Posts tagged: silvio berlusconi

Unione Europea, de che?

Sono sempre stato un convinto sostenitore dell’Unione Europea. Unione di popoli, non solo di finanza. Numerosi articoli di questo blog lo dimostrano.
Oggi sono altrettanto convinto che l’Unione Europea deve affrontare autorevolmente la questione politica che si è aperta in Libia. Il rappresentante per la politica estera deve darsi una mossa.
Sono altrettanto convinto che l’emergenza umanitaria, di cui abbiamo visto solo un pallido avvio, dovuta ai flussi migratori che si apriranno, deve essere gestita come un problema comunitario, che riguarda, cioè, tutti gli stati membri. Se gli altri paesi decideranno di lavarsene le mani, credo che potremmo ridiscutere seriamente le motivazioni che ci spingono a siedere in take ‘unione’.

Non si tratta di una provocazione, tantomeno di un ricatto. Si tratta di prendere atto delle azioni dei nostri compagni di viaggio: pronti a bacchettare, invasivi su questioni inutili o non prioritarie (ricordate la direttiva sull’omologazione di autobus urbani e cabine telefoniche?), ma incerti o determinatamente menefreghisti di fronte a questioni di rilievo comunitario.

Non mi piace l’Unione Europea dei burocrati, voglio una Unione di nome e di fatto!!!

Maggioranza, opposizione, il governo guidato da Silvio Berlusconi, diano segnali di unità per aver tutelato un diritto.

Il rischio che corriamo, in queste regioni troppo a sud d’Europa, è una emergenza umanitaria, ingestibilità di servizi alle persone, nuova ed inarrestabile ondata migratoria… forse colonizzatrice…

Consulta, legittimo impedimento e prescrizione

Ho l’impressione che la pronuncia della Corte Costituzionale, che ha giudicato incostituzionale solo due commi e non l’intera legge, porterà ad un risultato inatteso.
Il taglio infatti interviene solo sulle motivazioni del rinvio delle udienze e non sulla sospensione dei termini di prescrizione.
Non sono un giurista ma credo che alla fine si potranno portare a termine i processi a Berlusconi, nonostante i rinvii, senza che intervenga la prescrizione. C’è chi mi possa dare maggiori delucidazioni?

I finiani in Sicilia metteranno a rishio Lombardo

La pattuglia di finiani in Sicilia ha già da qualche tempo preso la strada del pdl autonomo. Insieme al gruppo di parlamentari regionali vicini a Miccichè i finiani hanno fondato il Pdl Sicilia, ribelle rispetto al Pdl lealista, per ora all’opposizione, per sostenere il governo Lombardo.

Il Pdl “ufficiale” non ha mai smesso di invitare la pattuglia di Miccichè a rientrare nei ranghi del partito. Offerte sempre considerate possibili, anche in vista di una sostituzione di Lombardo, ma mai messe in pratica, nella prospettiva, però, c’era sempre la riunificazione del Pdl.

Ieri si è consumato lo strappo tra Berlusconi e Fini. I finiani stanno organizzando gruppi autonomi alla Camera e al Senato. E in Sicilia?

Il gruppo di ex An all’ARS ha aderito compatto al progetto di Miccichè, numerosi sono infatti i finiani che sostengono Lombardo e che sono al governo della Regione. Ma adesso che la rottura è consumata, su chi potrà contare Lombardo?

A livello nazionale, senza i finiani, la maggioranza potrebbe essere a rischio in entrambe le camere, a meno di eclatanti acquisti. A livello regionale Berlusconi potrebbe richiamare all’ordine Miccichè, visto che ha dichiarato insostenibile l’esistenza di un partito dentro il partito, in Sicilia del Pdl Sicilia nel Pdl. I finiani siciliani si troverebbero quindi a dover rientrare nel Pdl lealista, quindi abbandonare Fini, o continuare l’esperienza dei gruppi autonomi senza Miccichè. Tutto questo avrà certamente ripercussioni sul governo regionale, già con una vita fin troppo movimentata.

Per Lombardo si presenta un agosto burrascoso.

Scontro istituzionale

Nonostante le rassicurazioni mattuttine del Presidente del Senato Scifani, che aveva limitato lo scontro Fini-Berlusconi a scontro personale e non scontro istituzionale, stasera Silvio Berlusconi ha aperto lo scontro istituzionale. Da Presidente del Consiglio reclama la poltrona del Presidente della Camera.

Durissimo il passaggio del documento politico dell’ufficio di presidenza del Pdl:

Per queste ragioni questo ufficio di presidenza considera le posizioni dell’on. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l’attività politica del Popolo della libertà. Di conseguenza viene meno anche la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni.

Altrettanto dura la replica di Fini:

La presidenza della Camera non è nelle disponibilità del presidente del Consiglio…

Si aprono scenari difficilmente risolvibile nell’esclusivo interesse del Paese.

Il Cavaliere non perdona Fini

Il premier Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa al termine dell’ufficio di presidenza del Pdl, ha detto: “L’ufficio di Presidenza considera le posizioni dell’On.Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l’attività politica del Popolo della Libertà. A fronte dei comportamenti incompatibili di Fini con i principi ispiratori del partito, viene meno anche la fiducia del PdL nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni.

Si è presentato un dissenso da parte di Fini
e degli uomini a lui vicini nei confronti del governo, della Maggioranza e del presidente del Consiglio. Io non ho mai risposto, anzi ho sempre smentito i virgolettati che mi hanno attribuito. Abbiamo tenuto un comportamento responsabile, visto il momento di crisi che viviamo. Riteniamo che non ci sia nessun rischio per il Governo. Abbiamo la maggioranza nel paese e il presidente del Consiglio gode di un consenso di oltre il 63 per cento”.

il Foglio

Il dopo-Berlusconi

Scrive Stefano Folli:

Sull’altro versante, è singolare che Berlusconi si sia arreso alla logica dei due candidati in Puglia, dopo aver individuato con lucidità il cuore del problema: appunto, la necessità di contrapporre una sola candidatura credibile al forte Vendola. Due giornali di riflessione politica, il «Foglio» e il «Riformista», s'interrogavano ieri su questa incongruenza. Il senso era simile. In Puglia non ha funzionato il carisma del leader e hanno prevalso gli apparati. Certi dirigenti «non si sono mostrati all'altezza del compito», scrive il «Foglio». E sul «Riformista» Caldarola osserva come stavolta Berlusconi non sia riuscito a guidare il gioco e a scegliere d'autorità il nome del candidato giusto. Almeno fino a oggi.

La vicenda può essere considerata istruttiva. Forse è la prima volta che il premier si lascia imporre, dai collaboratori o dalle circostanze, una soluzione a lui poco gradita. È presto per dire se stiamo assistendo a un primo segnale del dopo-Berlusconi. Meglio essere prudenti. Ma se così fosse, il futuro del centrodestra si presenta all'insegna dell'autolesionismo e delle divisioni.

via Nonostante tutto, il Pd ora sta meglio. Ed è il Pdl in affanno | Miradouro.

Il PDL trama PER Franceschini segretario del PD

Ieri avevo ipotizato una partecipazione bipartisan alle primarie del PD, finalizzata ad avere un segretario del PD, e quindi un partito di opposizione, che facesse degnamente il suo dovere.

Qualcuno ha però pensato che, data la facilità di partecipazione al voto, lo strumento delle primariepotrebbe essere utilizzato anche per scopi esterni al PD.

Il Fazioso Liberale riporta una indiscrezione circolata ieri, che vedrebbe addirittura il PDL impegnato per le primarie del PD

Quagliariello nulla dice o forse sa, sul tam-tam che invece da qualche giorno circola tra i parlainentari-peones siciliani del Pdl. Ovvero che sul territorio pezzi di partito si stanno organizzando per sostenere le liste di un altro dei candidati alle primarie del Pd del 25 ottobre Dario Franceschini. A tirare le fila ci sarebbe Marcello Dell`Utri che ,resta da vedere quanto con il consenso dell`interessato, ha avviato proprio nell`isola un discreto lavoro a sostegno di una candidatura che, se dovesse prevalere, scompaginerebbe ancor più i già fragili equilibri del Pd. Analoghi movimenti e richieste di aiuto ad esponenti del Pdl sarebbero state avanzate in Campania,  il sospetto che l`inquinamento delle primarie del Pd possa essere molto più vasto, non è solo dato dalla estrema facilità dei meccanismi di voto (2 euro e il certificato elettorale), quanto dalla quantità di richieste che sul territorio singoli candidati del Pd stanno facendo ad esponenti del Pdl.

Il Messaggero dà queste motivazioni alla manovra

Sinora Berlusconi ha sempre evitato di entrare nelle dispute interne degli altri partiti. Non c’è dubbio però che il Cavaliere preferisca la logica bipolare di Franceschini, che di fatto riprende quell`intesa a suo tempo siglata dal Cavaliere con Veltroni, all`idea di Bersani di favorire la riaggregazione e il rafforzamento del centro alternativo al Pdl.

Oltre alla visione bipolare comune con Franceschini, al Cav. fa certamente comodo un Partito Democratico debole, che faccia opposizione con i calzini turchesi – garanzia questa di vittoria del premier per il prossimi 1000 anni-, piuttosto che un PD fermo su idee chiare di sinistra, come sarebbe il PD di Bersani. La vittoria di Bersani però alimenterebbe il rafforzamento del centro, area che Berlusconi e Veltroni hanno provato a occupare, cosa che al Cav non sta bene: un motivo in più, nel PDL, per sotenere Franceschini!

PdL in frantumi: nuovo gruppo all’ARS

Notizia giotta, tutta siciliana,  prevede la formazione di un nuovo gruppo parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana, composto dagli amici di Gianfranco Miccichè, con ex AN e altri. Alfano ha tentato di far sbollire la situazione, ma è chiaro che il PdL in Sicilia, come immaginato da Berlusconi, sia ormai al tramonto.

Dopo Berlusconi? IO

Casini: “Udc decisiva. Bossi? Non spaventa nessuno”

YouTube – Casini: “Udc decisiva. Bossi? Non spaventa nessuno”.

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