lingua dice
Laici e cattolici adulti, vi avevamo detto: mobilitiamoci contro la “cosa” applicando la legge 194 nella prevenzione e tutela sociale della maternità. E vi ritroviamo a votare la commercializzazione del veleno abortivo
Ma allora siete un branco di bugiardi, voi politici e giornalisti liberal, laici, cattolici democratici, adulti e scanzonati? Vi avevamo detto con una certa appassionata precisione: dopo trent’anni l’aborto, che non può essere oggetto di persecuzione penale, è diventato moralmente indifferente, un servizio sociale gratuito a cui si ricorre per fare i propri comodi o selezionare la razza, o per bisogno e ignoranza profonda del significato della “cosa”.
Da ascoltare anche il commento di Padre Livio, direttore di Radio Maria
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
Di cosa si occupa il Parlamento?
Domanda persino banale: leggi, dibattiti, grandi questioni all’ordine del giorno nel Paese. Vi siedono i nostri rappresentanti, ci si aspetta che si prendano a cuore quanto ci riguarda più da vicino. E l’aborto? No, quello no, escluso. Anzi, è «originale pretendere» che le Camere possano discuterne. È la sorprendente battuta alla quale, con fare liquidatorio, l’onorevole Gianfranco Fini ha fatto ricorso ieri per archiviare – secondo lui – l’ipotesi di un confronto parlamentare sulla Ru486.
Detta dal presidente della Camera, è un’espressione che lascia stupefatti. Se il Parlamento va tenuto fuori da questioni che attengono alla salute dei cittadini, di cosa si devono interessare allora i deputati? La pillola abortiva, con tutta la sua ingombrante zavorra di dubbi e di drammi, non è semplicemente un «farmaco», equiparabile a un’aspirina o uno sciroppo. È singolare non vedere come la Ru486 intervenga pesantemente nel modo in cui viene applicata la legge sull’aborto in Italia. E le Camere non si dovrebbero pronunciare? A richiesta, Fini risponde. A noi – e non solo a noi – sarebbero piaciute parole meno superficiali.
Tratto da Avvenire del 9 agosto 2009
Ho letto su il Giornale di Bioetica » Blog Archive » Il divieto alla pillola abortiva anche in caso di stupro fa ancora discutere. Ho lasciato un commento perchè credo che la vita umana vada difesa “senza se e senza ma”. E che il prezzo della difesa della salute della donna non possa essere il sacrificio di una vita umana, seppur ancora invisibile agli occhi.
Mi dispiace poi il grossolano errore di confusione tra RU486 e “pillola del giorno dopo”:
uso della Ru486 – meglio conosciuta come “la pillola del giorno dopo” – anche da parte di donne stuprate
e spero vivamente che si tratti di un errore.
A pensar male infatti sospetterei che si vogliano unire i concetti di “pillola abortiva RU486″ e “donne stuprate”, per aprire un nuovo canale in modo da far rendere accettabile all’opinione pubblica la pillola abortiva. La RU486 non fa parte della cosidetta “contraccezione di emergenza”, porla quindi in connessione all’aborto dopo uno stupro è sbagliato.
Update del 30.06.2009: L’autore dell’articolo ammette che si è trattato di un errore.