Sembra che il Presidente Lombardo si stia decidendo a far qualcosa per far rispettare lo Statuto.
Credo che la Sicilia avrà un ruolo fondamentale nell’evolversi della situazione. Lo ha avuto a proposito delle vicende del Pdl e lo avrà con il governo che noi riorganizzaremo dopo la pausa estiva. Voglio capire se il governo nazionale intende fare la propria parte e il proprio dovere istituzionale o vuole, come abbiamo registrato nei giorni scorsi, continuare ad attaccare e ad aggredire il popolo siciliano e meridionale.
Lo scempio della Tirrenia, vicenda sulla quale, lo ribadisco, noi ricorreremo, a cominciare dalla Corte Costituzionale, perché il decreto del governo non ha visto la presenza del presidente della Regione. Questo vuol dire mettersi sotto i piedi lo Statuto che prescrive che il presidente della Regione sia presente quando si riunisce il Consiglio dei ministri per trattare questioni che riguardano la Sicilia. Si vede che non c’era nessun siciliano interessato alla questione Tirrenia.
Un misfatto quello delle autostrade. C’è un disegno per far accaparrare le autostrade siciliane a qualcuno per far poi pagare ai siciliani il pedaggio per trenta o cinquanta anni. Un misfatto che non possiamo consentire e che denunceremo alla magistratura che, sono certo, farà giustizia.
… dopo il proclama seguano i fatti: è Presidente della Regione siciliana, dovrebbe avere una maggioranza che lo sostiene, scriva il testo e proceda per farlo approvare.
Lo Statuto autonomistico, all’articolo 15, gli permette di risparmiare così molti soldi, faccia vedere che è capace.
La settimana scorsa la Corte Costituzionale ha cassato un ricorso della Regione Siciliana contro lo Stato Italiano in materia fiscale. La cosa è alquanto singolare perchè contraddice lo Statuto autonomistico (antecedente di 2 anni la Carta Costituzionale) negli articoli 24 e 37, e due precedenti sentenze della stessa Corte.
Alla luce di questi fatti riproporre l’Alta Corte a tutela della’Autonomia Siciliana mi sembra una battaglia da combattere, non per questioni ideali, ma più economiche. La sentenza della Corte Costituzionale ci priva, infatti, di entrate fiscali per oltre un miliardo di euro. Qui si può proprio dire: Roma ladrona!
E se i leghisti continuano a lamentarsi degli stanziamenti cospicui, non dobbiamo dimenticare di menzionare questo ulteriore credito nei confronti dello Stato italiano che contraddice la prima forma di organizzazione federale di una regione.