Sono sempre stato un convinto sostenitore dell’Unione Europea. Unione di popoli, non solo di finanza. Numerosi articoli di questo blog lo dimostrano.
Oggi sono altrettanto convinto che l’Unione Europea deve affrontare autorevolmente la questione politica che si è aperta in Libia. Il rappresentante per la politica estera deve darsi una mossa.
Sono altrettanto convinto che l’emergenza umanitaria, di cui abbiamo visto solo un pallido avvio, dovuta ai flussi migratori che si apriranno, deve essere gestita come un problema comunitario, che riguarda, cioè, tutti gli stati membri. Se gli altri paesi decideranno di lavarsene le mani, credo che potremmo ridiscutere seriamente le motivazioni che ci spingono a siedere in take ‘unione’.
Non si tratta di una provocazione, tantomeno di un ricatto. Si tratta di prendere atto delle azioni dei nostri compagni di viaggio: pronti a bacchettare, invasivi su questioni inutili o non prioritarie (ricordate la direttiva sull’omologazione di autobus urbani e cabine telefoniche?), ma incerti o determinatamente menefreghisti di fronte a questioni di rilievo comunitario.
Non mi piace l’Unione Europea dei burocrati, voglio una Unione di nome e di fatto!!!
Maggioranza, opposizione, il governo guidato da Silvio Berlusconi, diano segnali di unità per aver tutelato un diritto.
Il rischio che corriamo, in queste regioni troppo a sud d’Europa, è una emergenza umanitaria, ingestibilità di servizi alle persone, nuova ed inarrestabile ondata migratoria… forse colonizzatrice…
Tags: crollo demografico, cultura, demografica, europa, famiglia, francia, germania, giovani, grecia, immigrazione, inghilterra, islam, italia, moschea, natalità, popolazione, quoziente familiare, spagna, statistica, unione europea
Approfondimenti, europa, Video | Giovanni Nocera |
29 novembre 2009 11:47 |
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di Gianfranco Amato
Il lato oscuro dell’Europa anticristiana ha fatto sentire la sua voce. E lo ha fatto attraverso la bouche de la loi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato lo Stato italiano in forza del principio per cui la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche “limita il diritto dei genitori di educare i loro figli secondo le loro convinzioni e il diritto di scolari di credere o di non credere”.
Ciò, sebbene la VI Sezione del Consiglio di Stato, con la celebre sentenza 13 febbraio 2006, n. 556, abbia sancito la vigenza e la legittimità dell’art.118 del R.D. 30 aprile 1924, n. 965 il quale prevede, appunto, che in ogni aula degli istituti sia presente “l’immagine del Crocifisso”.
In quella sentenza i magistrati amministrativi del Consiglio di Stato hanno dato particolare prova di una profonda saggezza coniugata ad un ferreo rigore giuridico, partendo dalla considerazione che il concetto stesso di “laicità” varia a seconda della tradizione culturale e dei costumi di vita di ciascun popolo, così come recepiti nei relativi ordinamenti giuridici. Costumi e tradizioni che, secondo gli stessi giudici del Consiglio di Stato, “mutano da nazione a nazione”. Read more »
In seguito alla decisione della Corte Europea dei diritti dell’uomo, di condannare l’Italia per l’esposizione dei crocefissi nelle scuole, esprimo vivo ramarico per tale sentenza, unitamente a tutti i Presidenti provinciali e cittadini dei Circoli liberal.
La laicità dello stato è, innanzitutto, garanzia di libertà per le Chiese e per i cittadini di poter professare liberamente ciascuno il proprio credo. L’errata concezione di laicità dello Stato come prassi di ateismo pubblico contraddice il senso stesso della laicità.
Inoltre, il crocefisso presente nelle scuole, nei tribunali e negli uffici pubblici, non può considerarsi un simbolo esclusivamente religioso, ed in particolare cattolico, poiché racchiude una serie di valori condivisi ed è segno della tradizione culturale italiana ed europea. Tradizione che fonda, tra gli altri, il concetto di libertà e di laicità sul dettato evangelico.
Pertanto i Circoli liberal della Sicilia aderiscono alla manifestazione, indetta dai Giovani Udc Sicilia per sabato 14 novembre p.v., in difesa della presenza del crocefisso nelle scuole e nei luoghi pubblici, ed invitano tutti gli amici a partecipare numerosi.
Palermo, 8 novembre 2009
Dott. Giovanni Nocera
Presidente Regionale liberal Sicilia
In Europa c’è un aborto ogni 27 secondi ed un divorzio ogni trenta.
Se non vogliamo vedere sparire la popolazione e la società Europea è importante poter eleggere al Parlamento Europeo persone in grado di difendere e promuovere la vita e la famiglia.
Mi permetto di indicarvi dei candidati che conosco bene e che sono dei campioni di onestà e di impegno per la vita e per la famiglia, o con i quali mi trovo a collaborare. Se votate UDC, se siete indecisi, vi segnalo:
I Circoscrizione – Italia nord-occidentale
- MAGDI CRISTIANO ALLAM
- LUCA GIUSEPPE VOLONTE’
II Circoscrizione – Italia nord-orientale
- GIAN LUIGI GIGLI (Neurologo, ha difeso Eluana fino alla fine)
III Circoscrizione – Italia centrale
IV Circoscrizione – Italia meridionale
V Circoscrizione – Italia insulare
- SAVERIO ROMANO
- BRANDARA MARIA GRAZIA ELENA Detta MARIA GRAZIA
- LANTIERI ANNUNZIATA detta LUISA
Tutti i candidati UDC su www.giovanninocera.it.
Per votare bisogna barrare il simbolo della lista e scrivere i cognomi dei candidati. Si possono esprimere fino a tre preferenze della stessa lista.
Se vi è possibile fate girare questa mail. Per ogni chiarimento o ulteriore informazione contattatemi.
Tags: aborto, Campagna elettorale, candidati, carlo casini, dc, elezioni europee 2009, etica, eurobarometro, europa, famiglia, nord, paolo maria floris, parlamento, parlamento europeo, saverio romano, società, trattato di lisbona, UDC, unione europea
Approfondimenti, europa | Giovanni Nocera |
3 giugno 2009 23:35 |
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La Commissione europea e un consorzio guidato dall’agenzia francese Courrier International hanno lanciato il sito internet “Presseurop”. Il sito Web permette di leggere, in dieci lingue, i migliori articoli sulle questioni europee pubblicati sui principali quotidiani internazionali.
“L’obiettivo è quello di offrire una selezione quotidiana dei migliori articoli della stampa sugli affari europei” spiega il commissario per la Comunicazione Margot Wallstrom. Read more »
Indubbie responsabilità della classe politica e del mondo dell’informazione
di Giorgio Salina*
STRASBURGO, venerdì, 24 aprile 2009 (ZENIT.org).- L’Eurobarometro, potremmo definirlo l’Ufficio centrale di statistica europeo, ritiene che non più del 20% dei cittadini europei aventi diritto al voto sappia che ci saranno tra 50 giorni le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Un’unica tornata elettorale contemporanea in tutti i 27 Stati membri dell’Unione, per un totale di oltre 345 milioni di potenziali elettori. Read more »
Pierferdinando Casini apre la campagna elettorale per le elezioni europee 2009 a Palermo. Appuntamento Domenica 10 maggio 2009, ore 10.00 – Cinema Imperia – via E. Amari 160.
Nel 2008 è stato pubblicato il sondaggio “Eurobarometer” che chiedeva agli elettori le loro opinioni e conoscenze sul Parlamento Europeo. I risultati hanno mostrato che il Parlamento ha un immagine pubblica generalmente positiva, ma manca una buona conoscenza da parte dei cittadini europei, come per le altre istituzioni Europee.
Globalmente, è considerato come uno strumento democratico e ha un ruolo di unificatore tra gli stati. D’altra parte, 3 su 4 europei dicono che in generale sono poco o molto poco informati sulle attività del Parlamento. Questo numero è quasi lo stesso per i “vecchi” e i “nuovi” stati membri. Ad esempio, la maggior parte degli europei non sanno quanti deputati ha il loro paese e credono che le decisioni siano prese principalmente secondo gli interessi nazionale dei deputati.
viaPerché c’è così poco interesse
per le elezioni europee | l’Occidentale.
Il continente Europa, nella sua estensione classica dall’Atlantico agli Urali, è composto da numerosi Stati indipendenti che nell’ultimo cinquantennio hanno deciso di trovare forme di collaborazione politica.
Così nello stesso continente è possibile trovare differenti organismi internazionali, cui concorrono i vari Stati. Consiglio d’Europa ed Unione Europea sono due organismi differenti, dei quali spesso non si conoscono i compiti, finendo per assimilarli. Confusione resa anche più facile per il fatto che il Consiglio d’Europa ed il Parlamento dell’Unione Europea hanno sede a Strasburgo e che, dal 1985, hanno deciso di adottare i medesimi simboli (inno e bandiera).
In cosa differiscono dunque le due istituzioni? Read more »