Ci attende un altro anno di pianti sul latte versato dopo che l’ultimo bollettino statistico ha confermato la provincia di Agrigento ultima tra le provincie italiane. Un anno nel quale, come già si comincia a leggere in tutte le testate locali, verranno elencati disservizi e maledizioni che ci affliggono, come se non vivessimo tutti nelle stesse condizioni e non conoscessimo i malanni della nostra realtà locale.
Moltissimi i primi della classe che sanno compilare dettagliatamente tali elenchi, molti quelli bravi a raccogliere firme di protesta, indire manifestazioni, pubblicare fogli di denuncia. Ma la città continua a languire.
Qualcuno, ogni tanto, propone anche delle idee, magari non necessariamente malvagie, delle quali si potrebbe discutere, quanto meno per essere propositivi invece di continuare nei piagnistei.
Qualche mese addietro ho avanzato, insieme ad altri amci, la proposta di candidare Agrigento come capitale europea della cultura per il 2019. Una proposta ambiziosa che oltre ad essere una vera opportunità di sviluppo diffuso, può cominciare a far immaginare un progetto concreto per la nostra realtà locale. Si tratta di una competizione ai massimi livelli, Venizia e Parma già stanno lavorando alla stesura del progetto di candidatura.
Probabilmente a causa del periodo estivo la mia proposta non ha trovato nessun interlocutore interessato ad approfondire, io comunque continuo a parlarne in giro, trovo consensi. Spero che, in un sussulto di orgoglio, amministrazioni locali, associazioni, giornali e cittadini vogliano prendere sul serio questa proposta, ne discutano, la facciano propria, la diffondano e, per il bene di tutti, si adoperino per realizzarla.
Lo so che il problemi sono sempre altri, ma cominciamo a far qualcosa!
Pubblicato su Grandangolo, n. 50 del 13.12.2008